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Arte e Cultura

Arte e Cultura (904)

Un evento straordinario quello di venerdì 22 luglio: la Casa-Atelier di Lucio Fontana di Comabbio viene aperta dai nipoti Esposto-Vailati per permettere al pubblico del progetto Nel segno di Fontana di visitare in modo privato una dimora mantenuta con il rispetto e il carattere di chi l’aveva voluta così, Lucio con la moglie Teresita. Durante la visita che sarà possibile a poche persone per volta –una decina- gli artisti Samuele Arcangioli, Vittorio D’Ambros, Stella Ranza, Angelo Zilio staranno in giardino a disegnare e dialogare col pubblico, Luca Traini farà dei momenti di reading letterario e poetico con testi di Fontana e poesie di Crippa, Debora Ferrari insieme ai nipoti Anna, Matteo e Marta Vailati, guiderà i racconti dentro le stanze finemente arredate da mobili di design e da armadi e dispense disegnate e fatte realizzare dallo stesso Fontana. Lucio Fontana (Santa Fe’, Argentina 1899-Comabbio, Varese 1968) è tra i più famosi artisti italiani del XX…
A un anno dalla sua inaugurazione, UniCredit Pavilion ospita dal 26 luglio al 28 agosto Onde Pixel - Lo Sguardo di… Miguel Chevalier. La mostra presenterà un’istallazione inedita creata per il Pavilion dall’artista francese, pioniere dell’arte virtuale, ispirato da alcune opere contemporanee selezionate dalla Collezione d’Arte di UniCredit. Lussureggianti proiezioni pavimentali e caleidoscopiche trasformazioni permetteranno al pubblico di immergersi completamente nell’opera Onde Pixel. In una fusione di colori, forme e musiche - composte dal Maestro Jacopo Baboni Schilingi -, gli spettatori avranno la possibilità di entrare in empatia con le opere “abitandole” grazie a diversi sensori, in un gioco di pesi e misure, distanze e prossimità, diventandone parte integrante. “L’idea di esplorare la collezione d’Arte UniCredit è figlia di un percorso iniziato già lo scorso anno che pone lo spettatore al centro dell’osservazione – afferma Serena Massimi, Head of UniCredit Pavilion, Events & Art Management - La forza di questa…
Cinque pezzi forgiati in una lega composta al 97% di ferro, sagomati in modo tale da rappresentare graficamente le quotazioni dello stesso materiale sul mercato dei futures. Fomas, multinazionale lecchese, gruppo da oltre 400 milioni di ricavi realizzati con fucinati e anelli laminati in acciaio e leghe non ferrose, ha scelto l’opera dell’artista Serena Porrati per celebrare i 60 anni di attività. Un concorso di idee indetto a luglio dello scorso anno tra artisti internazionali, offrendo loro la possibilità di realizzare un’opera di grandi dimensioni in acciaio, sfruttando appunto le capacità produttive dell’azienda. Tra le oltre 70 candidature pervenute, poi ridotte a tre “finaliste”, la scelta è caduta su Serena Porrati, vincitrice con l’opera The object is not there, l’oggetto non è lì. Le quotazioni giornaliere del future sull’Iron Ore, minerale di ferro, hanno determinato l’altezza dei singoli elementi, costruiti in un lavoro durato due mesi. «Il progetto - spiega il…
Sapessi come non è strano incontrare a Milano il vicequestore aggiunto Antonino Lombardo (che tutti chiamano commissario) e Lazzaro Santandrea. Il primo è il protagonista di «Un prezzo da pagare» (Mondadori), romanzo di Enrico Ruggeri, il secondo di «La capanna dello zio Rom» (Mondadori) di Andrea G. Pinketts. Il poliziotto fa una vita tranquilla con la moglie Caterina e i due figli, prende il tram tutti i giorni per raggiungere la Questura, il delitto di cui deve occuparsi lo vede muoversi nei dintorni di viale Caldara dove è stata uccisa Patrizia Calvetti, in arte Patricia Calvi, giovane starlette in grande ascesa. L’indagine naturalmente è tutta nel mondo dello spettacolo: manager, conduttori tv, colleghe, registi, fan, un cantante rock. Tutti con un buon motivo per uccidere Patrizia e tutti senza alibi. Ma quando «bisogna capire, cogliere sfumature, immedesimarsi», ci vuole proprio Lombardo. «Vuole conoscere bene la vittima, procede tranquillo, non giudica,…
Se esiste il genius loci, Saronno è depositaria di quello spirito lombardo che ama le cose sussurrate e fatte con cura e che somiglia tanto al paesaggio delicato, non troppo urbanizzato ma nemmeno agreste, attorno al suo celebre Santuario, con la cupola di Gaudenzio Ferrari. E' in questa città che è nato e sepolto Francesco De Rocchi (1902-1978), uno dei padri del Chiarismo, ed è qui che è stato aperto, una dozzina di anni fa, il Centro Studi dedicato al movimento artistico. L'elegante Villa Gianetti – una delle tante residenze patrizie che punteggiano la zona – ospita tutto l'archivio Francesco De Rocchi, che comprende importanti opere del pittore, tra cui il notevole «Autoritratto»¸ otto olii su tela e i quadri degli anni Quaranta e Cinquanta. Lo decise lo stesso pittore di lasciare alla città natale una nutrita collezione di opere in comodato d'uso e alcuni effetti personali: in una sala,…
Anna Bonomi Bolchini (1910-2003), la gran sciura dei danèe, in meneghino da ringhiera e da portineria per richiamare immediatamente il tratto principale della più importante, forse l’unica ad alto livello, signora della finanza italiana. Che ha fatto anche la storia di Milano nel novecento. Ce la descrive in un bel pezzo d’epoca Guido Vergani (1935-2005), da leggere tutto d’un fiato (n.d.r.). Il dialetto e una pesante sguaiataggine sono sempre state il suo modo di rivendicare una nascita popolaresca, quasi una civetteria che, però, le è congeniale, le sta nel sangue perché la sciura Anna, definita negli anni "Anna dei miracoli", "nonna più ricca d' Italia" e "compro io", in una portineria, quella del 23 di corso Indipendenza, ha vissuto fino a 16 anni. Al 23 abitava Carlo Bonomi, l'intero palazzo era suo, come infiniti altri palazzi, altri condomini della zona Monforte, dei quartieri attorno alla stazione centrale e a piazza…
Nei bellissimi spazi espositivi di Villa Giulia, affacciati sul Lago Maggiore a Pallanza, apre il 25 giugno Immaginare il giardino, visitabile fino al 2 ottobre.  Il curatore della mostra, Michael Jakob, docente universitario e curatore internazionale, parte dalla premessa che ogni giardino è sottoposto a una continua mutabilità per gli effetti del lavorio del tempo, e che anche giardini importanti rimangono impressi nella mente solo grazie a documenti iconici. Propone dunque una affascinante esposizione dove il giardino viene rappresentato in due diverse modalità. Una sezione presenta 140 splendide incisioni, forma artistica utilizzata nei secoli per raffigurare e celebrare il giardino, provenienti da una straordinaria collezione privata di libri e materiali iconografici, che illustrano la costruzione dell’immaginario del giardino nei secoli tra il Seicento e l’Ottocento. Sfilano meravigliosi parchi come quello illustrato nella raccolta Hofstede van Clingendaal (Amsterdam, 1690 ca.), sulla tenuta di Clingendael con l’imponente frontespizio di Laurens Scherm, composta da…
Non potrà che cadere il prossimo 24 Giugno (festa patronale di San Giovanni Battista) l’uscita di The Monza Sonnets, silloge di ventisette sonetti scritti da Renato Ornaghi, uniti dal medesimo fil rouge: una variegata rassegna di luoghi e persone legati alla città monzese. Alcuni di questi noti e peraltro facilmente intuibili (la Villa Reale, la Cappella espiatoria, l’Autodromo, il Museo del Duomo, il Parco, il Lambro, il Villoresi, Gaetano Bresci, Marianna de Leyva), altri invece del tutto inaspettati: luoghi e persone da scoprire, o quantomeno da riscoprire. Valga da esempio per tutti questi, il lungo e seminascosto viale alberato nel Parco di Monza che Renato Ornaghi ha battezzato la Cattedrale, al quale egli ha dedicato non una, ma ben tre delle sue liriche (una Cattedrale che, ovviamente, nulla ha a che vedere col Duomo di San Giovanni). The Monza Sonnets, pubblicato da Renato Ornaghi nel 200° anniversario dello status di…
Storceranno sicuramente il naso, gli intenditori e consumatori dell’aperitivo classico davanti alla prospettiva di un’alternativa ai classici Vermouth, Negroni e Americano, se proporrò loro un’opzione, un liquore nero, tipico della tradizione Lombarda e simbolo della Milano raffinata, l’aperitivo nero per eccellenza: il Rabarbaro Zucca. Nel 1845 Ettore Zucca, pioniere di quella che sarebbe diventata una delle storiche aziende lombarde Industria Lombarda Liquori Vini e Affini di Varese, scoprì il gusto e la piacevolezza del famoso rabarbaro, grazie alla moglie Tilde Beduschi che seguendo il consiglio del suo medico, aveva l’abitudine di preparare un infuso speciale di rabarbaro per aiutare la sua cagionevole digestione. Intuendo le straordinarie potenzialità della bevanda cominciò così la produzione artigianale di uno dei prodotti destinati a diventare il simbolo della Milano ricercata e portavoce dello stile italiano del bere nel mondo. Di colore ebano che lo rende unico e dal carattere distintivo, il liquore al rabarbaro…
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