Claudio for Expo

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Diana Ceriani

Diana Ceriani (34)

Quando si è costretti su una carrozzina a causa di malattie importanti o di incidenti improvvisi, si vive una realtà parallela che chi si erge sulle proprie gambe non può comprendere.  E’ naturale, infatti, per l’uomo bipede, camminare la strada della vita, così, quando si ha questa fortuna nascosta, ci si crogiola in problemi che ci paiono insormontabili e ci paiono tali proprio mentre (magari) camminiamo pensierosi su stretti sentieri sterrati, o mentre saliamo scalinate o attraversiamo la strada scendendo da un marciapiede istintivamente, inconsapevolmente. Provate invece a pensare, se dipendeste da altri, o da mezzi come carrozzine o deambulatori, quanto tutto questo diventerebbe così complicato da far sembrare le altre preoccupazioni, appunto, una “passeggiata”. Perché è proprio la passeggiata che viene compromessa. Questa cosa così semplice e naturale…. Le nostre città spesso non sono in grado di accogliere chi ha questi problemi che diventano perciò insormontabili e impediscono una…
Tera de aqua sücia Ra nostra tera Tera de aqua De lach De turent De rigagnul ca segnan i nostar muntagn. Da la rasa a nass l’Ulona Piscinin ‘me un serpentell Al ven föra da sass e tera Pö al sa ingrandiss e al scuur fino ai navili Ma, sii mia curgiuu Che de aqua dai muntagn ‘na ven giò quasi pü? L’è mia ‘na roba da trascürà In sti ültim Ann al fa anca fadiga a fiucà! L’Invernu l’è un eternu utubar tevidin Una quei volta al piöv un cicinin De Primavera dunca A duaria piöv in d’un’altra manera Par fa svalzà l’aqua de lach e turent E invece al fa dumà quatar gott Inscì i gent in cuntent Del su e del cald anticipa “oh, che bell, a paar està!” ….e no, cari i me busitt sem in una tera de aqua e l’aqua la ven dal ciel…
Inabissato. Dopo questa terminologia vissuta intensamente più che scritta, Liala volle crearsi una vita parallela tramite i suoi romanzi. Un modo per sopravvivere. Però lo sguardo dal Montello si inabissava nel lago di Varese in ogni attimo della sua giornata. Dal tramonto all’alba. Ebbe molto Liala essendo di Nobile famiglia. Nobile il suo aspetto e quasi aristocratico quel suo posizionarsi alla macchina da scrivere, sempre più frequentemente, fino a confondere realtà con romanzo. Ma quale era la realtà? Il suo matrimonio combinato e naufragato? No, basta parlare di acqua. Naufragi, inabissarsi di pensieri…. Per fortuna, nella cucciola, Primavera era sempre con lei. Una grande somiglianza, anche fisica. Quella classe quasi aristocratica e quel sorriso dedicato unicamente all’arte di esprimersi con scrittura e canto, che solo dai Cambiasi poteva discendere. Più di 80 romanzi che hanno fatto sognare intere generazioni. Chissà se la macchina da scrivere, compagna di vita, fu sempre…
Non so se vorrei arricchirmi con l’arte. Sarebbe un’arma a doppio taglio. Non farebbe bene all’arte. A quelle opere della scrittura, musicali, figurative, creative che si lasciano ai posteri dopo una breve intensa vita in cui si è predisposti e predestinati a usare mente e cuore per inventare qualcosa di emozionante, nuovo, originale, intenso, personale e spesso eterno. Eppure molti artisti sono riusciti e riescono ad arricchirsi economicamente di un patrimonio apparentemente infinito. Detto anche inestimabile. Ma credo che al vero artista (a parte il fatto che questo patrimonio gli permette di creare senza problemi), importa poco. Quasi non se ne accorge. Perché un artista ha smania di immortalità, racchiusa in un messaggio magari non condiviso da tutti ma proprio per questo apprezzato da molti. Un artista vuole lasciare inalterate le opere anche nelle intenzioni. Le opere si impregnano di vita, come le case. Nelle opere e nelle case vissute…
Ricordo, dai 18 ai 28 anni, 10 anni di corteo con le fiaccole, 10 anni di allegro freddo di metà Gennaio, 10 anni di emozionante poesia, con il vero costume folkloristico di Varese portato con orgoglio dal gruppo bosino fin dal 1927. Mutandoni e sottogonna rigorosamente bianchi e con pizzo, calze a righe colorate, zoccoli tipici (onestamente non molto comodi, ma unici), scussaa (grembiule) nero rigorosamente ricamato a mano con fiori colorati, vestito a quadri con pettorina nera, camicetta bianca, scialle e l’immancabile raggera. Così, con semplicità tutta bosina, camminavamo tra la folla insieme alle autorità fino alla catasta pronta per essere accesa dalle nostre fiaccole, insieme ai desideri. Restavamo lì, incantati attorno al falò, sapendo di essere privilegiati, godendolo da così vicino. Il suo calore scaldava un intero anno di balli e canti che avremmo vissuto per tramandare e fare conoscere la vera Varese, quella tradizionale, scritta da Talamoni,…
Tra i tanti pregi dell’amatissimo Sant’Antonio Abate, celebrato il 16 e 17 Gennaio, c’era anche l’amore per gli animali, che vengono infatti portati a benedire sul sagrato di fronte alla Chiesa della Motta di Varese. Ispirandomi a questa tenera tradizione, che è ancora capace di portare in piazza parecchi animali con i loro proprietari per questo rito senza tempo, ho scritto un testo in bosino, con situazione e personaggi inventati, che racconta di come una bambina, in giro con suo padre, trovi un piccolo gattino abbandonato ed infreddolito. Viene poi da loro adottato con amore e fatto benedire da Sant’Antonio insieme agli altri animali. La benediziun In gir cunt ur mè pà cunt pè e man gelà Un dì da drè a un cantun hu truà che emuziun…. L’era piscinin propri un bel minin al faseva miao miao miao L’era da par lü tüc riscià sü pien de frecc e tücc…
Si sa, io sono di Varese. Non ho mai vissuto la Milano gloriosa dei milanesi. Ma quando ne sento parlare dai miei amici della Capitale, mi pare di sentire il profumo del tempo, da quanto sono colorite le parole, gli occhi umidi che mostrano emozioni e quel tono di voce in vernacolo che accentua i sentimenti. Erano tempi di rinascita, ma nessuno lo sapeva o se ne accorgeva in quanto la terribile seconda guerra mondiale sembrava davvero (e forse col senno di poi in un certo qual modo era così) avesse dato un calcio irreparabile alla “milanesità”. Quel modo di essere schietto e lavoratore. La differenza sostanziale tra noi Varesini e gli amici Milanesi era ed è la conformazione territoriale che, si sa, plasma comportamenti e carattere. Noi varesini, abitanti nelle alte valli, dove la vita spesso era isolamento soprattutto nel periodo invernale, siamo poco espansivi, duri e sempre sulla…
La sconfitta del centrodestra a Varese, e soprattutto della Lega, è andata ben al di là del significato prettamente politico del risultato elettorale. Quello è stato derubricato a fine di una era che prima o poi doveva accadere, più importanti sono state le ripercussioni in generale. Il dato che sorprende, leggendo blog e social, è il dibattito particolarmente affollato e acceso su argomenti che sono e sono stati leghisti solo in parte e che hanno come minimo comun denominatore l’identità, l'autonomia, l'autodeterminazione. Lasciando perdere le prese di posizione prettamente politiche che hanno a che fare con il tornaconto partitico, sono i commenti di chi in qualche modo è o è stato un riferimento culturale per la tutela e la promozione della cultura e delle tradizioni locali quelli che seguo con più interesse. Vista la natura del giornale. Sono i simboli quelli che contano e che accendono spie di allarme nella popolazione. Togliere…
Cosa fate di bello a S. Angelo? Di solito, se è bel tempo, la tradizionale gita fuori porta. Ma mi raccomando, non andate troppo “fuori” porta, vi perdereste le tradizioni del nostro territorio. Uscite di casa e, jn pochi minuti d’auto, vi trovate in un silenzioso e verdeggiante paesino: Brinzio. Potreste però udire, fra il fragoroso canto degli uccellini, un vociare allegro, qualcuno che urla simpaticamente usando un termine in vernacolo accompagnato da un suono di “cioch” (campanaccio). Cosa è? “La cavagna di ööv”. Se poi siete fortunati trovate qualche cordiale abitante che sorridendo vi racconta di questa antica tradizione. Come è successo a me: Fabio Piccinelli, brinziese DOC; sportivo ed allenatore di sci nordico, in un suo scritto racconta: “è una singolare manifestazione antica che si svolge a Brinzio nel giorno di Pasquetta. Si tratta di una sorta di gara di bocce da interpretare con spirito scherzoso su di…
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