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La cavagna di ööv a Brinzio

Scritto da Diana Ceriani

Cosa fate di bello a S. Angelo? Di solito, se è bel tempo, la tradizionale gita fuori porta. Ma mi raccomando, non andate troppo “fuori” porta, vi perdereste le tradizioni del nostro territorio. Uscite di casa e, jn pochi minuti d’auto, vi trovate in un silenzioso e verdeggiante paesino: Brinzio. Potreste però udire, fra il fragoroso canto degli uccellini, un vociare allegro, qualcuno che urla simpaticamente usando un termine in vernacolo accompagnato da un suono di “cioch” (campanaccio). Cosa è? “La cavagna di ööv”. Se poi siete fortunati trovate qualche cordiale abitante che sorridendo vi racconta di questa antica tradizione. Come è successo a me: Fabio Piccinelli, brinziese DOC; sportivo ed allenatore di sci nordico, in un suo scritto racconta: “è una singolare manifestazione antica che si svolge a Brinzio nel giorno di Pasquetta. Si tratta di una sorta di gara di bocce da interpretare con spirito scherzoso su di un percorso improvvisato e itinerante tra le vie del borgo. Poche e semplici regole si tramandano verbalmente da generazioni e costituiscono i criteri di gioco: in pratica una serie di prove ognuna della quali determina due "giocatori perdenti" ovvero il concorrente che più si avvicina e quello che più si allontana dal pallino che pagheranno come penalità un uovo ciascuno. Prima del lancio del pallino e di ogni boccia è necessario scuotere la tradizionale "pertega" con i campanacci e gridare a squarciagola "cavagna di oeuv..." pena ovviamente il pagamento del fatidico uovo. Durante lo svolgimento, i partecipanti di comune accordo e con libero arbitrio, improvvisano prove speciali d'abilità e giochi dove talvolta più concorrenti o l’intero gruppo, non riuscendo nell'obiettivo, saranno costretti a pagare le uova. Al termine della competizione ci si ritroverà tutti al "Grupp" il circolo di Brinzio dove si premierà colui che avrà pagato il maggior numero di uova, quindi si festeggerà con una carbonara o una frittata, consumando le uova accumulate durante la gara.” …. Così, affascinata da questa antica tradizione, mi sono venute da scrivere le parole di una nuova canzone che vi propongo con l’augurio di una Pasqua da vivere con un sorriso semplice e sincero.

La cavagna di ööv

Ur dì du l’Angiul

Par divertis

In d’un paes

Indua

In tücc amis

A gh’è da Ann ‘na tradiziun

Che mo mi a meti in canzun

Immezz al verd

Turent laghet

Gh’in quatar ca

Brinsc l’è numinà

E in stu paes l’è stai inventà

Ur giug di bocc un pu’ scanzunà

L’è la cavagna la cavagna di ööv

Che per chi al cugnos mia al par növ

Ma gh’è na pertega che va disarà

Da quanti Ann chel giugh chi sa fa

L’è la la cavagna la cavagna di ööv

In gir p’ai stra del paes vecc e növ

Lancia ur balin

E pö ciapa la mira

Ma va chel là in dua tira e l’ha tirà

Uh ma che bell

giugatà in di strà

Cioch e vusà

disan de cumincià

Tira ur balin

gh’è la strava in discesa

curegh a drè

sedanò va drizz in gesa!

Chi l’ha vingiüü,

chi l’ha perdüü

ma fa nagott

a l’è bell sta insema al su

dai cunta i ööv

e ciapa la cavagna

andem al grüp

tücc insema ca sa magna

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