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ICH Sicav

 

Varese, sotto i portici di Palazzo Estense tra lapidi ed iscrizioni

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Fare ordine in una biblioteca è sempre una operazione complessa, talvolta fastidiosa, richiede tempo, pazienza e fatica, ma spesso e volentieri si rivela un appassionante e inaspettato viaggio nei ricordi tra documenti, appunti e libri dimenticati. La stessa cosa che succede quando in giro ci troviamo per caso a leggere lapidi, targhe e iscrizioni di periodi del lontano passato e che ricordiamo a mala pena. A me è recentemente capitato di vivere entrambe queste situazioni, ho trovato infatti un libro semidimenticato in un ripiano di una polverosa libreria e che tratta appunto di lapidi e iscrizioni commemorative. Per la precisione quelle che si trovano sotto i portici di Palazzo Estense a Varese, oggi sede, per chi non lo sapesse, del municipio. Chissà quante volte noi varesini siamo passati da quelle parti e tra un ufficio e l’altro, distratti e pensierosi, abbiamo lanciato qualche sguardo incuriosito e fuggente a quelle più o meno antiche pietre. Ma forse non le abbiamo mai lette veramente con attenzione e interesse. Questo volume ritrovato, "Il lapidario di Palazzo Estense a Varese. Storie di uomini e di eroi", a cura di Serena Contini, Comune di Varese, 2011, è uno spaccato interessante della storia di alcuni illustri varesini, e non solo, dal soldato della patria Giuseppe Ossola, vittima dell'Austria nel 1849, fino al capitano di mare Felice Orrigoni, senza dimenticare Giacomo Limido, Federico Della Chiesa e, venendo a tempi a noi più vicini, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime della violenza mafiosa. Un volume che rappresenta quanto di più utile e agevole ci può essere per conoscere illustri personaggi quasi tutti varesini e di cui in verità poco conosciamo o ricordiamo. Uno stimolo quindi a tornare sotto i portici di Palazzo Estense con un occhio più attento alla nostra storia. Il libro si consulta facilmente scartabellando tra le ben curate schede che possono tranquillamente fungere da base per ricerche storiche e biografiche più approfondite e che ognuno di noi potrà sviluppare in seguito secondo i propri interessi e obiettivi. Insomma, un’ottima guida su questo relativamente piccolo spicchio di patrimonio pubblico varesino. Giuseppe Armocida e Robertino Ghiringhelli, noti e apprezzati storici varesini, nella prefazione ci danno la giusta inquadratura per approfondire questa gradita riscoperta: “il lapidario di Palazzo Estense è storia viva di un territorio e del suo particolare legame con le vicende italiane. Rappresenta, quindi, un ideale e fisso osservatorio di come interagiscono i diversi momenti e personaggi dello Stato e della società nonchè delle autorappresentazioni di parte, grazie ai quali le istituzioni ricercano una continua legittimazione sociale e culturale". Buona passeggiata….

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