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Arte e Cultura

Arte e Cultura (904)

Da segnalare una nuova, importante collaborazione per il Touring Club Italiano, nell'ambito dell'iniziativa Aperti per Voi. A partire dal 28 gennaio ogni sabato i Volontari Touring per il Patrimonio culturale si impegneranno nella valorizzazione dell’Archivio di Stato di Milano, garantendo l’accoglienza dei visitatori dalle 10 alle 14. È una grande opportunità per scoprire alcune delle testimonianze storiche e documentaristiche più importanti della città, grazie a un percorso specifico ideato appositamente per i cittadini e turisti che possono approfondire i propri interessi all’interno dell’Aula Didattica (allestita mediante 11 pannelli) e grazie all’iniziativa “Documento del mese”, che con cadenza mensile espone a rotazione una scelta tra i più prestigiosi e affascinanti documenti dell’Archivio di Stato. In aggiunta il Touring, oltre a garantire l’apertura, si impegna a realizzare una serie di eventi culturali (visite guidate, reading letterari e musicali) per animare il luogo e la sua storia. Il patrimonio di documenti conservato nell'Archivio di Stato di Milano occupa circa 40 chilometri…
La scuola fu «inventata» nel giro di poche settimane. In due villette di via Eupili, stradina che corre parallela ai binari delle Ferrovie Nord, a poca distanza dall’Arco della Pace. Era l’anno 1938: il 5 settembre era stato promulgato un «provvedimento per la difesa della razza nella scuola fascista» e da un giorno all’altro insegnanti e studenti della comunità ebraica milanese si trovarono sulla strada. Senza stipendio i primi, allontanati da studi e compagni i secondi. Ed ecco il miracolo: si resero disponibili i due edifici e già a ottobre riprendevano le lezioni, liceo classico, scientifico, classi di tecnico e un corso universitario. 400 allievi, sotto la direzione di Joseph Colombo (che nel dopoguerra diverrà un amato preside del Berchet). Poco spazio, lezioni anche in cantina. «Ma il livello dell’insegnamento era altissimo», ricorda Francesca Costantini, autrice del libro appena pubblicato «I luoghi della memoria ebraica di Milano», (Mimesis). «Vittore Veneziani,…
Nella sua cella sul Monte San Giorgio cercava silenzio e solitudine. Ottocento anni dopo, mentre a Riva San Vitale (in Canton Ticino, n.d.r.) ci si prepara ad una storica celebrazione, il Beato Manfredo torna a vivere da protagonista. Si ispira infatti proprio alla sua avventura, rimasta fino ad oggi avvolta nella leggenda e nel mistero, il romanzo storico di un giovane sacerdote milanese, Michele Di Monte, talmente affascinato dalla scelta eremitica del Beat da Riva, da decidere di seguirne l’esempio. "Il messaggio e lo spirito del Beato Manfredo sono più attuali che mai", dice padre Michele. "La Via della Solitudine" è la storia, in parte romanzata, ma seriamente documentata, della vita di Manfredo Settala, prete ambrosiano del Duecento, rampollo di una ricca e nobile famiglia milanese proprietaria di terre e castelli, capace di rinunciare a tutto per ritirarsi  tra le montagne.  L’eremo di Michele Di Monte invece è una vecchia…
Il progetto Omaggio a Savinio - curato da NoMus per il Museo del Novecento di Milano dal 17 gennaio al 15 maggio 2017 - volge l’attenzione alla musica e soprattutto alla composizione, uno dei lati meno indagati della straordinaria vivacità intellettuale dell’artista Alberto Savinio. Vengono proposti concerti dal vivo, ascolti, proiezioni, conferenze e una piccola mostra a lui dedicata. Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Alberto de Chirico (Atene 1891- Roma 1952), fratello minore di Giorgio, era un inestricabile intreccio di talenti: magistrale pittore, musicista inquieto, scenografo e costumista raffinato, cronista teatrale esilarante e feroce, magnifico narratore. In ciascuna arte, visionario, irriverente, paradossale. “Chi ha visto le mie pitture, chi ha letto i miei libri, chi ha ascoltato la mia musica, sa che il mio unico compito è dare parole, dare forma e colori - e una volta era pure dare suoni - a un mio mondo poetico”, così si autopresenta…
“La finestra sul cortile. Scorci di collezioni private” è un percorso espositivo ideato da Luca Massimo Barbero che si snoda all’interno della GAM di via Palestro a Milano per indagare il tema del collezionismo privato attraverso un dialogo inedito fra gli spazi neoclassici della Villa, i suoi capolavori, espressione di quel collezionismo illuminato milanese e lombardo che nel tempo ha arricchito il patrimonio museale civico con importanti lasciti e donazioni, e le opere provenienti da due prestigiose raccolte italiane, la Collezione Panza di Biumo e la Collezione Berlingieri.  Richiamando la celebre pellicola di Hitchcock, da cui prende il titolo, l’esposizione riunisce episodi apparentemente frammentati in un unico grande racconto, definito e circoscritto dalla selezione curatoriale, che delimita il “campo visivo” del visitatore come la finestra del film delimita quello del protagonista. La scelta del curatore è quella di indagare il collezionismo nei suoi aspetti emblematici di corrispondenze fra il museo…
"Ognuno deve costruirsi il suo Vitriol. La ricerca della Pietra filosofale è quella del mistero che sta alla base della vita. Come vedo la mia? Una Pietra piccola, poco pesante". Ad affermarlo è l’inossidabile Gillo Dorfles giovedi scorso in occasione della presentazione in Triennale a Milano della mostra 'Vitriol, Disegni di Gillo Dorfles, 2016', inaugurata poi il 12 gennaio in concomitanza con 'Francesco Somaini, Uno scultore per la citta', New York 1967-1976', mostra che prosegue fino al 5 febbraio. Dorfles, 107 anni il prossimo aprile, laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria, una lunghissima carriera accademica alle spalle e soprattutto una grande notorietà da critico d’arte. Il lavoro di critico ha giocato la parte predominante nella sua vita cominciata nel lontanissimo 1910 in una Trieste a quei tempi all’interno dei confini dell’impero austro-ungarico di Francesco Giuseppe. Negli ultimi trent’anni Dorfles ha però concentrato il suo lavoro sui dipinti e sui…
Chinatown, via Messina 24, per cogliere i particolari bisogna avvicinarsi alla facciata. Che sorprende: perché è piena di ruote di treni, balestre e respingenti di vagoni. Un divertente caso di Liberty industriale, con il mondo ferroviario al posto dei motivi floreali. Casa Ferrario, via Spadari 3/5, una straordinaria ragnatela di ferri battuti, l’esempio più vicino al modello dell’Art Noveau parigina. E ancora, via Revere 7, Casa Donzelli Revere, balconi geometrici e linee in puro Jugendstiel (opera di Ulisse Stacchini, l’architetto della Stazione Centrale), e piazza Conciliazione 1, Casa Binda, il primo esempio di Liberty cittadino, considerato uno dei migliori. E poi Magazzini Contratti, via Tommaso Grossi, il capolavoro di Luigi Broggi, ferro e acciaio per un’unità commerciale in pieno centro storico. A Milano il Liberty è stato veloce come un lampo (quindici anni, 1899-1914) e si è dispiegato in maniera sparsa fra le pieghe della metropoli. Sono note le case…
Quasi 1500 opere giunte dal 2008 e con l'ultima edizione ancora in corso per l'invio degli scritti, 20 le regioni d'Italia rappresentate, 9 gli stati esteri da cui sono pervenuti gli scritti, 20 fra istituzioni pubbliche e partners privati che hanno dato un loro contributo per lo sviluppo della manifestazione, l'inaugurazione della “Passeggiata dell'amore-Mario Berrino” nel settembre 2014 e la posa della piastrella con lo stemma del Comune di Ispra sul Muretto di Alassio nell'ottobre 2014 e il lancio di “Scrivi l'amore Channel” lo scorso dicembre: questi alcuni fra i numeri e gli atti maggiormente significativi della rassegna letteraria “Scrivi l'amore-Premio Mario Berrino che, quest'anno, compie dieci anni. “La finale di domenica 12 febbraio 2017 sarà l'occasione per celebrare un traguardo da numero 10 per la rassegna letteraria - sottolineano Gianpietro Roncari, Presidente dell'Associazione culturale “Amici di Mario Berrino” e Davide Pagani, patron del concorso letterario - ci sarà modo…
Il nuovo anno della galleria PUNTO SULL’ARTE si apre all’insegna delle grandi mostre, con un calendario ricco, composto quasi esclusivamente di personali e dedicato tutto a nomi oramai affermati. Si comincia dunque SABATO 14 GENNAIO con la personale FORMA MENTIS di PAOLA RAVASIO, artista del territorio ma dal respiro internazionale, seguita dalla galleria fin dalla sua apertura, cinque anni fa. Le sue sculture, figlie della grande tradizione del Novecento italiano ma ripensate dall’artista alla luce dei nuovi materiali dell’arte (la resina, in particolare), sono un’incantevole fusione tra astrazione e sottili suggestioni figurative. Risultato di un procedere lungo e complesso – e tuttavia frutto di un’ispirazione profondamente autentica e istintiva che l’artista riesce a mantenere intatta dal primo schizzo fino all’ultima lucidatura – si presentano agli occhi dello spettatore enigmatiche e misteriose nel loro abbraccio tra linee morbide, curve, sinuosità decisamente biomorfe e solidi geometrici, spigoli vivi, cunei, piani inclinati. La…
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