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La Vita Felice, tra editoria e collezione, a due passi da Porta Venezia

Scritto da Marta Calcagno Baldini

Tutto ciò che riguarda «La Vita Felice» è spontaneo e allo stesso tempo di qualità: non è una frase d'effetto, soprattutto quando la si riferisce alla piccola libreria e casa editrice che nasce nel 1992 in seno a Garzanti grazie all'ingegno e la sensibilità di Gerardo Mastrullo, suo fondatore, e che oggi esiste autonomamente con sede in via Lazzaro Palazzi 15, a due passi dalla chiassosa corso Buenos Aires. Il nome deriva da quello che oggi è il logo della casa editrice: «Quando ancora ero a Garzanti arrivano alcuni amici con un torchio stampato a mano da Massimo Odoardo Geranio con il disegno direi medievale della figura pseudo umana in cammino che porta una fascia con scritto La vita felice. Lì ho avuto l'idea della Casa Editrice, l'ho creata con questo logo». Oggi andare a bussare a La Vita Felice significa entrare in un mondo a parte: libri dappertutto, e non volumi qualsiasi, a partire dai titoli passando per la qualità estrema della stampa dei caratteri come delle illustrazioni. Dalle «Cinquanta cortesie da tavola», il «poemetto» che Bonvesin de la Riva pubblicò in lingua volgare nel XIV secolo, fino agli autori giapponesi, i cui haiku sono pubblicati con testo a fronte, e poi la collana «Il piacere di leggere», che include le opere meno conosciute di autori di fama mondiale, come i «Labirinti», la collana di poesie partita proprio nel 1992 con Alda Merini, o i «Saturnalia», dedicata ai classici greci e latini. «Sono i giovani assistenti universitari che ci contattano proponendoci traduzioni speciali, di opere sconosciute di autori celebri: il sistema universitario italiano non favorisce e non investe in alcun modo sulla pubblicazione di questi testi, ci pensiamo noi» dice Mastrullo, con aria tranquilla e molto esperta, per lui l'editoria sembra non avere più segreti: «Dopo 5 anni di crisi grave, nel 2016 l'editoria ha chiuso con un incremento del 2.5%. Del resto continua- oggi sono i piccoli editori che hanno e fanno mercato». E sembrano confermarlo i più di mille titoli e seicento autori in catalogo de La Vita Felice: «Perché abbiamo fatto una precisa scelta - continua Mastrullo-: pubblichiamo libri che con il tempo acquisiscono ancora più validità, come il buon vino». Titoli scelti con estrema cura e sempre disponibili quindi, «e che in effetti si continuano a vendere». Come «Vita senza principi» di Toureau, che nel 1996 Mastrullo pubblica e «che non era mai stato tradotto in italiano. È andato talmente bene che non smetto ancora oggi di pubblicare questo autore».

Fonte: Il Giornale, www.ilgiornale.it

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