Claudio for Expo

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Editoriale

Editoriale (701)

Stefano Parisi ricomincia da dove aveva terminato la lunga cavalcata della campagna elettorale milanese, dal teatro San Carlo in corso Magenta nella città meneghina dove ieri ha radunato in una sorta di pre-convention i fedelissimi, gli amici, i militanti della sua lista civica e soprattutto tanti giornalisti, opinionisti e curiosi vari interessati a conoscere qualcosa di più sul vero evento, la convention del 16 e 17 settembre, startup dell’era parisiana. In maniche di camicia, serio e compito quanto basta per sembrare alla mano, empatico, tranquillo, con la giusta dose di visione, decisione e motivazione alla vigilia di un tornante decisivo per il suo futuro politico e soprattutto per il successo del progetto di rigenerazione del centrodestra appena avviato con il sostegno di Silvio Berlusconi. Quello di ieri non è stato a mio avviso un evento di routine, soprattutto dal punto di vista della comunicazione. Si respirava esperienza, Parisi ha 60…
Terremoto, Fertility Day, Referendum, Festa dell’Unità per non parlare della quotidiana razione di propaganda non richiesta sul calo delle tasse, sulla ripresa in corso, sull’importanza, ovviamente crescente, dell’Italia sullo scacchiere internazionale fanno, o tentano, di far passare in secondo piano il dramma immigrazione. Vera palla al piede per il governo Renzi, incapace di fronteggiare il problema con efficacia. Un dramma dai pesanti risvolti umanitari e non solo per gli stranieri che arrivano sulle coste meridionali al ritmo di alcune migliaia al giorno, ma anche e soprattutto per i cittadini italiani che devono fronteggiare un fenomeno ormai chiaramente fuori controllo e dai costi enormi, intollerabile nella difficile contingenza attuale. Tra l’altro, nel disinteresse europeo. Chi non lo capisce è in conclamata male fede e chi scrive non è leghista, tanto per chiarire. I numeri sono presto fatti e li fornisce Paolo Grimoldi, combattivo deputato della Lega Nord e Segretario della Lega…
Torna ad infiammarsi in Ticino e nelle province italiane di frontiera con la Svizzera il confronto sui lavoratori frontalieri. Il prossimo 25 di settembre i cittadini ticinesi saranno chiamati alle urne per dire “si” o “no” ad una proposta di modifica costituzionale “per la salvaguardia dell’identità ticinese, contro l’immigrazione di massa e il dumping salariale”, un referendum cantonale promosso dall’Udc, partito collocato a destra di matrice populista ed estremista. Lo slogan coniato segue la falsariga del dejà-vu sulla materia, è un grande “prima i nostri” in versione hashtag che campeggia nei manifesti e nelle locandine sotto una mela rossocrociata. Entrando di più nel merito dell’argomento, la proposta, poi appoggiata anche dalla Lega dei Ticinesi, prevede l’obbligo per i datori di lavoro, in caso di assunzioni, di dare la precedenza ai residenti rispetto agli stranieri, ma l’obiettivo più importante è la lotta al dumping salariale. Ma si rischia la confusione, nel…
E’ fuor di dubbio che l’interesse principale della politica lombarda e nazionale sia oggi rivolto a Stefano Parisi, alla convention di metà settembre, a quello che vorrà fare, agli obiettivi della sua discesa in campo. Per il momento viene mantenuto il massimo riserbo, un po’ su tutto. Quello che trapela sono le dichiarazioni del solito via via di politici che vorrebbero esserci, che vorrebbero saltare sul carro che tira, per non parlare dei consigli non richiesti, della prefigurazione di ipotesi di alleanze e quant’altro interessa di solito il vasto stuolo dei personaggi in cerca d’autore che abbondano in quel variegato e pittoresco mondo che è la politica. Si parte da Silvio Berlusconi. Il grande vecchio del centrodestra italiano degli ultimi ventidue anni sta cercando il modo migliore per passare la mano, per lasciare il campo nella situazione più opportuna, ovvero con una operazione di successo che raccolga la sua eredità…
La provincia di Varese è, come noto, uno dei territori maggiormente industrializzati del paese, la manifattura “tiene” meglio qui rispetto ad altre realtà nonostante una congiuntura non favorevole che dura da un po’ troppi anni. Le pmi a capitale familiare sono da sempre l’asse portante del tessuto imprenditoriale, ma non mancano alcune importanti realtà multinazionali leader di settore, ben radicate, che fanno letteralmente da traino e sostegno per le filiere e i distretti produttivi locali. Un territorio di questo tipo non poteva rimanere estraneo al tema dell’Industria 4.0 ovvero non poteva non far parte di quel gruppo di territori pionieri dell’evoluzione di questo processo innovativo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. La stessa ultima assemblea di Univa (Unione Industriali di Varese) ha avuto come tema portante proprio questo argomento. E in tal senso Varese parte avvantaggiata, non è stato un parlare del futuro, ma di un presente…
I moderati vanno e vengono come una moda, in alcuni periodi sono in voga, in altri scompaiono come un fiume carsico in attesa di riemergere in tempi migliori. Se la politica italiana fosse un bar, al bancone oggi tutti chiederebbero un moderato. Liscio, corretto, con l’aggiunta di questo o di quello, freddo, caldo, allungato e via discorrendo in tono ironico, ma mica tanto a ben vedere. Furoreggiavano ai tempi della palude della prima repubblica, scomparsi nel vortice di tangentopoli, sono risorti con Silvio Berlusconi, invisi alla sinistra da sempre, in seguito però amati e lusingati senza freni da Prodi in poi, quando si capì che solo grazie ad un manipolo di questi soggetti si poteva vincere e soprattutto governare. A fasi alterne sono stati determinanti, in altre fasi si sono eclissati, ma sempre pronti a rientrare dalle fessure, dalle crepe di maggioranze il più delle volte posticce, troppo eterogenee e…
C’è il politico che tace e c’è il politico che parla troppo. Il primo in genere non sa che pesci pigliare e aspetta il decorso degli eventi per prendere posizione, il secondo ritiene di essere stato scavalcato, superato o di essere stato comunque tagliato fuori dalla storia e sbrodola senza sosta sentenze, attacchi, dichiarazioni spesso e volentieri sopra le righe o fuori luogo. C’è una terza figura di politico ed è quella che parla solo quando serve e solo sugli argomenti che interessano, in poche parole prende posizione con la dovuta accortezza e con una buona dose di lungimiranza e coraggio solo nei momenti chiave. E’ un po’ lo scenario a cui stiamo assistendo in queste settimane in previsione del rimescolamento di carte e persone che ci sarà nel centrodestra che sta velocemente cercando di rigenerarsi in previsione delle prossime decisive scadenze elettorali. La facoltà di collocare i politici nelle…
Una estate di lavoro per il centrodestra, non le solite chiacchere agostane buttate lì per vedere l’effetto che fa, quelle che di solito vengono lanciate dai palchi di feste di partito e sagre di paese. Si preferisce invece manovrare riservatamente dietro le quinte come si conviene quando la posta è alta. Quello che trapela è quello che si vuole far sapere. Molti però sono ormai gli elementi chiari del puzzle che si andrà a comporre nei prossimi mesi. L’obiettivo duplice, se lo guardiamo dalla Lombardia, è concentrato sulle elezioni politiche e regionali del 2018. Sempre che non accada qualcosa di imprevisto che porti il paese ad elezioni anticipate. Nel migliore dei casi lo spettro temporale è di un anno e mezzo. La prima mossa è stata, come noto, quella di Silvio Berlusconi che ha incaricato Stefano Parisi di un compito tanto delicato quanto anomalo nella storia del centrodestra moderato, ovvero…
L’estate, si sa, è il periodo migliore per produrre polemiche e chiasso mediatico. Tanto clamore, lotte infervorate e poi queste grandi notizie fanno la fine che tutti sappiamo, quella tipica di un temporale estivo, tanto rumore al momento, ma dopo pochi giorni è tutto magicamente archiviato. L’argomento clou della stagione 2016 è l’abbigliamento islamico femminile per eccellenza, il burqa e il niqab. Non so se esattamente si chiami così, burqa, ma tutti lo conoscono per quel nome, il sottanone nero che copre completamente il corpo di chi lo indossa lasciando scoperti solo gli occhi. E visto che siamo d’estate, si parla anche di burqini, uno pseudo costume da bagno completamene coprente, roba che neanche le più pudorose delle nostre bisnonne avrebbero avuto il coraggio di indossare. Non è una rarità imbattersi in donne musulmane vestite così, in città o, appunto nelle spiagge. Ma come, non ci sono ordinanze o quant’altro…

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