Claudio for Expo

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Diego Di Sopra

Diego Di Sopra (33)

In vista del prossimo raduno della Lega Nord a Pontida (domenica 18 settembre, n.d.r.), l’attenzione è rivolta a ciò che dirà e farà Matteo Salvini. L’attuale situazione politica, per semplificare, vede da una parte Berlusconi sostenere Parisi come candidato a livello nazionale, dall’altra la Lega che, dopo la delusione delle elezioni di Milano, se la prende con la linea del Segretario federale. I leghisti istituzionali vorrebbero archiviare la tendenza per così dire lepenista per evitare l’isolamento, i militanti vorrebbero rinunciare a “Noi con Salvini” che ha già di per sé in gran parte spento i facili entusiasmi iniziali. Fuori dalla Lega, Parisi, supportato da Berlusconi, invoca un centrodestra che escluda i cosiddetti populisti e quindi naturalmente Salvini. Da tenere anche presente che l’alleato Fratelli d’Italia, la “rifondazione di AN” (come se ce ne fosse bisogno), si è ridimensionato di molto dopo le ultime elezioni e Giorgia Meloni diventerà pure mamma…
Tempo fa avevo twittato lo slogan: “Sì al naturismo, no al burqa”, intuendo una prossima contrapposizione fra due visioni opposte, da una parte la libertà della nudità e dall’altra l’oscuro concetto peccaminoso delle principali religioni monoteiste, in questo caso l’Islam. Infatti, nei paesi dove si pratica questa religione, è inimmaginabile pensare di praticare il nudismo. Quindi, oggi più che mai è importante promuovere il naturismo sul proprio territorio, al di là dell’aspetto economico rilevante che può anche avere in Lombardia, diventa un baluardo culturale da difendere. E proprio dopo le recenti aggressioni di giovani musulmani ai danni di nudisti. A giugno un musulmano è stato arrestato in Francia perché progettava un attacco contro una spiaggia di naturisti. L’ultimo caso in un resort tedesco, in una area riservata proprio ai nudisti, sono arrivati in spiaggia alcuni giovani islamici al grido di “Allah akbar” (Dio è grande), poi le minacce e gli…
Debutta nel milanese il primo ristorante per naturisti.Il prossimo venerdì sera ci sarà la prima serata naturista presso il ristorante L’Italo-americano a Cerro Maggiore, in provincia di Milano, dove si potrà cenare completamente nudi. L’idea è venuta in mente al proprietario del locale dopo l’approvazione della legge in materia da parte di Regione Lombardia. Le cene nudiste hanno riscosso successo già da tempo nei locali di New York. L’iniziativa è in collaborazione con ANITA (Associazione Naturista Italiana) che è solita organizzare serate naturiste in piscina a Milano. Per il momento si parte con una serata sperimentale alla settimana, solo il venerdì sera, si entra vestiti e ci si spoglia in un apposita area, si lascia telefonino o qualsiasi altro apparecchio che permette di fotografare, si ritira la propria salvietta usa e getta per accomodarsi e chi tocca verrà allontanato, sono indesiderati i voyeur. Il costo della serata è di 50…
Impiegare gli immigrati irregolari in lavori socialmente utili, come pulire le strade, manutenere giardini pubblici o altro è un’iniziativa adottata da alcuni Comuni, anche in Lombardia, in accordo con le Prefetture che hanno la responsabilità di distribuire nel territorio queste persone. Iniziativa mainstream demagogica, infatti ci sono diversi aspetti di questo progetto che lasciano un po’ perplessi. Intanto le Amministrazioni comunali che inizialmente si sono dette contrarie al collocamento imposto di immigrati clandestini sul proprio territorio e che poi hanno aderito all’iniziativa, di fatto finiscono per accettare la loro presenza. Ben inteso che gli immigrati sono volontari, i responsabili di associazioni, onlus e cooperative fanno sottoscrivere ai suddetti un’adesione per così dire volontaria che tutti accettano di buon grado nella speranza di essere legittimati a restare o nella convinzione che questo “lavoro” li possa aiutare in qualche modo a sopravvivere. Ma a distanza di poco tempo, quando capiscono che la situazione…
Come diceva Jerry Calà in “Vacanze in America”, un film degli anni ’80: «I like la cara e vecchia faiga», ossia mi piacciono le donne, ma, ciò nonostante, tutta la mia simpatia va per Efe Bal, il trans di origine turca che ha partecipato in prima fila alla Prima della Scala, lo scorso 7 dicembre. Quest’anno erano imponenti le misure di sicurezza per il tradizionale evento meneghino, sempre meno i soliti manifestanti fuori dal teatro, però chi protesta non può che simpatizzare per Efe Bal, dissacrante come non mai. Durante l’intervallo, rivolgendosi a Daniela Santachè, le ha detto: «sono felice che sei diventata un po’ leghista» per l’abito verde di dubbio gusto che indossava, ma non deve aver gradito la Santachè. Solo la sua presenza in verità dava fastidio alla crème della società e come se non bastasse alla fine dell’opera verdiana ha inscenato una piccola protesta tuffandosi, per così…
Il termine “redneck” nasce come gergo dispregiativo per indicare i bianchi lavoratori, o meglio, agricoltori, degli Stati Americani del sud (Alabama, Mississippi, Texas e tutte gli ex Confederati). La traduzione letterale è “collo rosso”, ad indicare appunto il collo scottato al sole per il lavoro nei campi. È sinonimo di zotico ed era ed è usato per denigrare la classe bianca rurale. Nell’immaginario collettivo i “rednecks” sono ignoranti, conservatori (repubblicani) e razzisti. Appassionati di musica country, motori (Pick-up e quad), caccia e armi. La figura del “redneck” appare spesso in tv, ad esempio nella serie televisiva “Dukes of Hazzard” o in serie animate.All’inizio del XX secolo il termine veniva utilizzato comunemente fra i democratici americani per indicare le fazioni politiche che facevano capo agli agricoltori bianchi, col passare del tempo, dagli anni ’70, è usato sempre più spesso in maniera offensiva. Ma nel corso degli anni, se da una parte…
Elia Corti, nato a Viggiù in provincia di Varese, figlio di Giovanni, nel 1891 aveva ventidue anni quando fuggì in America. Era arrivato da un paesino nel cuore dell’Insubria fino a Barre, che si pronuncia Bèrri, una cittadina a nord fra le verdi montagne del Vermont, lo stato più “democratico” di tutti gli Stati Uniti d’America, con aspirazioni indipendentiste. Iniziò a lavorare prima alla cava e poi alla Barclay Brothers, la più grande società di granito, lì era riuscito ad affermarsi come scultore. Dopo il lavoro andava insieme all’amico e socio Samuele “Sam” Novelli in un bar frequentato per lo più da emigranti lombardi, dove incontravano altri scultori, scalpellini e cavatori. Tra fine Ottocento e i primi anni del Novecento emigrarono in tanti a Barre da Viggiù, da Carrara e dalla provincia di Verona, chiamati per lavorare il marmo e il granito, e poi anche scozzesi e baschi. Non c’erano…
Non regolamentando il turismo naturista, si perde una grande occasione di business locale oltre che culturale, infatti sono circa 200mila, più o meno, i lombardi che già praticano il Naturismo, per lo più in altre nazioni europee, come Francia, Spagna e Croazia dove ci sono centinaia di strutture dedicate che accolgono ogni anno migliaia di persone. Questo è un peccato, ma ultimamente due Consiglieri di Regione Lombardia, Marco Tizzoni (Lista Maroni) e Claudio Pedrazzini (FI), hanno presentato alcuni emendamenti in materia di turismo lombardo per riconoscere e regolamentare il Naturismo in Lombardia, con aree da dedicare, come spiagge fluviali, ma anche parchi o boschi. Ottima cosa e i tempi appaiono ormai maturi. Ricordiamo che l’attuale Presidente Roberto Maroni sottoscrisse vent’anni fa la proposta di legge “riconoscimento della pratica del naturismo”. Purtroppo però tali emendamenti sono poi stati ritirati per presentare un sub-emendamento, approvato in Consiglio, più generico: “la Lombardia deve…
Come ho già scritto più volte, le bandiere non sono materia di poco conto, tant’è vero che la Nuova Zelanda, il prossimo anno, potrebbe cambiare la propria con un referendum. Lo scopo è togliere l’Union Jack, ossia la bandiera del Regno Unito (UK), nel quadrante in alto a sinistra. È pretestuoso il fatto che la bandiera assomigli troppo a quella australiana o a quella delle altre ex-colonie, secondo il primo ministro John Key bisogna cambiare la bandiera neozelandese per allontanare l’immagine del passato periodo coloniale britannico, questo è il vero nocciolo della questione. Certamente un cambiamento simbolico di non poco conto e anche uno smacco per la Gran Bretagna, ma non è per niente detto che vinca il Sì alla nuova bandiera, infatti secondo il quotidiano The New Zealand Herald, la maggior parte degli elettori sarebbero contrari a questo cambiamento. L’attuale bandiera, utilizzata per la prima volta nel 1869, fu…
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