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Economia e Industria

Economia e Industria (748)

Nessun titolo “classico”, nessuno slogan. Al suo posto una Tag Cloud, una nuvola di parole - spiega Riccardo Comerio - per dare il senso dei termini più utilizzati nel contesto in cui le imprese operano. Naturalmente lavoro, innovazione, internazionalizzazione. Concetti che tuttavia, per il presidente dell’Unione degli Industriali di Varese, vanno completati con la «grammatica del nostro futuro». Internet delle cose, big data e Fabbrica intelligente non sono concetti astratti ma volti diversi di una rivoluzione tecnologica già in atto, che le imprese dovranno provare a cavalcare. «Siate contemporanei», è l’esortazione di Comerio alla platea di imprenditori, un migliaio, riuniti per l’assemblea annuale. Il che significa trovare il modo di inserire nuovi “alleati” nella produzione fisica, in modo da rendere i prodotti più intelligenti e adatti ai clienti del futuro. L’impegno tedesco nell’industria 4.0 deve essere per Comerio un benchmark da cui partire, in modo che il paese si doti…
Le vicende che hanno portato allo scioglimento di Bsi e alla ripresa delle sue attività da parte di Efg International non sono certo una caratteristica specifica del più antico e un tempo blasonato istituto bancario nella Svizzera italiana. A seguito della globalizzazione finanziaria che ha spinto all’eccesso la liberalizzazione e la deregolamentazione delle attività e delle istituzioni nei mercati finanziari del mondo intero, numerose banche di piccole o medie dimensioni nella piazza ticinese - oltre a quelle di rilevanza sistemica sul piano mondiale - si sono lasciate indurre in tentazione dall’operare a 360 gradi, in particolare nella gestione patrimoniale, approfittando senza ritegno del marchio elvetico, valorizzato dal segreto bancario che identificava la Svizzera con il Paese delle banche più riservate al mondo. ***Spinti dalla foga di conquistare delle fette di mercato nei Paesi emergenti, soprattutto asiatici, in cui si sono registrati dei tassi di crescita economica abbondantemente superiori a quelli…
Le imprese lombarde, nonostante l’austerità imposta dalla lunga crisi, non hanno tagliato  le risorse di welfare aziendale. Anzi, in base all’indagine 2015 di Confindustria Lombardia sul Mercato del lavoro, svolta su un campione di 1.430 imprese, è emerso come nel 42% dei casi i dipendenti beneficino di programmi di welfare, spesso avviati proprio negli ultimi anni. Il tema è stato affrontato durante il convegno “Welfare e premi di produttività: opportunità e prospettive”, organizzato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, allo scopo di indagare il futuro delle nuove politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia nelle imprese italiane e varesine.   Nello specifico, dall’analisi dei dati raccolti da Confindustria Lombardia sulla scomposizione settoriale risulta che nelle imprese del campione appartenenti al terziario l’utilizzo di tali strumenti di welfare si attesti intorno al 46% dei casi. Alta la percentuale che si registra anche nelle aziende manifatturiere: 41%. I vantaggi rivolti ai…
Disfattisti di professione, antagonisti per partito preso, superficiali in automatico? A cuccia. Milano continua a essere la città cool – aggettivo ormai sdoganato dalle masse – sbocciata davanti agli occhi del mondo durante i sei mesi di Expo da maggio a ottobre dello scorso anno. Ed è destinata a essere sempre di più “a place to go”, la città numero uno da visitare, come suggerito a sorpresa dal New York Times ai tempi dell’Esposizione universale. Una città piccola – per carità – rispetto a certe megalopoli globali, ma in grado di calamitare come mai in precedenza l’interesse dei consumatori internazionali. Cinesi, in primo luogo, che vedono il capoluogo lombardo come destinazione ideale per lo shopping di lusso, declinato in mille rivoli: dal fast fashion ai marchi di nicchia più esclusivi, dal beauty agli orologi e agli occhiali, passando per l’infinita gamma del posizionamento nell’arena competitiva. Sì, certo: c’è L’Ultima Cena.…
Federico Ghizzoni è pronto al passo indietro. Come previsto, ieri il manager - che aveva maturato la decisione da tempo - ha dato la disponibilità a lasciare l'incarico di ceo di UniCredit: le dimissioni vere e proprie, com'è ovvio, arriveranno all'ingresso del successore, e fino ad allora Ghizzoni manterrà tutte le deleghe operative. Ma il processo è avviato e ora la palla passa al presidente Giuseppe Vita, a cui toccherà istruire e guidare la procedura di successione; cinque anni fa, quando si era dimesso Alessandro Profumo, il nome del sostituto era arrivato in nove giorni sottola regìa di Dieter Rampl. Ora le condizioni - e la Vigilanza - sono diverse, ma l'obiettivo è quello di fare in fretta. Un esito poco più che scontato, quello di ieri, viste le pressioni crescenti degli ultimi giorni. Cioè da quando, lunedì scorso, in un'insolita riunione ristretta - proprio nell'ufficio di Ghizzoni - alcuni…
L’imprenditore Gianluigi Casati è stato confermato alla Presidenza del Comitato per la Piccola Industria dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Sarà, dunque, l’imprenditore titolare della Fonderia Casati Spa di Varese a guidare, anche per il biennio 2016-2017, la realtà che all’interno dell’Unione Industriali ha il ruolo di rappresentare le imprese con meno di 100 dipendenti. In pratica, lo spaccato che più rispecchia la composizione imprenditoriale locale. Il 91% delle imprese associate all’Unione Industriali varesina è, infatti, inquadrabile proprio come Piccola Industria. Non solo: il 78% della compagine associativa è costituita da aziende che hanno meno di 50 addetti. Soltanto il 3% degli associati di Univa può contare su una forza lavoro superiore alle 250 unità. Si tratta di una situazione che rispecchia quella rappresentata a livello nazionale da Confindustria, dove, anche qui, è largamente preminente la componente della piccola e media impresa: le imprese associate al Sistema confindustriale hanno,…
La partita del dopo Expo, per Milano, non si gioca soltanto sul futuro del sito dell’Esposizione, con l’ambizioso progetto di un polo scientifico-tecnologico. Per la città la sfida è anche mantenere i livelli di visibilità internazionale raggiunti nell’anno di Expo. I primi mesi del 2016 sembrano confermare il salto di immagine e di qualità – sul fronte dell’accoglienza e della proposta culturale – compiuto da Milano negli ultimi anni e che Expo ha contribuito ad accelerare. Da gennaio ad aprile di quest’anno, gli arrivi nell’area metropolitana (ovvero le persone che hanno trascorso almeno una notte in città) sono aumentati del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a quota a 2 milioni e 480mila presenze. Crescono gli arrivi dall’estero, soprattutto da Usa, Regno Unito, Cina, Russia e Francia. Non c’è stata dunque la temuta «bolla-Expo», spiega l’assessore al Turismo e al commercio Franco D’Alfonso, ma anzi tutti i dati «confermano…
E’ sempre più accreditata l'ipotesi di riapertura del procedimento per il rientro dei capitali noto sotto il nome di voluntary disclosure. Tramontata l'ipotesi di introdurre un meccanismo strutturale, come avviene in Germania, il governo sarebbe intenzionato a presentare la “voluntary bis” entro luglio - e comunque prima della fine dell'estate -. Da quanto si apprende il provvedimento è ancora in via di limatura ma il meccanismo dovrebbe ricalcare quello già utilizzato nella prima fase e consentire di 'coprire' anche il 2015-2016. Il potenziale incasso sarebbe stimato intorno a 1-2 miliardi di euro. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della ratifica dell'accordo fiscale con la Svizzera, cui seguirà quello con Principato di Monaco, Liechtenstein e Vaticano «si può notare uno dei primi risultati evidenti della precedente legge sulla voluntary disclosure», ha detto il presidente della commissione Finanze della Camera, Maurizio Bernardo (Ap). Il quale, ha aggiunto che «sulla possibilità annunciata dal…
In meno di quindici mesi si è chiusa la questione fiscale con la Svizzera, paese da cui è originato il 70% dell’emersione del programma di voluntary disclosure. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.115 la legge 69/16 sullo scambio di informazioni fiscali (Protocollo di Milano, firmato il 23 febbraio 2015 ) entra in vigore da giovedì 18 maggio. Per una volta l’Italia ha battuto sul tempo i vicini elvetici, considerato che sull’altro versante delle Alpi la Convenzione sulle doppie imposizioni, pur approvata da entrambi i rami del legislativo, è ancora in attesa della possibilità (remota) di sottoposizione a referendum di iniziativa popolare. Una volta scollinato anche l’ultimo ostacolo, i due paesi dovranno notificarsi per via diplomatica il completato iter legislativo, dopodichè lo scambio reciproco di informazioni fiscali diventerà realtà. Con alcuni limiti importanti, però. L’assistenza di cui parla il Protocollo riguarda singoli contribuenti o anche gruppi di contribuenti (ma identificati…

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