Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (720)

Il dossier dei dossier del 2016 che fa discutere banche d’affari, advisor, fondi ed investitori vari anche industriali è sicuramente Esselunga. Poco sappiamo sulle reali intenzioni di Bernardo Caprotti, potrebbe essere pretattica, potrebbe essere infatti solo una manovra diversiva, come tanti imprenditori fanno ad un certo punto della vita propria e dell’azienda, per capire valore e appetibilità sul mercato della stessa, sta di fatto però che l’interessato in questo caso viaggia spedito verso i 91 anni. Inevitabile quindi pensare e programmare una successione imprenditoriale per tempo per non dover essere poi costretti ad affrontare problemi seri di governance con quello che ne conseguirebbe. Esselunga è una eccellenza italiana, organizzata, oserei dire, con disciplina e visione militare, una fabbrica di quattrini e tanti. Caprotti creò Esselunga nel 1957 con alcuni soci, provenendo da un altro settore, quello tessile, ma l’intuizione fu azzeccata: oggi la società ha 152 superstore e supermarket con…
E alla fine a Varese la questione Molina è deflagrata. Mediaticamente, perchè sul piano politico per ora le conseguenze sono poche o nessuna. Per chi si fosse perso qualcosa, la telenovela ha a che fare con alcune vicende poco trasparenti e opportune emerse intorno alla nota casa di riposo varesina da poco passata sotto la presidenza di un politico di professione di lungo corso transitato per tutti i partiti di centro fino alla recente Lega Civica, tale Christian Campiotti, eterno collaboratore di una vecchia gloria della politica locale, Lorenzo Airoldi, il cosiddetto bavarese, dal passato glorioso negli anni 80 e a quei tempi con un futuro fulgido davanti a sé, poi interrotto rovinosamente da Tangentopoli nel 1992. La combriccola a quei tempi superstite, una costola della Dc, si è poi trasfigurata nelle svariate versioni del centro, Udc e quant’altri, con scarse fortune fino ad una ritrovata centralità dopo la fine…
"Crafting the future" è il titolo della mostra che  ha inaugurato oggi al Mudec di Milano il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un titolo emblematico, per dire che Milano c'è, che prepara il futuro, in questo caso della moda ma è da intendere come metafora generale, e soprattutto la capitale lombarda non vuole perdere il treno delle opportunità che la stanno proiettando al centro delle metropoli che contano nel mondo. Una locomotiva che traina il paese e lo sa bene Renzi che ormai non perde occasione per fare passerella all'ombra della Madonnina. Il Governo si è accorto che se viaggia Milano, anche gli altri vagoni del paese, spesso e volentieri sgangherati, si rimettono in marcia. Per ora da Roma ci dispensano un sacco di spot, la politica milanese abbozza, incassa in genere proclami o cose già decise e semplicemente ripresentate infiocchettate. Ma facciamo ordine. Passata la Vogue Fashion’s Night Out, da oggi…
Oggi 20 settembre è la volta della Vogue Fashion’s Night Out, la notte bianca della moda e del lusso che ormai da molti anni anticipa l’inizio della Milano Fashion Week che prenderà il via domani e che si protrarrà fino al prossimo 27 settembre. Tra eventi, sfilate, presentazioni, charity, mostre e quant’altro, l’immagine di Milano si rifletterà in gran parte del mondo in questo inizio di autunno. Solo Expo e il Salone del Mobile con relativo Fuorisalone hanno avuto od hanno il medesimo impatto. E’ la rivincita della Milano che produce, che innova, che pensa al futuro e che crea soprattutto valore aggiunto. Tanto. Ci si ostina a chiamarlo made in Italy, in realtà sarebbe più appropriato chiamarlo made in Milan o Lombardy abbinato ad un modo di vivere e di pensare sicuramente originale in Italia. In giornate come queste si vede il confronto impietoso tra Milano e l’Italia, tra…
Giuseppe Sala scrive al governo. Argomento: i migranti. Il testo è pubblicato su La Repubblica di oggi, quindi è di pubblico dominio. Apriti cielo! Con stile pacato, cercando di non fare male al suo mentore a Palazzo Chigi, il sindaco di Milano parla però chiaro. Alfano, Renzi, datevi una mossa. Il piano europeo di ripartizione non funziona. “Siamo in continua emergenza”. E rincara la dose l’assessore alla partita Pierfrancesco Majorino che sulla sua pagina facebook sostiene Sala e la sua lettera, anche lui auspicando maggiore decisione in chi governa. Finalmente anche la sinistra si è resa conto della gravità del problema che appunto in Lombardia sembra completamente ingestibile, fuori controllo. Finalmente la campagna elettorale è finita e si torna con i piedi per terra. A Milano, ma anche a Como a causa della chiusura della frontiera svizzera e poi in ogni comune alle prese con l’accoglienza si ascoltano solo mugugni…
Il centrodestra riparte dal nord e non poteva essere altrimenti. Nei momenti chiave è da Milano e dalla Lombardia che sono nate le formule, i leader, i programmi, i partiti e i movimenti che hanno fatto la storia della suddetta coalizione dal fatidico 1994 in poi. Oggi si recita a soggetto perché è ancora il momento di guardare in casa propria, per i confronti e le alleanze ci sarà tempo. Tra marketing politico e contenuti, tra idee ed interessi, tra piazze virtuali e piazze reali si rigenera la proposta, ci si riposiziona, si rinnova il linguaggio, si cerca soprattutto il bandolo della matassa politica per ritornare prima competitivi e poi vincenti. Ieri Parisi a Milano e la sua convention departitizzata per cercare di costruire una grande proposta per le grandi masse moderate, liberali popolari, allo sbando da anni, oggi Salvini a Pontida per cercare di consolidare la metamorfosi leghista da…
Credo che la gran parte degli intervenuti, degli osservatori, dei curiosi accorsi oggi al Megawatt di Milano per assistere all’esordio di Stefano Parisi si aspettasse qualcosa di diverso. O, più precisamente, il solito, ovvero una kermesse in perfetto stile politico-partitico con slogan, sogni, leader, codazzo di fedeli, musica, nani e ballerine. In realtà lo spettacolo andato in scena è stato il format di un centro studi che si mette a disposizione di un progetto di rigenerazione della politica prima che del centrodestra. Quindi, tanti contenuti ed idee e pochi fronzoli. Una serie assortita di contributi liberi per arricchire la cultura e facilitare la ricerca di soluzioni, così è stato detto. Dobbiamo studiare, ha più volte ripetuto Parisi. Un incipit coraggioso in una temperie dominata da vacuità e da menzogne, ma ben pianificato, elaborato e sicuramente concordato dalle parti di Arcore e, dopo alcuni passaggi sentiti ieri e oggi, anche dalle…
Quello che sta per cominciare è il weekend del centrodestra. Tra Pontida e Milano si riaprono infatti i giochi nella coalizione dopo il gran parlare estivo. Nella capitale lombarda venerdì pomeriggio allo Spazio Megawatt in zona Navigli Stefano Parisi darà il via ufficiale alla sua avventura con un intervento che spiegherà il senso della operazione nonchè i contenuti che verranno affrontati nel corso della due giorni. Sarà lui stesso poi a chiudere la kermesse sabato in tarda mattinata, tirando le somme e presentando il programma. Domenica è invece il turno di Pontida, l’ormai tradizionale raduno annuale leghista che in questa occasione si carica di ulteriore senso per via del ventennale dalla famosa dichiarazione di secessione pronunciata da Umberto Bossi a Venezia appunto il 15 settembre 1996. Ma non c’è spazio per una operazione nostalgia, Salvini snobberà il ricordo, l’obiettivo è oggi un altro, ovvero la conquista della leadership di una…
La IMF (Impianti e Macchine Fonderia) non è una azienda qualsiasi così come l’imprenditore che l’ha sempre diretta, Gabriele Galante, non è un imprenditore qualsiasi. Fiore all’occhiello dell’industria metalmeccanica luinese e varesotta, presente sul mercato da oltre quaranta anni, credo dal 1972, baluardo di tecnologia e di made in Italy in un settore complesso e competitivo come quello della produzione di impianti e macchinari per fonderia, nota a livello mondiale e di conseguenza grande esportatrice, lunedì scorso è fallita. Di solito le cronache dei fallimenti parlano quasi sempre di mala gestione, di scelte errate, di piani industriali fantasiosi e di conseguenza regolarmente saltati, per non parlare delle crisi nate per dissesti più o meno pilotati e interessati. Nel caso di Imf non è così. L’azienda era sana, una pmi, più media che piccola e dalla solida e prestigiosa reputazione. Vado a memoria, penso che negli ultimi tempi floridi, nel 2014, abbia fatturato circa…
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