Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (713)

Per il variegato universo delle coalizioni di centrodestra presenti in Europa la vittoria di François Fillon alle elezioni primarie in Francia è una notizia da tenere in grande considerazione, una ottima notizia se vista dalla parte più al centro di tali schieramenti. Fillon è un francese dallo spiccato charme, 62 anni, cattolico, una famiglia numerosa e un passato politico di tutto rispetto. Sarà quindi lui il candidato della formazione dei Repubblicani che contenderà l’Eliseo alla sinistra orfana di Hollande. Con il terzo incomodo del Fronte National della famiglia Le Pen, sicuramente oggi tra i meno contenti di questa affermazione. Le primarie, nonostante fosse la prima volta per la destra, sono state un grande successo numerico, tanta la partecipazione, oltre 4 milioni di francesi hanno espresso la loro scelta, e di assoluto livello è stato il dibattito sui contenuti e sul futuro immaginato della Francia. Dal punto di vista della comunicazione…
Correva l’anno 2013 quando Roberto Maroni conquistava la presidenza della Regione Lombardia a capo della solita variegata coalizione di centrodestra, ma con la bandiera della Macroregione del Nord e al grido Prima il Nord. Un vessillo politico marcatamente padano e che doveva aggregare intorno alle principali regioni settentrionali in mano leghista truppe e progetti per rinverdire una tradizione ideale a corto di argomenti. Il Bobo di Lozza, già barbaro sognante con la ramazza in mano per ripulire il Carroccio dalla sporcizia del passato, prima ancora federalista in tutte le declinazioni, secessionista, teorico della devolution, arriva a Palazzo Lombardia con l’ultimo della serie degli slogan. Onestamente nessuno ci capì molto al di fuori della promessa che il 75% delle tasse dei lombardi sarebbero rimaste nella regione, ma si è rivelato un messaggio efficace, creava il solito bagaglio di sogni e illusioni, una pensata mediatica, di quelle che devono giusto reggere i…
Tutti fermi, o quasi, in attesa dell’esito del referendum. Almeno apparentemente non si registreranno scossoni il 5 dicembre nel centrodestra lombardo, così dicono le veline, ma in politica quello che viene predicato dal pulpito dei partiti non sempre rispecchia la realtà dei fatti che oggi è quella del fuoco che cova sotto la cenere. Il referendum di sicuro non è la partita che vale il campionato, ma può condizionare non poco l’inerzia dei progetti e della attività politica di questo o di quello. Salvini e Parisi si sono schierati nettamente per il No anche se con motivazioni ed obiettivi differenti, più ambigua la posizione di Silvio Berlusconi anche se il grosso di Forza Italia in Lombardia è chiaramente per il No. Se vincesse il No non è però automatico immaginare una rinascita e ricomposizione automatica del centrodestra nella versione che abbiamo sempre visto, come se dovesse vincere il Si non…
Ma cosa succederà il 5 dicembre? Il centrodestra aspetta solo il referendum per dare il via alle danze. Ufficialmente lo schieramento è compatto per il No, in realtà è diviso su tutto. Il tutto ruota intorno a Matteo Renzi, sia che vinca il No sia che vinca il Si. Perché il premier è in difficoltà, a prescindere. Il governo è impantanato, l’Italia non è ripartita, l’immagine e il peso internazionali sono inesistenti, le sabbie mobili nel Pd sempre più estese. A dicembre avremo sicuramente gli elementi che renderanno più chiaro il quadro della situazione e lo spessore delle ambizioni degli attori in campo. L’obiettivo sono le elezioni politiche e la leadership della compagine che sfiderà il centrosinistra. Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, ha ragione Paolo Del Debbio che in una intervista di Pietro Senaldi pubblicata su Libero sostiene che “all'indomani del referendum. Berlusconi farà un congresso hegeliano, uno di quelli…
La storica sede della Lega Nord di Varese nella centralissima piazza del Podestà ha compiuto trent’anni. La prima roccaforte del movimento, da dove tutto è cominciato, fu fondata da Umberto Bossi, Giuseppe Leoni e Roberto Maroni (nella foto) insieme ad altri amici alla fine di novembre del 1986. Una sede che in molti nel movimento trasformerebbero volentieri in un museo del modernariato politico perché ormai si guarda altrove. Tengono banco nuovi slogan, altre linee politiche e soprattutto voglia di Lega Nazionale, lepenista, sovranista, antieuropea. Oggi non è stata solo l’occasione per una rimpatriata intorno ad una torta e a tanti ricordi, ma anche il momento migliore per mandare messaggi politici perentori ad un unico indirizzo, quello di Matteo Salvini. "Rischia di cambiare la Lega? No, rischia di cambiare il segretario, la base non vuole più Salvini, non vuole più uno che ogni giorno parla di un partito nazionale". Sono le…
Volgarmente detta la sindrome del bunker, del tramonto non somatizzato, che accomuna oggi due tra i principali protagonisti della politica degli ultimi anni: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Nel primo caso l’artefice di questo epilogo è il diretto interessato che ha politicizzato il referendum costituzionale del 4 dicembre trasformandolo in un prendere o lasciare sulla sua leadership. Di fatto isolandosi e concentrando sulla sua persona le conseguenze del risultato sul modello del referendum Brexit che ha bruciato David Cameron. Nel secondo caso, il protagonista non ha letto la situazione, come si suol dire, e, sommando a questa evidenza una miriade di altre circostanze affastellatesi nel tempo, è finito all’angolo. Entrambi, spariscono, soccombono oppure con una manovra laterale tentano di rientrare in gioco. Nel caso di Renzi, la carta da giocare saranno le dimissioni tattiche per garantirsi un futuro che non lo emargini e che gli consenta di rifarsi alle prossime…
Tra le regioni europee la Lombardia rappresenta una eccellenza, è la prima per numero di occupati nel settore manifatturiero, la seconda per Pil, la terza per valore aggiunto industriale pro capite, e totalizza un export superiore a quello di intere nazioni come Svezia, Portogallo o Ungheria. Per la Lombardia l’Europa non è un pesante fardello di cui sbarazzarsi senza troppi complimenti, ha problemi sicuramente, ma offre anche tante opportunità concrete. Eusalp, ovvero la Macroregione Alpina, è un esempio in tal senso, è la dimostrazione lampante di come la strategicità dell’Europa sia di importanza fondamentale per la regione lombarda. Ne è convinto il varesino Alberto Ribolla, presidente di Confindustria Lombardia, che al tema ha dedicato un evento coinvolgendo i principali attori istituzionali. Secondo Ribolla «l’Europa rappresenta l'ambito nel quale siamo chiamati ad operare e confrontarci: una grande area politica ed economico-produttiva in competizione con le altre zone continentali del mondo. L'impegno…
"L'Italia ha bisogno di un governo liberale e popolare: questo è il mio mandato e me lo sono dato da solo". Sono le testuali parole di Stefano Parisi, estrapolate da una recente intervista a TgCom24. E’ questa la verità, e fortunatamente aggiungo io, per chi crede possibile in Italia una rigenerazione non solo del centrodestra, ma della politica in generale. E’ uno dalle spalle larghe, dalla lunga esperienza e dalla visione chiara il Parisi in versione politica. E forse proprio per questi motivi Silvio Berlusconi ne ha preso le distanze, di fatto rientrando nei ranghi, preferendo il centrodestra di vecchio conio, quello che guarda a Matteo Salvini e che tiene dentro di tutto e di più di una stagione che solo i diretti interessati ritengono ancora fulgida mentre il paese l’ha già archiviata. Per ora non andando a votare o votando altro. Parisi capisce di comunicazione politica, eccome, e forse…
Me lo ricordo come fosse successo oggi. Metà degli anni settanta, a Milano, alla scuola media dell’Istituto Zaccaria che allora frequentavo. Un compagno di classe litiga con il suo vicino di banco per futili motivi, la discussione tra i due degenera e termina malamente con il lancio dalla finestra dello zaino con dentro libri e quaderni di quello preso di mira dal provocatore. Apriti cielo! Lezione interrotta, ramanzina del professore, nota sul registro, rimproveri severissimi del preside e convocazione dei genitori per stigmatizzare l’accaduto. E il compagno iroso costretto a scuse pubbliche con la promessa di non farlo mai più. Anche perchè in caso di recidiva la pena sarebbe stata di ben altro spessore, fino all’espulsione dall’istituto. Poi però il professore con pazienza e tatto educativo cercava di spiegare a tutti perché non erano tollerati certi gesti e comportamenti e via discorrendo di consigli e incoraggiamenti a guardare avanti senza…

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti