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Baldassarre Castiglione, grande protagonista della modernità

Scritto da Valeria Dalcore

Se si cerca nel mare delle immagini su internet il nome di Baldassarre Castiglione, che visse a cavallo tra ‘400 e ‘500, si trova un meraviglioso ritratto olio su tela di Raffaello, oggi di proprietà del Louvre, che nel 1911 sostituì temporaneamente lo spazio occupato dalla Gioconda, che era stata rubata. Occhi espressivi, sguardo profondo, cappello scuro e maniche di pelliccia gli assegnano per l’eternità l’immagine che merita: fra i più grandi letterati del Rinascimento italiano, uomo di corte a Mantova dal marchese Francesco Gonzaga e a Urbino dal duca Guidobaldo da Montefeltro, ma anche ambasciatore da papa Leone X e nunzio per Clemente VII. La storia rocambolesca del suo ritratto, fatta di viaggi, acquisti e prestiti, è di qualche secolo precedente ma molto simile a quella vissuta dai suoi scritti, un enorme patrimonio che oggi è finalmente diventato interamente di proprietà statale e trova definitivamente casa nell’Archivio di stato di Mantova. Il suo valore non è dato solo dalle ispirazioni storiche che l’hanno prodotto ma anche dalle linee culturali che ha tracciato, spaziando dalle equilibrate e raffinate conversazioni di stile e comportamento de Il Cortegiano, pubblicato a Venezia nel 1528, a mappe, disegni, pergamene, centinaia di faldoni documentali e numerose lettere autografe di Baldassarre, oltre a componimenti poetici.  

Tra questi trova custodia nell’archivio anche la cosiddetta “Lettera di Raffaello a Leone X”, che in realtà fu scritta da Baldassarre Castiglione per l’artista che a sua volta la indirizzò al Papa, per sottoporgli l’urgente bisogno di tutelare i monumenti antichi di Roma: è considerata unanimemente il documento fondante della storia del restauro del patrimonio storico-artistico nel nostro Paese. Per presentare l’acquisizione del Carteggio di Baldassarre Castiglione, l’Archivio di Stato di Mantova - Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo organizza martedì 16 maggio una giornata di studi dal titolo “Baldassarre Castiglione da Mantova all’Europa: un grande protagonista della modernità”: un appuntamento con studiosi e accademici, che si divide tra la Sacrestia della SS.ma Trinità presso l’Archivio di Stato alle 11.30 e la Sala di Manto di Palazzo Ducale alle 15, per raccontare e mostrare orgogliosamente i documenti che sono divenuti pubblici nella loro totalità, un patrimonio collettivo a disposizione di ricerca storica e letteraria restituito a quei luoghi dove lo stesso conte Castiglioni li voleva collocare. Sarà un’occasione per parlare anche di conservazione e valorizzazione, del ruolo degli archivi e dell’importanza di acquisizioni come queste che estendono l’accesso alla cultura, e rispondono alle numerose richieste, inoltrate in questi anni da studiosi italiani e stranieri, di consultare i preziosi manoscritti, parzialmente contenuti in un caveau della Banca Monte dei Paschi di Siena.

L’eredità, che è sempre stata accompagnata dal grande interesse storico da parte del Ministero per la Pubblica Istruzione fin dal 1928, ha coinvolto nei decenni le diverse generazioni di discendenti della famiglia Castiglione (o Castiglioni), che hanno gestito questo onere e onore con modalità differenti, facendo pervenire il materiale documentario all’Archivio di Stato di Mantova, a più riprese, dal 1940 in poi. Le vicissitudini dei documenti e del loro autore attraverso le epoche sono anche per questo estremamente affascinanti. Un fascino senza dubbio rafforzato dal lieto fine, grazie alle massicce donazioni del 2011 e del 2016 e grazie alla tenacia di Daniela Ferrari, direttrice dell’Archivio di Stato di Mantova, supportata dal direttore generale degli Archivi Gino Famiglietti, insieme ai numerosi eredi Castiglioni, rappresentati in particolare da Barbara, Carlo e Luisa.

*originariamente pubblicato su: Il Corriere della Sera, www.corriere.it

 

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