Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (702)

L’occasione per parlare, o meglio riparlare, delle potenzialità, della attrattività, degli asset e dei successi di Milano è stata offerta da una iniziativa di alto livello di finanza internazionale tenutasi questa mattina nel Palazzo della Regione Lombardia. Non a caso in questo luogo simbolo, perché la Regione è indubbiamente vista sempre di più in Italia e nel mondo come il baricentro del sistema lombardo e non solo per quanto riguarda lo stimolo al dibattito costruttivo sul futuro immediato della metropoli, ma anche appunto per la concretezza delle proposte e dei fatti emersi in questi recenti anni. Il messaggio uscito da questo evento è tutto un programma, "se il mondo sapesse di Milano, Milano sarebbe in cima al mondo", uno slogan appropriato per lanciarsi verso la “Milano Capitale Europea della Finanza”, un obiettivo che sta finalmente creando sistema, sul modello di expo. Nel corso della mattinata è stato presentato il “Global…
E dire che Davide Galimberti, oggi sindaco varesino, aveva addirittura promesso ai tempi della campagna elettorale la balneazione del lago di Varese. Una incauta e superficiale dichiarazione dal sen sfuggita in un momento sicuramente teso ed infuocato, ma tant’è. Quella proposta la poteva però formulare solo chi non è al corrente della complessa e infinita storia dell’inquinamento del lago più amato dai varesini, una storia, come noto a tutti, dalla difficile risoluzione almeno in tempi brevi. Ma fece discutere quella sparata, non sorridere, era infatti un prologo di tristi presagi. I più attenti e prudenti avevano già immaginato la futura deriva della Varese “sinistra” che di lì a poco avrebbe preso le redini di Palazzo Estense. E a quasi un anno dall’insediamento, il bilancio annovera promesse mancate o realizzate in parte, ritardi, situazioni involute, problemi elusi, che fanno mordere le mani ai tanti nel centrodestra che furono non molto attivi…
Tutte le strade (ri)portano ad Arcore. Dagli aut aut agli et et con alcuni blandi paletti è stato un attimo. Tra popolarismo e populismo pare proprio che la ricerca della quadra sia vicina. E nessuno onestamente si sarebbe aspettato un esito diverso, la politica ha le sue logiche, le sue regole, le sue inevitabile liturgie, i suoi tempi di maturazione e, questioni tecniche legate alla legge elettorale escluse, è chiaro come il sole a tutti che se il centrodestra vuole vincere, al voto ci deve andare unito. I blandi paletti riguardano la tassativa esclusione di qualche traditore seriale da ricercare tra le fila dell’ex Ncd o dalle parti dei transfughi forzisti folgorati sulla strada di Firenze dalla meteora renziana. Per il resto, tutti a bordo, tutti assieme appassionatamente anche turandosi il naso e senza farci troppo caso. Lo stesso ambizioso Salvini ha dovuto far buon viso a cattivo gioco, ovvero…
La lunga marcia verso le elezioni politiche e regionali del 2018 segna una ulteriore tappa di avvicinamento nel weekend di metà marzo quando si svolgerà l’Assemblea nazionale del Ncd. Un evento solo apparentemente secondario, in realtà foriero di interessanti indicazioni per chi ha intenzione di percorrere la via del centro per la rigenerazione del centrodestra. L’esperienza del Ncd è sostanzialmente chiusa, sarà pertanto importante monitorare umori, tendenze e obiettivi soprattutto della parte lombarda di quel piccolo partito. I lombardi sono stati sempre un partito nel partito, a Milano infatti sono alleati del centrodestra e funzionali al disegno regionale maroniano mentre a Roma, come noto, sono al governo con il centrosinistra. Dimenticandosi di Roberto Formigoni, obiettivamente ormai da considerare un ex politico, tralasciando Maurizio Lupi, ancora in cerca d’autore, è sicuramente il varesino Raffaele Cattaneo l’elemento più in vista e non solo perchè siede sullo scranno del presidente del consiglio della…
L’ultimo della serie a Milano a calare definitivamente le serrande è il ristorante “Al Cellini”, ha chiuso dopo 35 anni di onorata carriera nell’affollato parterre meneghino. Il nome del locale deriva dalla via Cellini dove appunto il ristorante era ubicato, all’angolo con via Archimede. Di questo posto, da me frequentato pochissime volte, ricordo perfettamente una prelibata carbonara di mare, degustata d’estate a metà anni novanta con mio papà, mia mamma e mia zia. Era infatti un classico ristorante di pesce, di quelli che non mancavano di sicuro nella tabella di marcia degli appassionati del genere. Una location come tante, era riuscito però nel tempo a crearsi una solida clientela anche nel mondo dei vip, dallo spettacolo allo sport passando per la moda. Sono tanti i locali storici o quasi che a Milano, come penso in qualsiasi altra città, chiudono. E non per motivi di mancata successione, di ricambio, di continuità.…
Due sono le sindromi del malessere che affligge il sistema politico nostrano in questa prima parte del 2017. Capire la diagnosi significa identificare con quasi certezza vincitori e sconfitti delle prossime elezioni politiche. Si tratta della sindrome del vicolo cieco e della sindrome della panna montata. Nel primo caso, chi ne viene colpito è destinato a perdere, a schiantarsi contro il muro alla fine del vicolo, nel secondo caso, c’è un bersaglio degli attacchi concentrici degli altri, di tutti, ma costui è destinato alla vittoria o a giocarsela con molte più frecce nella faretra rispetto alle proprie reali possibilità, competenze e disponibilità. Il vicolo cieco è la prospettiva che hanno di fronte i sovranisti di Salvini e i comunisti col Rolex dell’odierno Pd in crisi d’identità. Uno scenario figlio dei successi elettorali del M5S. Di fronte al vicolo cieco in cui il grillismo sta spingendo i partiti, il sistema, o…
Da una parte la cronaca, dall’altra la strategia, in mezzo la partita dell’autonomia di Lombardia e Veneto con le inevitabili ricadute politiche in primis sulla Lega e poi sul centrodestra tutto. "Visto che il governo ha detto 'no' alla nostra richiesta di 'election day', - ha chiosato il governatore lombardo Roberto Maroni - deciderò insieme al collega Luca Zaia la data per celebrare il referendum sull'autonomia". Maroni è poi entrato nel dettaglio, spiegando: "il voto sarà tutto elettronico. Ne ho parlato con il presidente Gentiloni e con Minniti. Non ci hanno dato l'accorpamento del referendum ma ci hanno detto che questa sperimentazione li interessa". Per questo la Regione, che sul voto elettronico ha già fatto la gara, spera ci possa essere un "cofinanziamento" da parte del Governo "perché la sperimentazione interessa anche a loro". Una delle ipotesi ritenute al momento più probabili è che la consultazione possa tenersi nella prima domenica di…
Fu votato da poco più del 50% dei varesini. Di quelli andati alle urne ovviamente, pari a circa la metà degli aventi diritto e quindi, a conti fatti, fu eletto materialmente da un quarto dei cittadini. Mi riferisco a Davide Galimberti, sindaco di Varese dal giugno del 2016, appoggiato da una coalizione di centrosinistra. Una affermazione conquistata non tanto grazie ai numeri del proprio schieramento, ma grazie alle divisioni del centrodestra e alla oscillazione favorevole dell’ago della bilancia Lega Civica. Non certo un plebiscito, quasi una vittoria fortuita e per giunta foriera di un successivo scenario di scarsa compattezza anche, bisogna ammetterlo, per motivi politici generali. Troppa grazia Sant’Antonio? Gli speranzosi, o gli ingenui, auspicavano un bagno di umiltà, prima di tutto si sarebbero dovuti infatti riannodare i rapporti con la città, con quei tre quarti di popolazione che ha votato contro o che non è proprio andata alle urne. Macchè! Tra una…
E’ indubbiamente banale e ripetitivo ricordare il cambiamento epocale del concetto di lavoro dovuto all’avanzare rapido ed inarrestabile della società digitale con la sua valenza tecnologica in rapida progressione. Meno scontato è ricordare l’impatto della “Legge di Moore” sul mondo del lavoro nella società digitale, ovvero gli effetti concreti sui livelli occupazionali di quella legge che asserisce come ogni 18-24 mesi la tecnologia aumenti la propria potenza di calcolo dimezzando i propri costi. Con una conseguenza pratica su tutte e le cui avvisaglie sono già evidenti: il forte rischio di una disoccupazione strutturale nei prossimi decenni e non solo nelle fasce occupazionali più basse, ma anche e soprattutto in quelle attività ritenute finora immuni o intoccabili, quelle più concettuali. L’avanzata delle “macchine” e la sostituzione dell’uomo in tante mansioni anche appunto concettualmente elevate non è più materia di fantascienza, è cruda realtà. Chiunque è ovviamente pronto a cavalcare le opportunità offerte dalla tecnologia,…
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