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Economia e Industria

Economia e Industria (748)

Sembra destinata a non avere fine la vicenda che riguarda la partecipazione detenuta dalla Fininvest in Banca Mediolanum. Congelata dalla Banca d’Italia due anni fa a seguito della perdita dei requisiti reputazionali da parte dell'azionista di maggioranza della holding, Silvio Berlusconi, la quota pari a circa il 30% era stata “sbloccata” nel marzo scorso dal Consiglio di Stato, che aveva accolto il ricorso presentato dalla stessa Fininvest. Ora lo schema si ripropone, con addirittura la Banca centrale europea a manifestare le propria posizione contraria. Ora come allora, la questione non sembra però allarmare la famiglia Doris, che da sempre controlla il gruppo Mediolanum. «Tengo a precisare alla nostra clientela che tutta questa vicenda non ha alcun effetto sulla solidità di Banca Mediolanum e neanche la benché minima influenza a livello di gestione», assicura a Il Sole 24 Ore l’amministratore delegato, Massimo Doris, che prende tempo anche sulle future mosse da…
Il terzo fondo di Quadrivio nel Private Equity ha completato il secondo investimento acquisendo la maggioranza di Farmol, società con sede a Comun Nuovo (BG), leader europeo nella produzione di prodotti a base aerosol e a base liquida per il settore dell’igiene personale e dell’home care. La società opera in questo settore dal 1946 e fornisce le principali multinazionali a livello europeo, realizzando con i suoi 4 impianti produttivi un fatturato complessivo superiore a € 80 mln di cui oltre il 75% viene realizzato all’estero con un ritmo di crescita negli ultimi anni pari a circa il 20% e con un margine operativo pari al 10%. L’operazione di investimento prevede l’acquisizione del 70% della società da parte di Quadrivio, con la famiglia e il management che manterranno il 30%. Farmol verrà supportata nel suo percorso di crescita attraverso il consolidamento del mercato di riferimento e della base clienti attuale, oltre…
Il tornio verticale più grande del mondo, il primo produttore europeo di tessuti denim, il numero due in Europa per i compressori. E poi valvole, componentistica, macchinari. Industria, insomma. Che non a caso Confindustria Alto milanese ha voluto celebrare svolgendo la propria assemblea annuale ( la 70esima), nel “tempio” locale della manifattura, la Franco Tosi, uno dei nomi storici della meccanica mondiale. Imprese globali con radici locali è il tema scelto dall’associazione per l’incontro, con il territorio (su cui gravitano 2700 industrie, con oltre 20mila occupati) “chiamato” a svolgere un ruolo chiave nella sfida della competitività. «È la nostra arma segreta - spiega il presidente dell’associazione Giuseppe Scarpa - e come le imprese deve cambiare pelle, accelerare il passo per attrarre e trattenere eccellenze e talenti». Per eccellere nel mondo si può e si deve dunque partire da qui, creando un sistema scolastico connesso con l’economia, infrastrutture e logistica, servizi efficienti,…
L’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio è sempre più centrale nell’universo di Ryanair, la compagnia aerea leader nel settore low cost. La base storica del vettore irlandese in Italia, aperta dal lontano 2003, rivaleggia ormai per importanza strategica con l’aeroporto-madre di Dublino. Dopo aver annunciato qualche giorno fa l’avvio di cinque nuove rotte su Orio a partire dalla primavera/estate del 2017 e aver posto come obiettivo, sempre per il 2017, un traffico pari a 10 milioni di passeggeri, Ryanair rilancia ulteriormente su Orio con un maxi-investimento da 32,5 milioni di euro. La presentazione delle nuove opere viene effettuata direttamente dal numero uno di Ryanair, Michael O’Leary. Il ceo del gruppo irlandese è infatti a Orio alla cerimonia d’inaugurazione della nuova base di Ryanair per la manutenzione della flotta di Boeing 737-800 della compagnia. È il primo hangar per la manutenzione degli aerei che Ryanair apre nel nostro Paese. Ed è significativo…
Una città rinata, con ancora nelle vene un po’ di sangue di Expo2015. È così che appare Milano ai residenti e a chi la visita per lavoro o per turismo. Una città che si è data un’allure internazionale e che può continuare a essere il riferimento in Italia verso un futuro di riscatto e ripresa economica. Milano lo scorso anno ha attirato la metà degli investimenti immobiliari non residenziali registrati nel Paese, quattro miliardi di euro. Ed è diventata meta di grandi gruppi internazionali, da Google a Siemens fino a Microsoft che torna in centro andando a occupare il palazzo della Fondazione Feltrinelli. Non solo. Dai fratelli sauditi che hanno investito in Milanosesto (due miliardi in cinque anni) agli australiani di Lend Lease che puntano a far ripartire dopo anni il progetto Santa Giulia, Milano è sotto i riflettori dei grandi investitori al pari di Londra e Parigi. Un dinamismo…
Sarebbe un grave errore considerare Expo lo specchio delle vanità del passato. Quel successo, innegabile, deve essere il punto di partenza per valorizzare il metodo-Milano e dare una mission alla città e al Paese. Sembra un’altra era geologica ma Milano era retrocessa da capitale morale d’Italia a Tangentopoli. Sembra ieri ma il rischio della rinuncia a Expo stava facendo ripiombare la città nel baratro. Invece il moltiplicatore d’immagine dell’Esposizione universale dell’anno scorso ha dato e continua a dare risalto ai risultati che Milano ha inanellato negli ultimi venti anni. Il sistema Milano. La spessa rete fatta da un unicum nel panorama europeo di società civile, imprese, politica. Con quattro amministrazioni, occorre riconoscerlo, che si sono succedute negli anni passandosi di mano il testimone del fare. Come correttamente è stato sottolineato nelle diverse relazioni di ieri ad Assolombarda, dai lombardi Rocca, Maroni e Sala e dagli ospiti Boccia e Renzi, il…
Torniamo a parlare della assemblea generale degli industriali milanesi e monzesi tenutasi ieri a Fiera Milano con una sintesi approfondita dell’intervento del Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza Gianfelice Rocca. “Perché l’Italia possa ritrovare la strada di una crescita robusta occorre uno slancio eccezionale di alcune aree del Paese, che possano fungere da locomotive. Le aree metropolitane sono nel mondo i grandi motori di sviluppo. E possono esserlo anche in Italia, partendo da Milano che in 60 km concentra il 25% dell’export e della manifattura italiani. Qui si incrociano capitale economico, capitale estetico, capitale scientifico e soprattutto capitale sociale, intrecciati in una reciproca feconda contaminazione. Per questo l’Italia riparte da noi” ha detto Gianfelice Rocca. “Abbiamo molto apprezzato – ha detto Rocca, rivolgendosi al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi - l’attenzione con cui segui le vicende milanesi, dal successo di EXPO 2015, al Human Technopole che ne rappresenterà la…
Ahold è il partner ideale per Esselunga? Per lo scomparso Bernardo Caprotti sì. E la spagnola Mercadona? Da evitare secondo il fondatore. Tant’è che lo ha scritto chiaro nel suo testamento: l’azienda «è diventata attrattiva. Ma è troppo pesante condurla, pesantissimo possederla. Occorre trovare una collocazione internazionale. Ahold sarebbe ideale. Mercadona no». Coop poi Caprotti la vede come la peste. Approccio soft Perchè proprio Ahold? Per Luigi Consiglio, presidente della società di consulenza Gea, «la preferenza di Caprotti potrebbe spiegarsi con il maggior rispetto dimostrato dalla multinazionale olandese nei confronti delle società acquisite: non hanno cancellato l’identità della catena assorbita». In scia Marco Costaguta, socio di Long term partners: «Ahold ha formati commerciali simili a quelli di Esselunga». Inoltre l’azionariato diffuso della società olandese, che vede tra i maggiori azionisti i fondi di private equity Blackrock (3,1%) e Mandarin Investments (2,4%), «deve aver convinto Caprotti che la multinazionale olandese non…
Si chiude la partita del testamento di Bernardo Caprotti e si apre nel contempo un capitolo delicato, ovvero quello che riguarda il futuro di Esselunga. Partendo dall’azienda, un Cda straordinario ha oggi cooptato Piergaetano Marchetti al posto del fondatore scomparso e contemporaneamente lo ha nominato Presidente. Una nomina dal sapore inconfondibile di garanzia, una figura dalla parti stimata e quindi super partes per agevolare evidentemente il riassetto e mantenere vicine le due famiglie. La dichiarazione più importante del neopresidente è contenuta in una breve nota in cui si chiarisce la posizione in merito alle voci di una eventuale cessione di Esselunga ad alcuni grandi fondi di private equity, Cvc e Blackstone: «In considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti, si è deliberato di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga». Poi l’apertura del testamento. Il controllo finisce alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina Sylvia…

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