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Economia e Industria

Economia e Industria (761)

Una città rinata, con ancora nelle vene un po’ di sangue di Expo2015. È così che appare Milano ai residenti e a chi la visita per lavoro o per turismo. Una città che si è data un’allure internazionale e che può continuare a essere il riferimento in Italia verso un futuro di riscatto e ripresa economica. Milano lo scorso anno ha attirato la metà degli investimenti immobiliari non residenziali registrati nel Paese, quattro miliardi di euro. Ed è diventata meta di grandi gruppi internazionali, da Google a Siemens fino a Microsoft che torna in centro andando a occupare il palazzo della Fondazione Feltrinelli. Non solo. Dai fratelli sauditi che hanno investito in Milanosesto (due miliardi in cinque anni) agli australiani di Lend Lease che puntano a far ripartire dopo anni il progetto Santa Giulia, Milano è sotto i riflettori dei grandi investitori al pari di Londra e Parigi. Un dinamismo…
Sarebbe un grave errore considerare Expo lo specchio delle vanità del passato. Quel successo, innegabile, deve essere il punto di partenza per valorizzare il metodo-Milano e dare una mission alla città e al Paese. Sembra un’altra era geologica ma Milano era retrocessa da capitale morale d’Italia a Tangentopoli. Sembra ieri ma il rischio della rinuncia a Expo stava facendo ripiombare la città nel baratro. Invece il moltiplicatore d’immagine dell’Esposizione universale dell’anno scorso ha dato e continua a dare risalto ai risultati che Milano ha inanellato negli ultimi venti anni. Il sistema Milano. La spessa rete fatta da un unicum nel panorama europeo di società civile, imprese, politica. Con quattro amministrazioni, occorre riconoscerlo, che si sono succedute negli anni passandosi di mano il testimone del fare. Come correttamente è stato sottolineato nelle diverse relazioni di ieri ad Assolombarda, dai lombardi Rocca, Maroni e Sala e dagli ospiti Boccia e Renzi, il…
Torniamo a parlare della assemblea generale degli industriali milanesi e monzesi tenutasi ieri a Fiera Milano con una sintesi approfondita dell’intervento del Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza Gianfelice Rocca. “Perché l’Italia possa ritrovare la strada di una crescita robusta occorre uno slancio eccezionale di alcune aree del Paese, che possano fungere da locomotive. Le aree metropolitane sono nel mondo i grandi motori di sviluppo. E possono esserlo anche in Italia, partendo da Milano che in 60 km concentra il 25% dell’export e della manifattura italiani. Qui si incrociano capitale economico, capitale estetico, capitale scientifico e soprattutto capitale sociale, intrecciati in una reciproca feconda contaminazione. Per questo l’Italia riparte da noi” ha detto Gianfelice Rocca. “Abbiamo molto apprezzato – ha detto Rocca, rivolgendosi al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi - l’attenzione con cui segui le vicende milanesi, dal successo di EXPO 2015, al Human Technopole che ne rappresenterà la…
Ahold è il partner ideale per Esselunga? Per lo scomparso Bernardo Caprotti sì. E la spagnola Mercadona? Da evitare secondo il fondatore. Tant’è che lo ha scritto chiaro nel suo testamento: l’azienda «è diventata attrattiva. Ma è troppo pesante condurla, pesantissimo possederla. Occorre trovare una collocazione internazionale. Ahold sarebbe ideale. Mercadona no». Coop poi Caprotti la vede come la peste. Approccio soft Perchè proprio Ahold? Per Luigi Consiglio, presidente della società di consulenza Gea, «la preferenza di Caprotti potrebbe spiegarsi con il maggior rispetto dimostrato dalla multinazionale olandese nei confronti delle società acquisite: non hanno cancellato l’identità della catena assorbita». In scia Marco Costaguta, socio di Long term partners: «Ahold ha formati commerciali simili a quelli di Esselunga». Inoltre l’azionariato diffuso della società olandese, che vede tra i maggiori azionisti i fondi di private equity Blackrock (3,1%) e Mandarin Investments (2,4%), «deve aver convinto Caprotti che la multinazionale olandese non…
Si chiude la partita del testamento di Bernardo Caprotti e si apre nel contempo un capitolo delicato, ovvero quello che riguarda il futuro di Esselunga. Partendo dall’azienda, un Cda straordinario ha oggi cooptato Piergaetano Marchetti al posto del fondatore scomparso e contemporaneamente lo ha nominato Presidente. Una nomina dal sapore inconfondibile di garanzia, una figura dalla parti stimata e quindi super partes per agevolare evidentemente il riassetto e mantenere vicine le due famiglie. La dichiarazione più importante del neopresidente è contenuta in una breve nota in cui si chiarisce la posizione in merito alle voci di una eventuale cessione di Esselunga ad alcuni grandi fondi di private equity, Cvc e Blackstone: «In considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti, si è deliberato di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga». Poi l’apertura del testamento. Il controllo finisce alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina Sylvia…
Quattro. E zero. Tra gli stand sono di gran lunga i numeri più gettonati, insieme a un fiorire di termini inglesi: interactive tools, smart factory, connected machines. Scelte comunicative per certi versi obbligate, nel momento in cui – come spiega Riccardo Rosa – «più di un cliente ci ha contattato, per dirci che se il piano del Governo parte anche l'investimento si sblocca». Il piano, Industria 4.0, vede in effetti proprio nei costruttori di macchine utensili presenti in Bi-Mu, tra le maggiori rassegne mondiali del settore, i più convinti sostenitori. Qui, più che altrove, si può verificare come sia concreta l'ipotesi che iperammortamento e credito d'imposta rilancino in modo sensibile gli investimenti nel 2017. «Considerare la legge di bilancio come un punto di partenza – spiega il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia a margine dell'inaugurazione della rassegna – è un elemento essenziale per costruire un percorso per la crescita nell’interesse del…
Dopo il funerale di Bernardo Caprotti, occhi puntati sull’apertura del testamento presso il notaio Marchetti di Milano. Forse mercoledì. Il 91,57% della holding Supermarkets Italiani è intestata all’Unione fiduciaria e il resto a Bernardo Caprotti. Dalle scelte del fondatore dipenderà il destino di Esselunga: secondo il codice civile, il 50% della successione, cosiddetta legittima, andrà divisa tra i tre figli – Giuseppe e Violetta avuti dalla prima moglie e Marina nata dal secondo matrimonio – e un altro 25% va all’attuale coniuge, Giuliana Albera. Rimane da verificare le disposizioni date sul restante 25%, che potrebbe fare la differenza. Al momento l’ultima moglie (25%) con la figlia Marina (16,6%) controllerebbero il 41,6% del gruppo. Se a loro fosse attribuito anche il rimanente 25% avrebbero il controllo assoluto (il 66%) e sarebbero anche in grado di realizzare operazioni societarie per le quali è richiesta la convocazione di una assemblea straordinaria. Stop ai…
Le associazioni territoriali lombarde, il sistema pubblico e privato della ricerca, faranno sistema per cogliere al meglio le opportunità rappresentate dal passaggio all’Industria 4.0 e rilanciare la competitività. Questo, in sintesi, quanto emerso nel corso del Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia tenutosi oggi (ieri, n.d.r.) a Milano presso la sede degli industriali lombardi. Un messaggio che comprende anche un apprezzamento al lavoro del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda sul Piano Nazionale Industria 4.0, considerato un primo passo verso la definizione di una vera Politica industriale di sistema che guardi al lungo periodo. Il presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla ha sottolineato che “Confindustria Lombardia, all’interno del Piano strategico #Lombardia2030 presentato lo scorso anno, aveva indicato nel transito a Industria 4.0 un passaggio obbligato per restare competitivi e va dato atto al governo di aver fatto tornare il manifatturiero al centro dell’agenda politica. Adesso che pubblico e privato viaggiano…
Il fondatore e proprietario del gruppo commerciale Esselunga, Bernardo Caprotti, è morto oggi (ieri, n.d.r.) a Milano, all'età di circa 91 anni, che avrebbe compiuto tra pochi giorni, il 7 ottobre. L'annuncio è stato dato dalla moglie Giuliana. Per espressa volontà di Caprotti le esequie avverranno in forma strettamente privata e per suo desiderio non dovranno seguire necrologi. Caprotti, rampollo di una antica famiglia di imprenditori tessili lombardi (le radici sono ad Albiate, in Brianza, tra Milano e Lecco) con forti interessi anche nell'immobiliare, è stato uno dei principali pionieri della modernizzazione del settore commerciale in Italia. Dopo aver vissuto per un periodo negli Stati Uniti – su indicazione della famiglia - per studiare le innovazioni nell'ambito dei sistemi produttivi, nella logistica e nella finanza d'impresa, Caprotti rientra in Italia intorno al 1952 per occuparsi della Manifattura di famiglia. Intanto maturano i contatti sviluppati negli Usa. E così Caprotti entra…
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