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Arte e creatività

Arte e creatività (98)

Un modo colto e raffinato di viaggiare e di conoscere gli angoli meno noti e fuori dagli itinerari abituali del turismo, ma altrettanto interessanti della nostra splendida Insubria, è quello di prendere ispirazione dai libri degli scrittori del territorio. Una vera e propria miniera di consigli, dati, spunti, ricordi, sorprese oppure stimoli per riscoprire vecchie tradizioni, usanze dimenticate, luoghi che evocano storie e personaggi per non parlare della cucina tipica. Andrea Vitali significa Bellano, sponda orientale del Lario, tra Varenna e Colico in provincia di Lecco. Sulla strada per la Valtellina merita sicuramente una sosta. Lunghissima ormai la serie di racconti e romanzi ambientati nelle più svariate epoche e che hanno per sfondo questo borgo lariano. Vitali, oggi sessantenne, di professione medico, ha però sempre coltivato la passione per la scrittura, “confesso che sin da giovane ho avvertito la necessità di scrivere, di usare la scrittura come mezzo di comunicazione…
Il Museo Diocesano di Milano ha ospitato giovedi 24 novembre il convegno «Gerusalemme-Milano: due città di Carlo Maria Martini», un incontro di approfondimento sulle tematiche interreligiose, sul ruolo di Gerusalemme, crogiolo di fedi, nell’ottica di Carlo Maria Martini che ha scelto di vivere gli ultimi anni della sua vita proprio in quella città di cui apprezzava il via vai di culture, etnie, fedi e persone. A parlarne sono stati mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore Apostolico del Patriarcato di Gerusalemme e mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione sociale. Il ruolo di moderatore è stato affidato ad Andrea Tornielli, vaticanista de La Stampa. Gerusalemme e Milano si sono incontrate idealmente e non a caso nel Museo Diocesano, istituzione fortemente voluta dal cardinal Martini, nell’ottica di un dialogo sempre più attivo e fecondo tra culture e fedi. La Milano meticcia e metropoli d’Europa che si va…
Dal 30 novembre 2016 al 5 febbraio 2017, Milano festeggia i 90 anni di Arnaldo Pomodoro con una grande antologica contemporaneamente allestita in più sedi e in un percorso che abbraccerà l’intera città. Cuore dell’iniziativa è la mostra, curata da Ada Masoero, promossa dal Comune di Milano-Cultura, ideata e prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro e Palazzo Reale con la collaborazione di Mondo Mostre Skira, ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, uno dei luoghi simbolo della storia di Milano, che accoglie una trentina di sculture realizzate dal 1955 ad oggi e scelte dall’artista stesso, per rappresentare le tappe fondamentali della sua ricerca e del suo lavoro di oltre sessant’anni. Il percorso prende avvio dai bassorilievi degli anni Cinquanta in piombo, argento e cemento, nei quali emergono già le caratteristiche trame segniche di Pomodoro, dalla Colonna del viaggiatore e dalla Grande tavola della memoria, per arrivare alle forme geometriche di…
In quella vasta produzione artistica lombarda e piemontese tra ottocento e novecento che ha nelle vedute, nei paesaggi il proprio fulcro, non si può dimenticare il contributo di Francesco Gnecchi. Personaggio forse minore, noto soprattutto per altri meriti, quelli numismatici per la precisione, ricoprì però un ruolo a suo modo importante nella galleria dei pittori coevi. Come non ricordare le sue vedute del Lago Maggiore, dell’Engadina, per rimanere tra Insubria e le Alpi, eseguiti sempre con gusto aneddotico e grande attenzione per i dettagli che animano e vivacizzano scene in cui sono la natura e i panorami quelli che principalmente catturano l’attenzione di chi osserva. Il suo dipinto che abbiamo pubblicato (vedere immagine in alto) riproduce una veduta del Lago Maggiore tra Baveno e Pallanza, eseguito nel 1884 nei pressi di Fondotoce, oggi riserva naturale. E’ stato acquisito da Fondazione Cariplo nel 1991 e a sua volta proveniente dalla Collezione Istituto…
E’ possibile che un dipinto, un paesaggio in particolare, possa nel tempo raccontare molto di più di quello che a prima vista possiamo semplicemente osservare? Certamente si, se l’autore nel dipingerlo ha svolto un attento studio e una ricerca del contesto in cui ha ambientato l’opera. Se poi torniamo indietro nel tempo, i migliori dipinti di paesaggi trasmettono un tocco identitario, rappresentano anche in modo romantico una testimonianza storica di abitudini e culture in gran parte perse o dimenticate. Prendiamo per esempio la Veduta di Sala sul Lago di Como di Giuseppe Canella (1788-1847), un caposaldo della pittura di paesaggio dell’Ottocento. Il dipinto fu sicuramente presentato all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1847 insieme con altri sei paesaggi. Alla sua apparizione l’opera riscosse l’apprezzamento entusiastico della critica e fu immediatamente riprodotta in incisione sulle Gemme d’arti italiane, accompagnata da una puntuale descrizione del scrittore liberale Antonio Zoncada. Il lungo…
Gavirate galeotta. Chi l’avrebbe mai immaginato che il suggestivo borgo adagiato sulla sponda settentrionale del Lago di Varese fosse stato a fine ottocento lo sfondo per uno dei legami amorosi più discussi del momento! Il sommo poeta toscano Giosuè Carducci (1835-1907), poi premio Nobel nel 1906, e la scrittrice Annie Vivanti (1866-1942) sono stati gli interpreti di qualcosa di più di un amoroso incontro di fine Ottocento come scrisse un giornalista anni dopo, ma furono protagonisti di una vera e propria intensa storia d’amore. L’ultima per l’attempato Carducci. Un legame di cui Gavirate e il lago di Varese furono appunto testimoni. Così scriveva, da Gavirate, Annie Vivanti "…vorrei mandarLe un mazzo di rose grande più di me. Vorrei creare una parola nuova che racchiudesse tutto ciò che ha di soave la gratitudine e di sublime la gioia, per dirLe quello che sento… Ho capito tutto, trovo splendido tutto, amo tutto…
Mentre la città di Milano era intenta a dare l’ultimo saluto a Dario Fo nel chiasso delle immancabili polemiche bipartisan, un altro grande milanese se ne andava per sempre ed in silenzio: Kengiro Azuma. Un milanese d’adozione, naturalizzato italiano, nato giapponese. Una storia incredibile vissuta tra talento, arte e raffinato pensiero di matrice orientale. Aveva novant’anni compiuti da pochi mesi lo scultore giapponese ed è morto a Milano nella sua casa nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 ottobre. Nato a Yamagata sull'isola di Honshu da una famiglia di artigiani del bronzo, nel 1926, a soli 17 anni diventa pilota-kamikaze nella marina, durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fortunatamente per lui il conflitto finì di lì a poco. Azuma a soli 19 anni si era preparato a immolarsi contro la flotta americana con un caccia Zero del reparto d’assalto, ma due giorni prima della sua missione suicida, la guerra…
Per ricordare il recentemente scomparso premio Nobel Dario Fo, mi piace tornare alle sue origini varesotte. Nacque a Sangiano vicino a Laveno, ma i suoi legami sono un poco più a nord, nell’Alto Verbano, tra Pino e Porto Valtravaglia dove il papà ferroviere lavorava. Per chi ama i volti, i personaggi, gli avvenimenti della profonda provincia novecentesca e che nel luinese hanno avuto sicuramente in Piero Chiara l’epigono più noto e popolare, non si può dimenticare anche Dario Fo. Che scrisse una autobiografia, “Il paese dei Mezaràt”, a cura di Franca Rame, Milano, Feltrinelli, 2002, piacevole, a tratti irresistibile, una rievocazione dell’infanzia sulla sponda del Lago Maggiore, i primi studi a Milano e poi le prime tappe di una lunga scalata artistica e politica che lo ha portato nella tarda maturità addirittura al premio Nobel. “Per anni, la carrozza dell’accelerato Luino-Gallarate-Milano è stata il mio palcoscenico, con platea sempre esaurita…
Giovedi 29 settembre 2016 è stato il giorno della ideale conclusione dei lavori di restauro della Madonna del Sasso di Orselina con l’inaugurazione dell'attiguo rinnovato museo Casa del Padre. Il complesso si trova sopra Locarno in Canton Ticino, Svizzera. I lavori di restauro erano iniziati nel 2004 e si sono idealmente conclusi appunto con l'inaugurazione ufficiale del rinnovato museo Casa del Padre. L'intervento, finanziato in gran parte dal Cantone, proprietario del complesso monumentale, è costato quasi dieci milioni di franchi e nel 2011 aveva visto riconsegnare ai fedeli la chiesa dell'Assunta. Ora, dunque, è stato completato anche il museo, che in una decina di sale propone ai visitatori uno spaccato degli oggetti artistici ma anche dei manufatti di vita quotidiana utilizzati dai frati cappuccini del convento. Ora l’attenzione è rivolta al sacro monte che è infatti in attesa del verdetto federale sulla sua candidatura a diventare patrimonio mondiale dell'UNESCO. Come…
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