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Cantina La Versa passa a Terre d’Oltrepò e Cavit

Scritto da Emanuele Scarci

Cantina La Versa passa sotto il controllo di Terre D’Oltrepò e di Cavit per 4,2 milioni. L’esito dell’asta fallimentare è arrivato dopo mesi di profondo travaglio per l’azienda pavese fallita. Gli acquirenti hanno rilevato, come specifica il bando, ”il complesso dei beni per la produzione di vini e spumanti, composto da immobili ubicati nel Comune di Santa Maria della Versa, beni strumentali, autorizzazioni, brevetti, giacenze, lista clienti e fornitori, marchi e certificazioni, magazzino semilavorati e sfusi». E per almeno un quinquennio, sono obbligati a mantenere operativa la sede della società a Santa Maria della Versa e i siti produttivi, a non cedere i marchi e inoltre assumere almeno 5 dipendenti entro i 12 mesi dall’assegnazione, dall’elenco dei dipendenti fornito dal curatore.

La newco

Formalmente La Cantina La Versa se l’è aggiudicata la società “Valle della Versa” – newco partecipata da Terre D’Oltrepò e da Cavit con una quota di minoranza -, associazione di imprese creata con lo scopo di rilanciare un brand del patrimonio vitivinicolo italiano. Terre D’Oltrepò è la più grande cantina vitivinicola cooperativa dell’Oltrepò Pavese mentre Cavit è una nota cooperativa trentina. La Versa è nota per lo spumante classico, charmat, vari vini rossi (Pinot nero, Bonarda, Barbera) e bianchi (Pinot, Riesling, Moscato). A La Versa era interessata anche la Cantina di Soave che aveva presentato un’offerta nei primi giorni di gennaio. Al momento dell’asta ha deciso di non partecipare.

Il piano di rientro di Iccrea

La crisi di La Versa ha spinto la cantina sempre più giù: è passata dai 18 milioni lordi di ricavi del 2009 (chiusura bilancio a giugno) fino ai 4,6 milioni del 2016; l’Ebitda è stata quasi sempre in rosso come anche il risultato netto. Allo scorso giugno la cantina mostrava, secondo Iccrea, una posizione finanziaria netta negativa per oltre 12 milioni. Secondo gli scenari ipotizzati da Iccrea, la cantina pavese potrebbe ritornare a un Ebitda positivo già dal 2018 con 7 milioni di ricavi che salirebbero a 11 milioni nello scenario peggiore al 2021 con un Ebitda di 1,1 milioni e un utile netto positivo.

Fonte: http://emanuelescarci.blog.ilsole24ore.com/

 

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