Claudio for Expo

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Claudio Franco

Claudio Franco (14)

Venerdì 25 settembre, i Sindaci di città capoluogo e i Presidenti di Provincia in quota PD, con l’eccezione di Milano, hanno sottoscritto e presentato al Presidente Roberto Maroni un documento che richiede alla Regione Lombardia di “intraprendere le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116.3 della Costituzione” e di “proseguire, in mancanza di un riscontro tempestivo e positivo del Governo,” il referendum indetto con la deliberazione X/638 del 17 febbraio. Nel documento gli esponenti del PD riconoscono i 54 miliardi di euro del residuo fiscale della Lombardia (“la differenza tra le tasse pagate dai cittadini lombardi e le risorse pubbliche impiegate sul territorio della regione”), quel 68% di ritorno sul nostro territorio che Maroni vorrebbe, in base a quanto detto in campagna elettorale, portare al 75%. Il…
L’estate sembra portare consiglio agli esponenti del PD lombardo, che alla spicciolata si schierano a favore del referendum per l’autonomia differenziata approvato il 17 febbraio dal Consiglio Regionale, con il voto favorevole di tutti i partiti meno, appunto, il PD. Non avevamo finito di gioire per il convinto SI’ al quesito (che richiede il consenso a un’intesa tra Regione Lombardia e Governo per ottenere da quest’ultimo maggiori competenze, seguendo la procedura del’articolo 116 della Costituzione) del Presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, che ad esso si è aggiunto il SI’ di Giorgio Gori, Sindaco della città orobica. Siccome però non è tutto oro quello che luccica, ecco la frenata; Jacopo Scandella, Consigliere Regionale in quota piddina, ferma tutto e afferma: “E’ chiaro che, una volta indetto, per noi si pongono due alternative: dato per scontato che votare NO sarebbe un assurdo, perché nonostante tutto il quesito chiede esattamente quello…
Claudio Franco di Collettivo Avanti intervista Giancarlo Pagliarini sulle prospettive dell'autonomia e del federalismo in Lombardia (n.d.r.)*. 1) In Lombardia, Veneto, e non solo, si confrontano spesso due tendenze contrapposte: da un lato, la voglia di inseguire solo e soltanto il traguardo dell'indipendenza, senza se e senza ma; dall'altro, la propensione ad optare per sentieri autonomisti meno appariscenti ma, probabilmente, più "misurabili" e, soprattutto, condivisibili da parte delle forze politiche e sociali ostili al secessionismo. A tuo parere, esistono effettivi margini di miglioramento della situazione attuale? E' possibile, in altri termini, coinvolgere forze sociali e politiche non-indipendentiste in un percorso che aumenti radicalmente il tasso di autogoverno delle nostre Regioni? In Svizzera i 26 Cantoni sono 26 Stati, eppure ogni 100 metri vedi una bandiera rossocrociata. Quindi il modello Svizzero soddisfa sia i cittadini che hanno l’obiettivo di vivere in uno Stato “indipendente senza se e senza ma”, sia quelli…
Approfittando di una mattinata di sole, noi di Avanti abbiamo deciso di fare un piccolo esperimento. Siamo andati in giro per Milano, armati di buona volontà e di una certa dose di sfrontatezza (oltre che dell’immancabile rosa camuna) e abbiamo fatto alcune domande ai milanesi. Domande semplici, addirittura banali per certi versi. "Sa cos’è questo bandiera?" "Sa quanti abitanti ha la Lombardia?" "Sa cos'è il residuo fiscale" "Sa che esso è di oltre 50 miliardi di euro?" "Come pensa di votare al referendum sull’autonomia che si terrà nella primavera del 2016"? Le risposte sono a dir poco sorprendenti. O forse no. Il 100% degli intervistati non ha dubbi: la rosa camuna è la bandiera della Lombardia. E questo non ci sconvolge. Fin dalla nostra primissima attività abbiamo utilizzato il simbolo lombardo, comprendendone il grande potenziale: è già diffuso in ogni dove, va solo caricato di significato politico. Inutile -peggio, controproducente-…
Guardando indietro, al mese appena trascorso, il Collettivo Avanti può dirsi (stanco ma) soddisfatto. Il 29 marzo ci confrontavamo a Gazzada Schianno (VA) con quattro amministratori locali. Gli argomenti: la potenzialità dell’autogoverno e i danni che lo Stato provoca ai nostri enti locali. L’unica conclusione possibile? Il percorso referendario lombardo deve proseguire. Per questo ne abbiamo approfittato, presentando la nostra mozione comunale di sostegno al referendum d’autonomia approvato il 17 febbraio. Pochi giorni dopo, in Brianza, discutevamo con il consigliere regionale Corbetta, del M5S, sulle opportunità di questo referendum e sull’importanza di un atteggiamento aperto ed inclusivo da parte di tutte le forze politiche. Anche a lui è andata la mozione comunale insieme al nostro comunicato a favore della Rosa Camuna come bandiera ufficiale della Lombardia (questione tuttora aperta in Regione). Arriviamo così al 16 aprile, a Brescia. Lì incontravamo il “camuno” Tomasi, l’unico piddino ad avere votato a favore…
Per motivi professionali, ho il privilegio di poter vedere in anteprima Turandot, l'opera diretta da Riccardo Chailly che inaugurerà Expo2015 il primo di maggio. Si potrà seguire in diretta  (venerdì sera dalle 19:40 su Rai5), quindi mi raccomando, non perdetevela, perché sarà a dir poco sensazionale. Nel teatro più famoso del mondo, si celebrano non solo secoli di storia della musica occidentale, ma anche il secolare affinamento di straordinarie competenze in tanti ambiti diversi, artistici, tecnologici, produttivi, che nel teatro vengono esibite al servizio di una produzione teatrale che non ha eguali al mondo. Assisteremo a un'inaugurazione estremamente raffinata, e potremo essere orgogliosamente fieri (a parte un unico neo fuori teatro: sarebbe stato gradevole veder terminati i lavori stradali che interessano via Verdi ormai da mesi... ma nessuno è perfetto a questo mondo..) di questa Milano lombarda. Poi c'è l'altra Milano, la  Milano italiana, quella dell'Expo vero e proprio. Dopo…
Ho letto l’interessante e puntuale editoriale di Claudio Bollentini (vedi link in calce ad articolo, n.d.r.), condividendone l’impostazione generale. E’ vero: Milano è “una signora esigente”, difficile da conquistare, specie se in mancanza di una visione adeguata. Essa non tollera di essere un ripiego e non merita ricette lepeniste. Per una delle capitali d’Europa e del Mondo, Salvini dovrà presentare non solo un programma elettorale, ma un’idea di Milano che sia adeguata alle sue esigenze, al suo territorio e alla sua economia. L’editoriale è chiarissimo in merito. Serve una visione del futuro. Proprio per questo motivo, non posso condividere l’inciso dedicato al mondo autonomista e indipendentista, che elettoralmente mancherebbe di “ciccia” e che si occuperebbe di “orpelli e soprammobili”. Con ciò intendendo tematiche come il referendum d’autonomia o la questione della bandiera. Se sui numeri (innegabilmente scarsi, per ora) siamo tutti d’accordo, almeno sulle tematiche e sulla visione, vorrei dissentire.…
Il Collettivo Avanti lancia il secondo laboratorio politico al fine di promuovere, anche nella provincia di Varese, una riflessione sul residuo fiscale e le dolorose e concretissime ricadute di questo su cittadini, imprese e amministrazioni locali. Domenica 29 marzo, dalle ore 17 presso la sala consiliare di Gazzada Schianno (Villa De Strens, via Matteotti 13/a), si terrà infatti un dibattito, aperto agli interventi del pubblico, che vedrà partecipare Alex Storti, del Collettivo Avanti nonché gli amministratori di alcuni comuni del Varesotto: Samuele Astuti, Sindaco di Malnate; Cristina Bertuletti, Sindaco di Gazzaga Schianno; Matteo Bianchi, Sindaco di Morazzone; Giorgio Ginelli, Sindaco di Jerago con Orago e Vice-Presidente della Provincia. Il residuo fiscale lombardo, ovvero la differenza fra le tasse pagate dai cittadini e i servizi resi dallo Stato sul territorio, ha da tempo superato abbondantemente i 50 miliardi annui, un record negativo mondiale. Questo comporta, per la Lombardia, uno dei maggiori…
A due giorni dall’approvazione del referendum da parte del Consiglio Regionale lombardo, occorre fare un po’ di ordine. Molte sono le novità e i cambiamenti nelle normative regionali. Innanzitutto, cosa è stato approvato il 17 febbraio 2015? Una “proposta di referendum” (questo il nome corretto) regionale per l’indizione di un referendum consultivo, a norma dell’articolo 52 dello Statuto d’Autonomia della Lombardia (la nostra “Costituzione”). Insieme ad essa, diversi ordini del giorno che ne definiscono meglio gli ambiti. E soprattutto un progetto di legge regionale (il PDL 226) che istituisce il voto elettronico per i referendum consultivi. Chi ha approvato il referendum? Chi lo ha proposto? Il referendum è stato approvato da 58 Consiglieri di cui 48 provenienti dai partiti di maggioranza (Lega Nord, Lista Maroni Presidente, Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Fratelli d’Italia, Pensionati, Gruppo Misto), 9 facenti parte del Movimento Cinque Stelle e 1 Consigliere del Partito Democratico (Corrado…

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