Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Sciopero Atm e Salone del Mobile, la figuraccia che Milano doveva evitare

Scritto da

Ammettiamolo tutti senza fare sconti e senza cercare alibi, Milano ha rimediato oggi una pessima figura. Durante il principale evento dell’anno, il Salone del Mobile, la città è stata bloccata e messa in ginocchio per una intera mattinata da uno sciopero dell’Atm. E rimaniamo in città e non allarghiamo lo sguardo oltre, allo sciopero dell’Alitalia, tanto per non fare nomi. Partiamo dai fatti. Lo sciopero dei tramvieri è stato indetto contro le scelte del comune di Milano sull'Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese. C'è infatti all’orizzonte l'ipotesi di uno "spezzettamento" del trasporto pubblico locale. Nei prossimi mesi, infatti, il comune di Milano aprirà un bando per la gestione del Tpl. I sindacati temono una deriva decisionale che si pone l’obiettivo di dividere il servizio di trasporto pubblico in singoli servizi. Al momento, restando ai fatti, Palazzo Marino punterebbe a scindere altri servizi della mobilità urbana come il trasporto pubblico da sosta, il car sharing e il bike sharing, ma è inutile nascondersi che la paura dei lavoratori riguardi il vero obiettivo finale dell’operazione, ossia uno "spacchettamento" più ampio. Da qui lo sciopero di oggi, indetto proprio in un momento caldo per la mobilità cittadina come la coincidenza con una importante fiera. Una scelta non casuale, una premeditazione che tradisce nemmeno tanto velatamente la volontà di inviare un chiaro e perentorio messaggio al sindaco, quasi un avvertimento su quello che riguarda il prosieguo della questione Atm. Giuseppe Sala si è limitato a commentare con un laconico “sciopero sbagliato” senza però dimenticare di puntualizzare la posizione del comune all’interno di una dichiarazione di circostanza: "speriamo in una minimizzazione del disagio per la città in questo momento straordinario. Penso che non ci sia una vera ragione per lo sciopero e su questo abbiamo evidentemente opinioni diverse con i sindacati. Non c’è in questo momento e non ci potrebbe essere nessuna decisione". Tornando invece alla figura che ha rimediato Milano oggi, qualche interrogativo ce lo dobbiamo inevitabilmente porre e subito. Interrogativi che si deve porre innanzitutto la politica dimostratasi incapace di far fronte a questo smacco visto che il tempo e i modi per evitare lo sciopero c’erano tutti. La rinascita di Milano è un fatto indiscutibile, da Expo in poi la metropoli lombarda ha inanellato successi a ripetizione, ha lavorato sull’immagine, sull’attrattività, ma anche e molto sulla sostanza con poderosi investimenti pubblici e privati, ha rinnovato quartieri, ha costruito infrastrutture, ha rilanciato eventi, ne ha creati di nuovi, è ritornata protagonista nella cultura, nel turismo, nel tempo libero, nel mondo della ricerca e delle università, nella finanza, nelle startup. Risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Milano ha ingranato la marcia giusta perché è riuscita a fare sistema, ha messo in rete le energie e le risorse migliori a disposizione, ha deciso nei momenti cruciali al di fuori delle ideologie e dei paletti imposti dagli interessi di parte. E siamo a metà dell’opera, Milano ha vinto alcune tappe del giro che la dovrebbe portare ad essere una vera e propria capitale del sud Europa, una tra le prime aree metropolitane di medie dimensioni nel mondo. Siamo però davanti ad importanti crocevia che impongono il massimo dell’attenzione e soprattutto della presentabilità per poter imboccare il percorso giusto, penso ad esempio alle opportunità date da Brexit con il fitto lavorio diplomatico e lobbistico italiano-lombardo-milanese per portare Ema e altre istituzioni minori a Milano. Di fronte a questi scenari, il sistema milanese ha fatto cilecca. Il diritto allo sciopero è sacrosanto e le ragioni dei lavoratori Atm sono comprensibili e rispettabili, ma qui si gioca il futuro della città e del suo benessere, compreso quello dei tramvieri. Il rischio che finisca tutto in farsa e nella mera difesa ottusa di interessi di parte a scapito della collettività è dietro l’angolo. E’ bastato oggi dare una occhiata ai volantini appesi fuori dalle fermate della metropolitana. Una vera e propria lettera aperta a chi vive, lavora e ama Milano: "Scioperiamo per il futuro della mobilità e per la garanzia occupazionale di migliaia di persone. Scioperiamo per il futuro di Milano, anche per te". Lettera che rispediamo al mittente senza complimenti e con disappunto. La speranza è ora quella che la politica dia immediate risposte e che si riattivi subito per far ricompattare il sistema Milano e rifocalizzare immediatamente gli obiettivi di lobbying territoriale.

 

Letto 1178 volte

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti