Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (701)

Astensionismo in grande spolvero. E’ ormai una certezza, la diserzione dalle urne è un dato di fatto, una abitudine conclamata, una tendenza in costante crescita e che dura da anni, ma ora ha raggiunto percentuali ragguardevoli, allarmanti. Al primo turno resta un miraggio la soglia del 60%, al secondo turno non si arriva nemmeno al 40%, nei referendum poi…. E via con le analisi di sociologi e politologi, tutti a ricercare le motivazioni di un fenomeno che, secondo appunto gli analisti e  gli studiosi, ha a che fare più con la ricerca di alibi che con la strategia ben ponderata messa in atto da chi si astiene per scelta. E’ colpa della politica, è colpa dei partiti, è colpa di un sistema che non funziona, è colpa delle date prescelte per le elezioni a ridosso sempre di estati e ponti festivi. Chiunque si avventuri in queste analisi tira fuori appunto…
I ballottaggi? Tutta un’altra storia rispetto al primo turno. Dimenticate quello che avete visto finora. Si riparte da zero, uno contro l’altro, palla al centro. Nessuna strategia da elaborare, largo alla tattica e pure spicciola, spazio al pragmatismo senza fronzoli, al cinismo. Conta solo vincere, costi quel che costi. Mentre a Milano i candidati sindaco al ballottaggio devono recuperare voti a sinistra, a Varese la partita si decide al centro. Sotto la Madonnina Stefano Parisi deve dire o fare qualcosa di renziano, Beppe Sala deve dire o fare qualcosa di antirenziano, entrambi con l’obiettivo di accreditarsi presso un elettorato che nella sua parte più a sinistra è stato freddo con Mister Expo, percepito come un corpo estraneo, mentre per quanto riguarda la parte più al centro, tuttora il segmento più fluido, senza contorni precisi, quello dei renziani pro tempore, è quella che resta l’obiettivo di sempre di Mister Chili che,…
Nessuna sorpresa è uscita dalle urne. Tutto è andato secondo i pronostici, quelli che tengono conto delle tendenze elettorali e del reale umore degli elettori, e che ancora una volta hanno confermato la peculiarità della realtà politica lombardo occidentale. Si immaginavano i ballottaggi, ed eccoli serviti. A Milano Giuseppe Sala e Stefano Parisi, rispettivamente del centrosinistra e del centrodestra sono praticamente appaiati poco sopra il 40%, divisi da pochi voti. A Varese e a Gallarate ottime affermazioni dei candidati del centrodestra Paolo Orrigoni e Andrea Cassani finiti però a pochi punti dalla maggioranza del 50% e costretti ora al ballottaggio con i candidati del centrosinistra, a Busto Arsizio vince subito Emanuele Antonelli confermando la ormai assodata tradizione della città roccaforte del centrodestra nel varesotto. Al di fuori degli schieramenti principali restano le briciole, le civiche o le pseudo civiche non incidono sullo zoccolo duro elettorale, come sempre, confermando appunto la…
Ed eccoci finalmente alle elezioni. In questi casi la prassi impone l’appello al voto. Innanzitutto l’invito a votare. Astenersi, ripiegare nel privato è come mettere la testa sotto la sabbia. D’accordo, la politica non vive uno dei suoi momenti migliori, la situazione generale è quella che è, non certo materia per ottimisti, ma proprio per questo motivo occorre rimboccarsi le maniche. Anche mettendosi a disposizione in un comune. Come ha fatto il candidato sindaco del centrodestra Paolo Orrigoni. Una coalizione ben assortita e compatta a suo sostegno è poi un ottimo viatico per il futuro, animata da concretezza, pragmatismo, efficienza decisionale, idee chiare, progetti solidi. Un giovane imprenditore di successo, molto noto in città, un programma innovativo, tanto ricambio nelle liste con nomi molto rappresentativi nei più svariati ambiti sociali sono il biglietto da visita presentato agli elettori. Tra i candidati, come sapete, c’è anche il sottoscritto nella lista di…
Che la comunicazione politica e le campagne elettorali si facciano sempre di più sul web è un dato di fatto, ma non sempre quello che si vede in rete risponde ad un progetto, ad un quadro ben organizzato. Prevalgono infatti estemporaneità, improvvisazione, confusione, dovute soprattutto a strategie mai messe a punto o nemmeno pensate. Ci si affida spesso e volentieri all’intuizione e al caso. Le candidature in genere nascono all’ultimo minuto, mentre i progetti sul web necessitano di percorsi lunghi e ben meditati, anche di anni, prima di maturare a dovere e produrre i frutti sperati. Pochi sono anche i leader politici dotati di strutture ed organizzazioni come si deve, difficile quindi per gli altri avere modelli alla portata da cui prendere spunto. In Lombardia, a Milano, si concentra forse il meglio, inteso anche come numeri, del mondo che ruota intorno alla comunicazione digitale, compreso quel segmento un po’ misterioso…
Jacopo Tondelli, talentuoso ed innovatore giornalista digitale in quel di Milano, notava ieri come le testate giornalistiche in queste settimane non facciano altro che parlare di elezioni, ma la sensazione è che alla gente non gliene freghi niente. E’ la costante di qualsiasi campagna elettorale da che mondo è mondo, le solite sensazioni che proviamo ad ogni tornata, ma che si scontrano con i numeri duri e crudi. E chi fa giornalismo, o meglio comunicazione, lo sa benissimo. I lettori e i contatti crescono sensibilmente proprio in questo periodo e il motivo è solo da ricondursi nella aumentata esigenza di crearsi una opinione da parte del potenziale elettore. Lo vediamo anche noi de La Bissa con incrementi di visitatori nell’ordine del 30% al giorno. E quindi continuiamo a parlare di elezioni, cercando ora di fare il punto della situazione a pochi giorni dal voto e concentrandoci su Varese e Milano,…
E alla fine il grande impegno di Matteo Renzi per le elezioni amministrative in Lombardia si risolverà in due brevi comparsate, la prima a Varese lunedi sera in un fatiscente cinema di semiperiferia tra militanti e candidati, la seconda in tarda mattinata di martedi, ma è ancora in forse, a Milano in un locale sperduto della Barona. Della serie, devo proprio passarci, che sia il più indolore possibile. Ma perché? Perche Renzi mira a ben altro, al referendum di ottobre, quello è il vero obiettivo, le amministrative interessano al limite solo per fare qualche cortesia al centrodestra. Quindi la parola d’ordine è volare basso, profilo discreto, parlare d’altro. E sperare che gli avversari vincano, che il centrodestra ritrovi vitalità per poi magari chiedere qualcosa in cambio a tempo debito, il si al referendum appunto. Non fa una grinza. E meglio ancora se si rafforza Salvini, il miglior avversario possibile alle…
Nei tre anni e mezzo di vita de La Bissa abbiamo parlato di tutto e di più in chiave locale, ma con un faro sempre ben acceso e visibile a guidarci, l’Insubria. Ora ci sono le elezioni amministrative nei centri più importanti della regione ed è inevitabile che tematiche culturali, storiche, identitarie, autonomistiche facciano capolino nella miriade di argomenti proposti dalle coalizioni in campo. Tra esigenze del locale e visione globale della questione. Quale occasione migliore quindi per fare il punto della situazione sul dibattito in merito e soprattutto per cercare di capire se l’insubrismo possa avere anche una declinazione politica. Incontriamo a tal proposito ancora una volta il nostro Claudio Bollentini, come noto candidato a Varese nella lista di Forza Italia a sostegno del candidato sindaco Paolo Orrigoni. -Ha senso parlare a Varese di Insubria in questa campagna elettorale? Non credo di aver letto in giro nei programmi a…
Un casuale, fino ad un certo punto, incontro mattutino in quel di Varese tra il sottoscritto ed alcuni misteriosi blogger mi suggerisce la fatidica domanda che si fanno tutti in campagna elettorale: i cittadini, gli elettori, sanno che domenica 5 giugno si vota? I media ne parlano diffusamente da settimane, i social sono invasi da tutto e di più, gli stalli per la propaganda elettorale sono già completamente occupati dai manifesti, eppure… eppure se parli con il primo che ti capita a tiro e gli chiedi per chi voti, quale candidato sindaco hai intenzione di votare, la risposta è spesso e volentieri solo una. Uno sguardo sorpreso, pensoso, enigmatico e se qualcuno riesce proprio a parlare dice: Ah! Perché si vota? Poi apri i social e leggi invece quelli che non ne possono più della campagna elettorale, a sentir loro sono sommersi da messaggi, pubblicità, richieste di contatto di ogni…

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