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Pinacoteca Zust: i disegni di Giacomo Quarenghi nelle raccolte ticinesi

Scritto da Redazione

Architetto e disegnatore eccezionalmente fecondo, valido rappresentante dell'architettura neoclassica, meditata sull'opera di Andrea Palladio, protagonista del rinnovamento dell’architettura russa durante il regno di Caterina II, il bergamasco Giacomo Quarenghi fu spesso affiancato, nei cantieri delle sue numerose opere, da architetti e capomastri provenienti dall’attuale Cantone Ticino, che avevano eletto la terra degli zar a meta delle loro migrazioni di mestiere. Quarenghi fu oggetto di una diffusa ammirazione da parte loro, alimentata dalla sua fama di architetto e dal suo talento di disegnatore. L’esposizione, realizzata presso la Pinacoteca Zust di Rancate in collaborazione con l’Archivio del Moderno di Mendrisio, è parte del programma internazionale delle celebrazioni per i duecento anni dalla morte dell’architetto e raduna per la prima volta i disegni di mano, ambito o soggetto quarenghiano conservati nelle raccolte ticinesi, parte dei quali inediti.

Giacomo Quarenghi, nato in una frazione di Rota Imagna in provincia di Bergamo il 21 settembre del 1744, dopo una lunga formazione ha avuto sicuramente in Russia i suoi anni più fecondi e che vale la pena di ricordare qui di seguito per apprezzare meglio il contesto della mostra di Rancate.

Nel 1779 la zarina Caterina II di Russia, non soddisfatta degli architetti a suo servizio, aveva dato incarico al suo ministro, il barone Friedrich Melchior von Grimm di trovare due architetti italiani. La scelta ricadde su Giacomo Trombara e sul Quarenghi, che giunse in città nel gennaio 1780 in veste di «virtuoso architetto» della corte imperiale russa.

Fu così che si concluse il periodo di formazione di Quarenghi, durato ben diciotto anni. In Russia l'architetto lavorò alacremente, progettando a ritmo incalzante costruzioni sia a Pietroburgo e a Mosca che in campagna, tanto che la stessa Caterina II dovette ammettere che egli lavorava «come un cavallo». Le varie realizzazioni russe di Quarenghi di questi anni sono dettagliatamente elencate in una lettera autobiografica che indirizzò all'amico bergamasco Luigi Marchesi: il prestigio acquisito, inoltre, gli consentì di promuovere il suo stile monumentale, d'ispirazione palladiana, il quale riscosse vasti consensi, tanto che l'incarico (che inizialmente aveva una durata di tre anni) venne gradualmente rinnovato.

A Pietroburgo, oltre al palazzo Bezborodko (1780-90), Quarenghi realizzò il Collegio degli Affari Esteri (1782-1783) la Banca di Stato (1783-1800), il teatro dell'Ermitage (1782-1785) il cui interno è ispirato al Teatro Olimpico di Vicenza, l'Accademia delle Scienze (1783-1789) dove l'esterno, privo di ornamenti, è marcato da un pesante portico in ordine ionico e all'interno le eleganti proporzioni e la solennità degli spazi ricordano il gusto dell'antica Roma. Al di fuori di Pietroburgo ricordiamo invece il Palazzo Inglese di Peterhoff (1781-1791), andato distrutto, il Palazzo di Alessandro a Karskoe Selo (1791-1796); a Mosca, in particolare, intervenne ricostruendo il Palazzo di Caterina, costruendo il Ricovero dei Pellegrini su commissione del conte Sheremetev ed erigendo, con la collaborazione di Kazakov e Argunov, il Palazzo di Ostankino (1791-1798).

Nel 1796, con l'ascesa al trono imperiale di Paolo I di Russia, figlio di Caterina II, la parabola quarenghiana subì una lieve eclissi. Paolo infatti ripudiò la politica materna in tutti i campi, anche in quello artistico: ciò malgrado, egli continuò ad avvalersi del Quarenghi che, pur conoscendo un sensibile calo nelle commissioni, proseguì la sua attività alla corte russa. La sua opera maggiore di questi anni fu la Cappella dei Cavalieri di Malta, opera che gli valse nel 1800 la nomina a Cavaliere di Giustizia del medesimo Ordine.

Alla morte di Paolo I, nel 1801, subentrò nel governo dell’Impero il figlio primogenito Alessandro I: con il nuovo monarca Quarenghi conobbe nuovamente un periodo di straordinaria attività. In questi anni si spese in un lavoro senza tregua: per conto di Alessandro I e della madre di lui Maria Fedorovna il bergamasco progettò le botteghe presso Palazzo Anickov lungo il canale Fontanka, il Maneggio della Guardia a Cavallo, l'Istituto Smolny per le fanciulle nobili e l'Istituto Caterina.

Nell'autunno del 1810 Quarenghi fece finalmente ritorno alla natia Bergamo, che non vedeva dal 1794. Scortato dai compaesani in festa, gli fu riservata l'accoglienza di un eroe: il Sindaco arrivò perfino ad appendere nel salone municipale un suo ritratto (appositamente eseguito da Giuseppe Poli), nella galleria riservata ai bergamaschi più illustri. Per l'occasione, gli venne commissionato un arco trionfale in onore di Napoleone Bonaparte da erigere presso Colognola: l'opera, seppur avviata, verrà lasciata incompleta e poi demolita con il mutare delle circostanze politiche. Sposò inoltre in seconde nozze Maria Laura Bianca Sottocasa (la moglie era morta diciassette anni addietro, nel 1793).

Quarenghi ritornò a San Pietroburgo nel novembre del 1811. Anche in questi anni lavorò intensamente: speciale menzione merita l'arco di trionfo di Narva, eretto per glorificare la vittoria dell'esercito russo sulle milizie napoleoniche. Giacomo Quarenghi, infine, morì il 2 marzo 1817 (18 febbraio secondo il vecchio calendario): le sue spoglie, dapprima collocate nel cimitero luterano di Volkovo, oggi riposano in un sepolcro del cimitero del Monastero di Aleksandr Nevskij.

(Fonti: Centro Studi Valle Imagna, Comune di Bergamo, Pro Loco Rota Imagna, Treccani, Wikipedia)

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Info mostra:

Giacomo Quarenghi (1744-1817)

Nelle raccolte grafiche degli architetti ticinesi

5 marzo – 17 aprile 2017

Pinacoteca Cantonale Zust

6862 Rancate (Canton Ticino)

tel. +41 91 816 47 91

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