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Antichi privilegi: il Corpo degli Alabardieri del Duomo di Monza

Scritto da Redazione

La Basilica di San Giovanni Battista di Monza, detta comunemente Duomo, ha molti e antichi privilegi: quello maggiore è avere il Corpo degli "Alabardieri". Il Corpo Alabardieri si compone di circa 20 membri che si alternano nel servizio per le varie messe capitolari e celebrazioni liturgiche con le loro divise ed alabarde. È importante riuscire a salvaguardare la memoria storica e a portare avanti una tradizione ultracentenaria che è unica in Italia e nel mondo, concessa solo al Duomo di Monza. Le divise ancora oggi in uso, sono identiche a quelle della metà del XVIII sec. Lo stesso vale per le armi, alabarda e spada. La scenografia è quindi garantita.

La storia in breve:

L’istituzione del Corpo degli Alabardieri non ha una data certa testimoniata da scritti o documenti,ma si pensa possa risalire alla fine del VI sec. ossia alle guardie d’onore longobarde della regina Teodolinda (570 - 627).

Riferimenti documentali incerti sono presenti in varie forme a partire dal XVII sec.

La prima notizia certa risale al 1718 quando nel manoscritto “Giubili di Monza” nel IV capitolo si descrive la processione per la ricorrenza del Santo Chiodo e si testimonia la presenza degli Alabardieri.

Poi nel 1763, in risposta alla richiesta da parte dei Fabbriceri del Duomo, ecco il famoso editto di Maria Teresa d’Austria (1717 – 1780) che approva con leggere modifiche la nuova uniforme. L'originale del documento è conservato ed esposto nel Museo del Duomo al fianco del manichino dell' Alabardiere.

Da allora la divisa non è più stata modificata ed è la stessa in uso ancora oggi ad eccezione dell’originale copricapo a  tricorno sostituito nel 1807 con la feluca per volere di Napoleone Bonaparte (1769 – 1821).

Le armi in dotazione sono l’alabarda e la spada.

Negli ultimi due secoli a noi più vicini abbiamo scritti e testimonianze sempre più numerosi relativi all'attività del Corpo.

In archivio sono conservati quaderni con annotati nomi, cronache di servizi, lettere, aneddoti, fotografie e altro, che testimoniano il continuo operare degli Alabardieri nel ‘800 nel ‘900 fino ad oggi.

Nel 1977 il servizio è stato sospeso per qualche tempo causa la “mancanza di volontari all’altezza del compito”.

Arriviamo così al 1982 quando Giovanni Bergna, monzese doc con un vivo interesse per la storia della nostra città, raduna un gruppo di 6 amici (due dei quali già alabardieri) che condividono la sua passione e, il giorno di Natale dello stesso anno, con l’approvazione dell’Arcipprete don Dino Gariboldi, alla S. Messa capitolare riporta in Duomo gli Alabardieri.

Negli anni seguenti viene reclutato il gruppo degli attuali “veterani” fino ad arrivare allo storico numero di tredici (dodici alabardieri più un capo).

Bergna rimane comandante fino alla sua scomparsa nel 1993. Nel 2004 viene eletto comandante Simeone Bernasconi che già dal 1983 teneva i registri dove annotava scrupolosamente tutte le attività del Corpo.

Nel luglio del 2013 Simeone viene prematuramente a mancare. Nello stesso anno la nomina dell’attuale comandante, l’alabardiere Giorgio Villa.

L’altra data importante per il rilancio del Corpo è il 2007, con l’arrivo a Monza di mons. Silvano Provasi.

Il nuovo Arciprete prende subito a cuore la riorganizzazione del gruppo. Procura i fondi necessari e nel 2010 fa confezionare nuove divise, cappelli, cinturoni e spade, ed arruola 12 giovani che il 23 giugno dello stesso anno, vigilia di San Giovanni, in una solenne cerimonia in Duomo, giurano fedeltà alla Chiesa e diventano Alabardieri.

Inizia anche, con l’aiuto di tutti gli appartenenti al Corpo, la preparazione di uno Statuto e del nuovo Regolamento, documenti che l’8 maggio 2014 diventano ufficiali. Lo Statuto prevede tra l’altro: la scelta di San Vittore Martire come patrono, il logo con Corona Ferrea e alabarde incrociate con il motto “pro Ecclesia in armis fidei” e l’istituzione di un consiglio direttivo. Tutto questo è stato necessario per dotare il Corpo di basi solide e moderne in modo da garantirne l’attività negli anni a venire. 

Fonte e per maggiori informazioni: http://www.alabardierimonza.it/

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