Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Varese, Gregori con un piede fuori e Galimberti vacilla

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Capita che a scoprire l’acqua calda ci si scotti. Ed è quello che è successo a Mauro Gregori, consigliere comunale in quota centrosinistra a Varese e quindi militante e sostenitore della compagine del sindaco Davide Galimberti. Per la cronaca, Gregori fu eletto nella Lista Galimberti, una lista rassemblement di varie sensibilità e che ha già visto perdere un pezzo per strada, ovvero il notaio Andrea Bortoluzzi, dimessosi poche sedute dopo l’insediamento per questioni analoghe. Il disappunto, la delusione, l’inutilità del proprio ruolo, i dubbi, i mancati traguardi, gli obiettivi disattesi, la faciloneria nel promettere, le esibizioni di arrivismo, Gregori li ha riversati in un lungo post scritto su facebook e che pubblico più sotto. Gregori non è uno sprovveduto, un dilettante e tanto meno un invasato. L’ho conosciuto in campagna elettorale e l’impressione fu quella di trovarmi di fronte ad un “civico” vero, chiaramente politicamente schierato e militante, ma sempre con l’obiettivo di rendersi utile alla città sui mille fronti che lui stesso aveva aperto in tanti anni di social e blog. L’obiettivo di voltare pagina dopo più di vent’anni di Forzaleghismo ha probabilmente ottenebrato le consuete capacità di giudizio e di analisi di molti candidati come lui che hanno sorvolato su tante questioni anche personali e che poi puntualmente sono esplose come una bomba ad orologeria, come riportato dettagliatamente nel post. Per quanto mi riguarda, pur non essendo un politicante, il primo anno di Galimberti lo vivo con un certo fastidio. Estremizzando direi che non m’importa il colore del gatto, quello che m’importa è che acchiappi il topo. Poi dopo cinque anni si giudica. Vedere invece una città allo sbando e con un palese problema di leadership non se lo augura nessuno, nemmeno chi questa maggioranza non l’ha votata. Non entro nel merito delle questioni sollevate da Gregori, anche perché sono molto chiare e proprio per questo si commentano da sole, sottolineo di nuovo il problema dei problemi. Chi governa la città oggi, e non mi riferisco solo al sindaco, non ha lo standing per governare. E non è solo una questione di competenze specifiche, che in alcuni casi ci sono anche, ma proprio di capacità, skill di governo. I limiti ben descritti da Gregori sono piuttosto comuni a tante realtà, forse sono ineludibili, ma sicuramente gestibili meglio. Governare significa agire per pesi e contrappesi, sia nella gestione del potere sia nell’amministrazione e avendo come obiettivo solamente il “fare”. La sindrome del sinedrio autoreferenziale è un virus letale e in questa maggioranza è sempre stato presente e malcelato fin dall’esordio, ma ora pare aver superato il limite di tolleranza e sopportabilità. La gestione delle nomine è stata un rosario di autogol, il primo anno di amministrazione si conclude in un nulla di fatto amministrativo, la maggioranza è sfilacciata, la città è visibilmente ferma, i problemi dell’anno scorso sono ancora tutti lì, peggiorati. In confronto, il tranquillo e flemmatico Fontana degli ultimi tempi sembra un campione di dinamismo. Per non parlare della scarsa empatia nei confronti della città, per tacere dell’arroganza, basta leggere i social e parlare con la gente, mai vista una situazione simile in passato. Che se ne traggano quindi le dovute conseguenze per il bene di tutti, e non mi riferisco a Gregori ovviamente, per non lasciare Varese in agonia per quattro anni ancora, non se lo merita.

                                                    

DIMETTERSI DA CONSIGLIERE COMUNALE?

di Mauro Gregori

Da tempo valuto se sia il caso di farlo, se impegnarsi a favore della collettivita' varesina, per la citta', abbia ancora un senso. Due anni fa dopo anni di allontanamento dalla politica ho valutato che Davide Galimberti potesse essere il "nuovo", la "voglia di rinnovamento", la possibilita' di scrollarsi di dosso anni ed anni di citta' immobile e senza prospettive. Cosi' come ho lottato per Galimberti con entusiasmo contribuendo insieme a tanti alla sua vittoria oggi devo purtroppo constatare che il collega Bortoluzzi, eletto all'interno della mia stessa lista la "Lista Galimberti", dimessosi da consigliere a tre mesi dalle elezioni avesse visto giusto. Il potere in citta' e' semplicemente passato di mano, ma il metodo non e' cambiato. Manca la passione, un progetto serio di citta' proiettata nel futuro... si procede a vista... si affidano a questo o a quel progettista le sorti della citta', senza capacita' di comprendere come sia possibile dare un volto ad una città asfittica e senza prospettive. L'ultimo esempio e' il progetto delle nuove stazioni, nessun indirizzo politico serio ma lasciato tutto all'improvvisazione. Stessa cosa vale per il "piano parcheggi" un salasso per i cittadini che hanno la "colpa" di lavorare in citta' e di non avere altri mezzi se non l'auto per recarvicisi. Si prevede addirittura di far scomparire circa 500 posti auto in Piazzale Kennedy, quando soltanto qualche mese fa lo stesso sindaco Galimberti, il sabato sera, volantinava in centro per convincere i cittadini ad asufruire proprio del piazzale per parcheggiare nei fine settimana. Ma cio' che e' piu' grave e' il fatto che le opinioni dei consiglieri e dei cittadini non vengono minimamente prese in considerazione, anzi a volte persino derise. Due/tre persone fanno le scelte, tutte le altre, giunta compresa ne prendono atto. Questa non e' democrazia, e' pura e semplice gestione del potere. La squadra anti degrado da me auspicata e che dovrei in qualche modo contribuire a gestire ha un budget di ben 1900 (millenovecento) euro nel 2017 in materiali, mancano le vernici, persino l'alcool per cancellare una scritta da un pannello. La commissione "spending review" non si fara' perche' metterebbe il naso ed inciderebbe su troppe rendite di posizione consolidate negli anni. Le partecipate comunali al 100 percento (Aspem reti ed Avt) non vengono minimamente messe in discussione. Abbiamo 800 dipendenti comunali e sono in programma altre 16 assunzioni (e solo 4 di vigili urbani categoria ormai in estinzione).... Di tanti dipendenti a tutt'oggi non conosco e non conoscero' nemmeno il ruolo. Mi piacerebbe saperlo ma come? Non so ad oggi quanti e quali mezzi abbia a disposizione il comune. Pero' con faciloneria chiediamo sacrifici ai cittadini prevedendo di far pagare loro un abbonamento mensile per parcheggiare in citta' al costo di 55 euro (colpa del cittadino lavorare a Varese e venirci in auto). I furbini invece continueranno a parcheggiare ovunque capita, basta non farlo negli spazi blu, usufruire del pass elargito con grande generosita' in passato... In altre citta' verrebbero certemente sanzionati... se invece mi infilo con l'auto nel cortile di un edificio scolastico, nei pressi della piscina comunale, su qualche area verde vicino al cimitero di Giubiano sono sereno... vigili pronti a sanzionarmi? Nemmeno l'ombra. Dico tutto questo nella speranza che qualcosa cambi e che le coscienze dei pochi/pochissimi che detengono il potere si sveglino. Ne dubito... e se non succedera' nulla saro' costretto alle dimissioni. Non sono piu' disposto ad avallare una politica che naviga a vista, senza prospettiva, gestita da pochi e che non accettano consigli, pareri e tantomeno consultano i cittadini. Al potere per arrivismo e calcoli personalistici o per Varese ed i varesini? Lo scopriremo a breve.

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