Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

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Il 2017 è cominciato all’insegna delle grandi manovre nella sinistra lombarda in vista delle elezioni regionali del 2018 con l’avvio di una vera e propria campagna d’ascolto ai quattro angoli della Lombardia che porterà “entro l’estate” alla scelta del candidato della coalizione che dovrà vedersela contro Roberto Maroni. A stretto giro è arrivata infatti la dichiarazione del governatore che, senza tanti giri di parole, si rende disponibile a ricandidarsi. "Sono disponibile a correre per un secondo mandato. Abbiamo fatto un buon lavoro - ha spiegato Maroni ai microfoni del Tg3 Regione - confermato anche dal recente sondaggio de 'Il Sole 24 Ore', che mi vede insieme a Luca Zaia sul podio della classifica dei governatori più apprezzati dai cittadini". E ha aggiunto: “faremo un programma per i prossimi cinque anni; chi sottoscriverà quel programma e si impegnerà a sostenermi nella sua attuazione è benvenuto”. Messaggio rivolto ai partiti tradizionali della…
Alla premiata ditta Casaleggio Associati non mancano di sicuro le idee e lo spirito d’iniziativa, i progetti di comunicazione sono infatti sempre molto interessanti e innovativi almeno per l’jniziato e lo specialista. L’ultimo coniglio estratto dal cilindro grillino ha a che fare con la piattaforma Rousseau e, al grido di battaglia “la condivisione fa la forza", è stata presentata oggi da Luigi Di Maio, Paola Taverna e Massimo Bugani in una conferenza stampa al Senato, la nuova funzione "sharing" della suddetta piattaforma. Nella fase di avvio è riservata ai consiglieri eletti nelle istituzioni locali e consentirà, appunto, di condividere gli atti e le pratiche migliori in corso nei comuni e nelle regioni italiane, ad opera dei rappresentanti M5S, che siano alla guida del governo locale o all'opposizione. L'intera piattaforma, dal costo in questo primo anno di "qualche centinaia di migliaia di euro interamente coperti da contributi dei cittadini" ha detto Bugani,…
Che fine farà il capitalismo italiano? Se lo chiede il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd) a margine delle indiscrezioni intorno al prossimo aumento di capitale in Unicredit. Il momento generale è delicato, le notizie di cronaca non sempre positive in ambito finanziario e industriale si susseguono con aggiornamenti quasi settimanali, ma tutto sembra ruotare da un po’ di tempo intorno alle mire dei francesi. La scalata di Vivendi a Mediaset è solo l'ultima della serie in Italia. Ieri Boccia ha denunciato che "c'è un disegno per portare Unicredit in Francia, prendere il controllo di Generali e un pezzo consistente di Mediobanca ". Che in soldoni significa controllare una gran fetta di finanza italiana con quello che ne consegue in termini concreti per l’economia del paese e per gli equilibri di potere in senso generale e trasversale. Lo stesso Boccia ha annunciato che proporrà alla commissione un'indagine conoscitiva sul futuro del…
Da una parte la notizia, ovvero la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria dei progetti ammessi al bando periferie, dall’altra l’inevitabile contorno di polemiche a sfondo politico tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale. Varese infatti finisce a metà classifica, al sessantunesimo posto su centoventi, il suddetto bando come noto premiava i primi ventiquattro, ma nonostante ciò per Varese si concretizzerà ugualmente la possibilità di ottenere i 18 milioni necessari per finanziare il progetto della Giunta Galimberti di risistemazione del comparto delle stazioni. Un quartiere trasandato, dimenticato da anni, con problemi evidenti di degrado e per di più a ridosso del centro. Un pessimo biglietto da visita per chi arriva in città, un quartiere da temere o da evitare per chi ci vive o si trova costretto a passarci, uno spreco di territorio vista l’ubicazione strategica. Per chi ha a cuore il bene della città, non può che far piacere che…
I social network, i media tradizionali sul web, i blog, le piattaforme di messaggistica, per farla breve, qualsiasi tipologia di sito in rete è ormai chiaramente diventato un market place di prodotti politici online. Si trova di tutto, per tutti i gusti e per tutte le culture. Vediamo politici consumati o prossimi candidati a scendere in campo con le loro storie spesso e volentieri preconfezionate dalle segreterie e dagli spin doctor, assistiamo alle chiamate alle armi per le più diverse battaglie politiche, veniamo bersagliati inconsapevolmente da campagne elettorali, petizioni, raccolte di firme per le più disparate cause. Qualcuno riesce pure tra un post promozionale e l’altro, tra un tweet autocelebrativo e l’altro a dare indicazioni e proposte, nonché sponsorizzare candidati per congressi ed elezioni o a stigmatizzare limiti e pregi di avversari e alleati. Una vera e propria Torre di Babele nella quale molte volte è difficile districarsi e discernere.…
Tra pochi giorni, a maggio, cade il trecentesimo della nascita di Maria Teresa d’Austria. Un nome e un periodo storico che non lasciano di sicuro indifferenti i milanesi e i lombardi. Un lungo regno il suo, dal 1740 al 1780, quattro decenni che per Milano hanno significato molto in termini positivi e che hanno lasciato nella popolazione un ottimo ricordo nonostante la successiva austrofobia del risorgimento e la omologazione politica, sociale e culturale dell’Italia unita. Maria Teresa non lasciò tracce personali, non venne mai a Milano, i ricordi sono legati al suo buongoverno, alla stabilità, all’ordine. In quei decenni furono poste le basi per la Milano moderna. Il seicento, con la fallimentare dominazione spagnola e le pestilenze, aveva fiaccato la città, la popolazione risultava addirittura dimezzata rispetto al passato oltre che impoverita. L’ennesima dominazione straniera, questa volta austriaca, avrebbe invece innescato di lì a poco un volano virtuoso, una specie…
Rileggendo le cronache di un paio d’anni fa, alla vigilia dell’apertura di Expo e della lunga stagione che avrebbe proiettato la migliore immagine di Milano nel mondo, la moltitudine dei milanesi e dei lombardi conveniva bipartisan sul fatto che quella operazione sarebbe stata l’ultima o forse l’unica vera occasione di rilancio della città, dell’Italia intera e non solo per quanto riguardava l’aspetto economico. Una opportunità, insomma, da non perdere ad ogni costo, pena il declino irreparabile. A questo auspicio, peraltro assolutamente fondato, si legavano infiniti timori sul dopo, una manifestazione in grande stile, volano di tante eccellenze, ma con il rischio che potesse rivelarsi alla fine solo un illusorio fuoco di paglia. Una operazione di marketing o poco più e nel 2016 tornare tutto come prima. Non è stato così, anzi. Milano, intesa come città-regione si è rimessa in moto, il rullo compressore ambrosiano gira che è un piacere, i…
Va in archivio un anno particolarmente caldo per la politica nazionale e locale e già senza ombra di dubbio è possibile immaginare un 2017 con una temperatura ancora più torrida. Mentre a sinistra si cerca di capire come sarà impostata la riscossa di Matteo Renzi e quali saranno nel concreto le sue strategie per cercare di non perdere l’ultimo treno per riconquistare il centro del potere tramite le elezioni politiche prossime venture, nel centrodestra impera la confusione massima. Sulla sponda del fiume, verrebbe da dire, è accomodato il M5S. Puntando l’attenzione, come nostra abitudine, sul centrodestra, la centrifuga politica del 2016 ci consegna diversi elementi e chiavi di lettura per interpretare la situazione e i futuri scenari. Un quadro che andrà evolvendosi nei prossimi mesi da una parte come conseguenza degli sviluppi sul fronte della elaborazione della legge elettorale e dall’altra in funzione delle manovre tattiche di leader già noti…
Berlusconi? C’era una volta Silvio Berlusconi. E’ innegabile che il futuro del centrodestra incroci oggi più che mai le sorti del dinosauro di Arcore. Cambio della guardia a Palazzo Chigi, si insedia Paolo Gentiloni e il nostro si affretta a commentare: “sia chiaro che noi ci siamo su tutto, a cominciare da Mps, auguri di buon lavoro”. Era già così anche prima, lo sappiamo, ma con il senno del poi ne abbiamo avuto la certezza. Sul perchè del comportamento tiepido nei confronti del No al referendum ormai ci sono solo certezze. E solo per rimanere all’ultimo capitolo della saga quasi triennale del Nazareno, patto o non patto che ci sia stato. Berlusconi, o meglio, le sue aziende sono sotto scacco, guarda caso da un’ora dopo la caduta di Renzi. Evidentemente c’era una vera e propria alleanza mai dichiarata, tra un Renzi garante di uno status quo che teneva in vita…
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