Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (701)

Piuttosto complicata la vita per il segmento moderato del centrodestra in cerca di rigenerazione e rilancio. Di quella che fu Forza Italia, oggi in vita solo di nome. Un tira e molla tra il titanic veteroberlusconiano del cerchio magico di Arcore e della dirigenza reduce da tutte le battaglie del ventennio del Cavaliere e i tentativi di chi cerca di uscire con proposte e progetti innovativi dalle sabbie mobili di una azione politica senza più slancio e idee. Il minimo comune denominatore è il NO alla riforma renziana, ovvero a Matteo Renzi. Tra un ricovero e un malore, Berlusconi ha ricucito con Salvini e Meloni e proprio sul No al referendum costituzionale è basata la riscossa politica della coalizione e un nuovo patto con obiettivo le elezioni. Una convergenza nata per conseguenza di un altro No forte al referendum, quello di Parisi. Opportuno quindi per Berlusconi mettersi in mezzo e…
La seconda o forse la terza tappa del tour in giro per l’Italia di Stefano Parisi è stata dedicata a Varese lunedi sera. Non è un caso, la città all’ombra del Sacro Monte è sempre stata un crocevia importante per le sorti del centrodestra. Inevitabile tastare il terreno e capirne i sentori. Qui sono nati partiti e movimenti, tante formule e alleanze sono state provate proprio da queste parti per non parlare di una intera generazione politica andata poi ad occupare spazi di rilievo altrove, dalla regione al governo. C’era tanta gente come non se ne vedeva da tempo immemore alle riunioni del centrodestra, molta Forza Italia, i ciellini, tanti centristi in cerca d’autore, lìberali in sonno, amministratori locali. Tutti addetti ai lavori o comunque vicini alla politica. E’ un tour motivazionale quello di Parisi, mascherato pudicamente dalla volontà di ascoltare, di raccogliere suggerimenti e perché no, nuovi seguaci. E’…
L’ultimo ed ennesimo referendum antifrontalieri dello scorso settembre è rientrato nella giusta dimensione dopo le veementi polemiche a caldo del mondo politico lombardo. Dai proclami bellicosi si è passati ad una amabile trasferta bellinzonese in ottica pubbliche relazioni del governatore lombardo Roberto Maroni accompagnato per l’occasione dall’assessore regionale Francesca Brianza. Le conseguenze del referendum saranno minime e non immediate, in realtà si è trattato di una operazione di comunicazione e marketing politico in chiave demagogica e populista di alcuni partiti ticinesi che di questi argomenti ci campano. Sulla questione conta Berna e non Bellinzona ed il governo elvetico sappiamo bene di che avviso è, ovvero quello di non toccare i bilaterali. Qualche concessione ci potrà anche essere, qualche interpretazione e provvedimento locale pure, ma la sostanza non cambierà. Viceversa per la Lombardia sta diventando più urgente affrontare il tema reshoring industriale. Da Armani in poi, sono già diverse le aziende…
Ho incontrato poco fa in un bar di Milano un noto magistrato, di quelli che finiscono spesso sulle pagine dei giornali. Lo conosco di vista o forse un po’ di più, quel tanto che basta per poter condividere quattro chiacchere e un caffè in una pausa tra i rispettivi impegni. Mi sembra un fiume in piena, più loquace del solito, addirittura indignato e la cosa mi colpisce perché è un signore che ne ha viste di tutti i colori nei palazzi di giustizia nel corso della sua ormai lunga esperienza. Parla del recente caso “Malpensa”, nel senso dell’inchiesta sulle tangenti per il collegamento ferroviario tra il terminal 1 e il terminal 2 di Malpensa, insomma dell’ennesimo malaffare venuto a galla. Ha sentito alla radio o letto da qualche parte quello che un giornalista di cui non ricordo il nome ha giustamente stigmatizzato come fatto deleterio del nostro corrente costume, ovvero…
I retroscena valgono per quel che sono, ma spesso e volentieri dettano l’agenda politica. Di Forza Italia, nel caso che andiamo a raccontare. Il partito c’è o non c’è? Se a livello di base, nel territorio come si suol dire, ha dato prova e da continuamente prova di reggere bene la linea del Piave e di organizzare pure qualche riuscita sortita, a livello nazionale regna la confusione. Il leader de facto Silvio Berlusconi è sostanzialmente sparito dalla scena politica e mediatica a far tempo da giugno, dall’operazione al cuore. Da lì in poi sono nati i retroscena intorno a tanti fatti più o meno reali o addirittura presunti avvenuti tra Arcore e le stanze del partito in giro per l’Italia con inevitabile sproloquio incessante di leader e leaderini. Non si conoscono con esattezza le condizioni di salute dell’ex premier, chi lo ha incontrato nelle ultime settimane lo ha trovato bene,…
Ci risiamo. A fasi alterne, per quanto riguarda la politica, e con alterne fortune, per quanto riguarda la destinazione d’uso, la storia di Varese si è sempre intrecciata con quella delle sue ville. La fu città giardino, disseminata di centinaia di villini e ville di delizia costruite nei secoli, ha dovuto sempre fare i conti con questa pregevole, ma ingombrante presenza. Non sempre appunto valorizzata al meglio, anche dal punto di vista turistico. Ora è il turno di Villa Torelli Mylius, una residenza non certo scenografica come tante altre, ma immersa in un grande parco secolare come pochi ce ne sono e per di più in centro. Finita recentemente al Comune grazie al lascito Babini Cattaneo. Tra idee e suggestioni più o meno fantasiose alla fine la precedente maggioranza di centrodestra individuò nella Fondazione Marchesi, nata appunto per iniziativa del celebre chef Gualtiero, la migliore opzione di interesse sociale e culturale…
Le province, queste sconosciute, per non parlare delle elezioni provinciali, non pervenute. Venerdi pomeriggio in centro a Varese, due giornalisti in erba, milanesi peraltro, giusto per non influenzare l’ambiente, hanno intervistato cento varesini a caso, non uno di più e non uno di meno. Nessuno o quasi era a conoscenza delle imminenti elezioni provinciali, ben il 96% dei contattati è infatti caduto dalle nuvole, un terzo di questi ha pure risposto con insofferenza e con qualche nemmeno tanto velato insulto, rivolto alla casta, non ai giornalisti. Dei quattro che sapevano di cosa si stava parlando, due erano consiglieri comunali in piccoli centri alle porte della città e quindi informati per dovere. Solo due cittadini su cento risultavano invece al corrente delle suddette elezioni. Ma al secondo step dell’intervista, ovvero quello sui dettagli, sulle liste, sul sistema di voto, sui nomi, manco a parlarne, nebbia fitta. Della serie, le province non…
La recente questione del discutibile prestito concesso dalla Fondazione Molina di Varese, una casa di riposo, all’emittente televisiva locale varesina Rete 55 e le conseguenti polemiche che hanno finito per coinvolgere altre testate come Varesenews, destinataria nel suo caso di contributi della Camera di Commercio varesina e di altri, ha di nuovo acceso i riflettori sulla editoria, quella a diffusione locale, sulla indipendenza delle testate, sulla loro sostenibilità economica, sul ruolo e sul futuro dei giornalisti che vi collaborano. Al netto di pochi giornali a diffusione nazionale, editati in forma cartacea e digitale, che riescono a gran fatica, e chissà ancora per quanto, a mantenere strutture e dipendenti e a far quadrare i bilanci, il settore appare sostanzialmente decotto e senza sbocchi e proprio nel locale. La battaglia per la sopravvivenza è disperata, il futuro avvolto nella nebbia perché se il declino dell’ultimo quindicennio dovesse, come sicuramente sarà, proseguire come…
Silvio Berlusconi compie oggi, 29 settembre 2016, ottanta anni. Alla sua età gran parte di chi ha vissuto ai vertici, in politica, nell’imprenditoria o in una qualsiasi altra attività umana, se ancora di questo mondo, se la passa egregiamente e tranquillamente in qualche rifugio da pensionato dorato. Berlusconi invece è ancora un fatto di cronaca, un protagonista sulla scena e non appunto argomento per libri di storia. Non so se gli storici e gli analisti saranno generosi con lui, il ventennio e oltre ai vertici della coalizione del centrodestra a geometrie variabili e di cui per oltre nove al governo sono infatti un rosario di occasioni mancate, di rivoluzioni annunciate, di riforme a metà, di leggi discutibili, di ripresa mai decollata, per non parlare di scandali e scandaletti vari, eppure, se dovessimo tirare delle conclusioni, dal fronte moderato non si può che affermare come dice l’inno forzista “meno male che…

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