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Economia e Industria

Economia e Industria (748)

Il Consiglio di Amministrazione di SEA S.p.A. ha esaminato e approvato il progetto di bilancio dell’esercizio 2016 di SEA S.p.A. e il bilancio consolidato 2016 del Gruppo SEA che sarà sottoposto all’assemblea dei soci per l’approvazione tra il 28 aprile e il 3 maggio (prima e seconda convocazione). In estrema sintesi la società presieduta da Pietro Modiano, che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, presenta un bilancio con ricavi per 653,5 milioni di euro, in crescita dell’1,7%, e un utile netto di 93,6 milioni di euro, in crescita dell’11,7%. Con un traffico passeggeri che è arrivato a 29 milioni e un traffico Merci che si è attestato a 549,4 mila tonnellate. “Il 2016 è stato un altro anno positivo per SEA – ha commentato il presidente di SEA Pietro Modiano – I dati di bilancio confermano e rafforzano i progressi di redditività, efficienza e solidità finanziaria, già evidenti nei…
Esselunga non perde smalto senza il fondatore. La catena della grande distribuzione italiana ha chiuso il 2016 con vendite (a rete corrente) in crescita del 3,1% a 7,5 miliardi di euro. In rallentamento rispetto al 4,3% del precedente esercizio. A parità di negozi e considerando il taglio dei prezzi dell’1,1%, i ricavi sono in sostanziale equilibrio, in media con il mercato. Tuttavia il margine operativo lordo è salito (per il secondo anno consecutivo) da 626 a 661 milioni mentre sono in calo, per le svalutazioni immobiliari, sia l’utile operativo che il risultato netto, rispettivamente, da 431 a 405 milioni e da 291 a 262 milioni. Nonostante la frenata, l’incidenza dell’utile operativo sui ricavi è del 5,4%, al di sopra della media di sistema del 2%. Esselunga rimane comunque una macchina ben oliata: gli utili macinati nel periodo 2010-2016 superano di slancio 1,6 miliardi. L’anno scorso la catena commerciale ha investito…
Si avvicina l’ora della verità per Unieuro. La catena di negozi di elettronica Unieuro si prepara a sbarcare in Borsa, sul segmento Star. A cedere le azioni sarà Italian Electronics Holdings, azionista di controllo di Unieuro e partecipata al 70,5% dal fondo di private equity Rhone Capital II, che attualmente detiene il 100% del capitale sociale della società. Italian Electronics Holdings è partecipata anche, indirettamente, dalla multinazionale inglese Dixons Retail (con il 15%) nonché dalla famiglia Silvestrini e da altri esponenti del management (con circa il 14,5%). Il fondo con un piede fuori Italian Electronics Holding collocherà a investitori istituzionali una quota del 42,5% del capitale, che potrà salire fino al 48,88% in caso di esercizio dell’opzione greenshoe. L’operazione non porta dunque nuove risorse alla catena di elettrodomestici ed elettronica, ma prepara l’uscita di Rhone Capital, dopo dieci anni, le cui quote sono in pegno a un pool di banche…
Il Ftse Mib di Piazza Affari torna sopra la soglia dei 20mila punti. Non accadeva da 14 mesi. Per vedere l’indice su questi livelli bisogna infatti tornare a gennaio 2016. Poco dopo, sull’azionario scoppiò la bufera legata al crollo del prezzo del petrolio (che scese fino a 26 dollari al barile) e al rischio di hard-lending dell’economia cinese. Oggi questi rischi sono scongiurati. Così come quello politico legato alle elezioni in Olanda dove ha vinto il premier Rutte (e soprattutto, lato mercati, ha perso l’euroscettico Wilders). Inoltre ieri la Federal Reserve degli Usa ha sì alzato il costo del denaro ma è parsa più “colomba” del previsto sulle prossime strette (nel 2017 ve ne potrebbero essere altre due anziché tre). E questo dà ulteriore slancio oggi alle Borse europee dove l’indice Eurostoxx 50 torna ai livelli di novembre 2015. A questo punto gli investitori iniziano a concentrarsi sulle elezioni in…
Più innovative, più internazionalizzate, superiori nelle performance. Le aziende appartenenti alle aree distrettuali italiane si confermano il motore dell’economia nazionale, capaci di arrivare a nuovi massimi storici per ricavi e margini, con prospettive di crescita ulteriore nel prossimo biennio. Il nono rapporto annuale di Intesa Sanpaolo sull’economia e la finanza dei distretti industriali restituisce il quadro di un sistema ancora solido, capace di reagire alla crisi rilanciando l’innovazione e la presenza oltreconfine, anche se nelle scelte di investimento è ancora l’incertezza a frenare i volumi. L’analisi, che mette a confronto i bilanci di 15mila aziende appartenenti a 149 distretti con le performance di altre 45mila imprese “esterne”, evidenzia per il biennio 2016-2017 una crescita dei ricavi delle aziende distrettuali dell’1,4% con margini lordi arrivati al 7,6%: in entrambi i casi si tratta del nuovo record, oltre i livelli pre-crisi. Punte di eccellenza (in una classifica che tiene conto di crescita…
In attesa dello scambio automatico di informazioni, che debutterà in settembre mandando in pensione quel che resta del vecchio segreto bancario, Italia e Svizzera segnano un altro passo per la trasparenza fiscale. Il Mef ha ufficializzato oggi l'entrata in vigore di un nuovo accordo amministrativo che regola le domande “di gruppo” sui presunti evasori italiani rimasti in un territorio grigio. Si tratta dei così definiti “recalcitranti”, cioè di quei titolari di conti, attività etc. presso istituti finanziari svizzeri che non hanno mai risposto a partire dal 2014 alle richieste (svizzere) di garantire la “legalità” fiscale dei loro depositi oltralpe. Con questa nuova intesa le Entrate, in sostanza, potranno richiedere a Berna di inviare gli elenchi di tutti questi investitori “grigi” che la stessa Svizzera non vuole più – in quanto rischiano di costarle la permanenza nelle black list internazionali. La Confederazione già nel settembre scorso aveva preso una posizione molto…
Dove crescerà il Credit Agricole in Italia? Dopo l’operazione Amundi-Pioneer, il gruppo Credit Agricole non esclude infatti eventuali nuove acquisizioni in Italia, ma si tratterebbe più che altro di “aggiustamenti” dato che la strada maestra è la crescita organica.”Valuteremo aggiustamenti del nostro posizionamento, purché siano coerenti con le nostre linee strategiche”, ha affermato il Deputy Ceo del gruppo francese, Xavier Musca, durante una presentazione del gruppo tenuta a Milano. Musca ha comunque però aggiunto: “In Italia, a medio-lungo termine pensiamo a una crescita organica, migliorando le sinergie tra le varie strutture del gruppo”.Il numero uno del gruppo in Italia, Giampiero Maioli, ha poi spiegato: “Quando parliamo di aggiustamenti, pensiamo nel private banking e bel retali banking, dove valuteremo se ci saranno situazioni compatibili con il nostro piano industriale, con le nostre linee strategiche”.”Non vogliamo rischi. Vogliamo – ha sottolineato Maioli – che sia un discorso molto vicino alla banca universale…
Emiri, imprenditori facoltosi, calciatori, cantanti. Per il fisco sono high net worth individual, cioè persone con un patrimonio netto alto, mentre nel linguaggio comune, più semplicemente, sono chiamati Paperoni. Abituati fino ad oggi a vederli soprattutto all'estero, potrebbero presto scegliere l'Italia, portando con sé la loro ricchezza diretta e non. Chi ci spera per primo è il governo italiano che con l'entrata in vigore della flat tax punta a raccogliere almeno una parte di quel deflusso finanziario provocato dalla Brexit che modificherà gli equilibri della grande ricchezza in Europa. Condizioni di grande vantaggio per i vip stranieri che decideranno di trasferire la residenza fiscale in Italia: 100mila euro e si è a posto con il Fisco, benefici per ben 15 anni ed estesi anche ai familiari. Il capo segreteria del Mef, Fabrizio Pagani, l'ha detto chiaramente: la flat tax è "la chiave per rendere il Paese attrattivo" e intercettare "parte…
Sapete che se tutte le donne in Italia incrociassero le braccia, andrebbero in fumo due miliardi di euro in un giorno? Frutto del lavoro di più di 9,5 milioni di italiane occupate, tra dipendenti e imprenditrici. Questo è quanto stimato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, che ben inquadra il mondo femminile moderno, fatto di donne che curano figli e casa, ma che sempre di più contribuiscono all’economia del Paese. Nelle coppie dove entrambi i partner lavorano, infatti, la quota del lavoro familiare che include i lavori di casa, la cura dei bambini, l’assistenza e la spesa, che grava sulle donne corrisponde al 69,1% con punte che toccano il 94,9% per il lavare e stirare, la faccenda domestica che gli uomini evitano di più. Secondo i dati dell’ultimo trimestre dello scorso anno, complessivamente sono oltre 9,5 milioni le donne occupate in Italia e rappresentano il 41,7% sul totale.…
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