Claudio for Expo

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Editoriale

Editoriale (731)

Tra i commenti più frequenti che abbiamo ascoltato dopo la vittoria di Donald Trump svetta sicuramente quello semplicistico, ma altrettanto veritiero, della vittoria del popolo contro le élite. Queste ultime, immerse in una bolla di privilegi e di certezze, di potere reale ed esibito, per niente toccate dalla o dalle crisi dell’ultimo decennio, non hanno letteralmente capito nulla e stentano ancora adesso, a freddo, a comprendere con esattezza quello che è successo. Una rivoluzione, non un semplice avvicendamento di élite al governo del Paese. La concatenazione dei fatti, sempre letta in chiave semplicistica, ma efficace, recita: prima le élite governano impoverendo il popolo, poi esprimono un candidato mediocre "tanto quell'altro fa schifo", infine si meravigliano quando il popolo le punisce. E’ la democrazia, bellezza, per parafrasare Hillary Clinton, ma soprattutto è il suffragio universale a fare la differenza e a sancire il principio che è il popolo ad essere sovrano.…
Si chiude finalmente il sipario sulle elezioni negli Stati Uniti, arrivate alla fine di una delle peggiori campagne elettorali che si ricordino a memoria d’uomo. Oggi sembra di rileggere e risentire i commenti del dopo Brexit, ma i toni sono più duri, lo sgomento e la rabbia sono ancora più palpabili nel variegato mondo degli irritati ed irritabili avversari di Trump di casa nostra. Quasi tutti collocati a sinistra ovviamente. Ci si ostina a non capire, si bolla il magnate americano con i peggiori epiteti, un pericoloso fomentatore di odio e di paure, un volgare razzista, un populista nel senso becero del termine, in realtà è tutta gente che non sa di che cosa sta parlando, che sbraita solo per esorcizzare la propria miopia storica e politica. Nei social si riversa lo sfogo di una sinistra che ha letteralmente perso il contatto con il mondo reale e che non si arrende…
Nella Padania che fu ha tenuto banco nelle ultime settimane un dibattito dai toni piuttosto aspri sul futuro della Lega, un confronto tra chi ne vuole fare un partito della nazione a trazione lepenista ben collocato a destra e di taglio populista, Matteo Salvini, e chi la vuole invece ben radicata al Nord e ai collaudati dettami dell’autonomia e del federalismo bossiano, Roberto Maroni in primis. La questione non è di lana caprina e va ben al di là dei comprensibili contrasti interni per la conquista della leadership. Prima di qualsiasi resa dei conti sul futuro della linea politica del Carroccio, che sarà con grande probabilità risolta in occasione del prossimo congresso, il dibattito politico incrocia la scadenza del referendum costituzionale di dicembre. Il centrodestra è per la quasi totalità schierato per il No, la Lega su questo argomento è da sempre su posizioni molto chiare e nette. Ma forse…
Tra le misure contenute nella legge di Bilancio da poco approdata in Parlamento, quelle che fanno più discutere sono le disposizioni che mirano ad accrescere l’attrattività del nostro Paese all’estero garantendo sconti e agevolazioni ai ricchi stranieri che decidono di rilocalizzarsi, agli investitori e ai filantropi, così come già previsto anche da altre legislazioni europee. Per far girare l’economia, per farla ripartire, occorre pensarle proprio tutte e questa misura, voluta fortemente dal ministro Pier Carlo Padoan, va in quella direzione. C’è chi parla di ennesimo favore per una certa categoria di soggetti, i super ricchi, in realtà la decisione è realistica, pragmatica e sicuramente non ideologica. Nel merito della questione è prevista quindi una interessante tassazione agevolata a forfait per i ricchi contribuenti stranieri che decidono di spostarsi in Italia. La tassa fissa prevista è di 100mila euro ed è destinata appunto a chi decide di portare la residenza nel…
Stavolta tocca a Raffaele Cattaneo finire sotto i riflettori non benevoli di rete55. Dopo i ben noti e duri attacchi personali al povero Andrea Badoglio recentemente scomparso, la pubblicazione reiterata e maliziosa del curriculum vitae di Nino Caianiello, le insinuazioni sulla gestione di Ciro Calemme ad Aspem Reti, le bordate acrimoniose contro l’ex candidato sindaco di Varese Paolo Orrigoni, per non parlare della vera e propria offensiva mediatica contro alcuni organi di stampa locali come Varesenews, ora le attenzioni della coppia di fatto Rete55-Lega Civica sono puntate sul presidente del consiglio regionale. Reo evidentemente di aver sollevato a suo tempo la questione e il relativo polverone sul chiaccherato prestito obbligazionario concesso dalla Fondazione Molina di Varese alla suddetta emittente televisiva. Stavolta si vagheggia di scenari futuribili e altrettanto improbabili sulle prossime elezioni regionali che vedrebbero schierato Cattaneo nella Lista Maroni. Scenari che peraltro stanno prendendo una ben nota piega e che…
A Milano e a Varese, questi ultimi giorni passeranno alla storia per l’ennesimo inciampo in cui è incorsa la politica a scapito di credibilità, sincerità, trasparenza. Dal patto con Milano al pacco con Milano, verrebbe da dire. Fondi promessi solo poche settimane fa e, salvo Human Technopole, spariti dalla Legge di Bilancio. Con i conseguenti problemi che sorgeranno per la società di expo che senza quei fondi è destinata al fallimento e per la realizzazione del campus dell’Università Statale che senza quelle risorse è destinato a finire nel libro dei sogni. Forse ha ragione Basilio Rizzo, storico esponente della sinistra milanese in consiglio comunale, che afferma: “sembra che Renzi voglia tenere Milano sulla corda, per obbligarla a schierarsi sempre più col governo in vista del referendum. Invece di farsi tenere al guinzaglio e chiedere elemosine, Sala abbia uno scatto d'orgoglio”. E’ una ragione sicuramente credibile, ma non l’unica. Il referendum…
A che punto è il cantiere della rigenerazione del centrodestra? Al netto della campagna referendaria per il No che magicamente ha compattato la quasi totalità della coalizione del centrodestra che fu, un vero e proprio miracolo renziano, è già tempo di tirare qualche somma. I partiti sono in disarmo, i centristi sono in libera uscita, Forza Italia aspetta l’ennesimo ritorno sulla scena di Silvio Berlusconi per esorcizzare la paura di tanti che difficilmente saranno ancora in grado di battere un colpo, ma il Cavaliere si porta dietro il logorio di un ventennio sulla scena, per non parlare dell’età avanzata e di qualche contrattempo di salute di troppo. Un coacervo di problemi e limitazioni che sta lentamente arenando la vecchia e gloriosa corazzata di Arcore. La Destra è sostanzialmente sparita e il poco che resta è ormai al traino della Lega sempre più lepenista e sempre meno federalista ed autonomista. Ovvero…
E’ morto domenica Andrea Badoglio, 46 anni, già candidato sindaco alle recenti elezioni amministrative di Varese per conto di una lista civica da lui stesso fondata e organizzata, Varese Civica. E' stato trovato questa mattina presto in casa sua dal fratello e dalla madre che erano andati a cercarlo preoccupati per il prolungato silenzio. Era riverso nel suo letto, deceduto per cause apparentemente naturali e sulle quali comunque indaga la procura. In questo anomalo e tormentato 2016 varesino connotato da una campagna elettorale molto accesa, spesso dai toni scomposti e da un dopo non da meno, l’Andrea è sempre stato anche suo malgrado al centro dell’attenzione. Noto ai più per le battaglie contro usura e racket, fatte sempre all’ombra delle associazioni del caso, con una storia tormentata alle spalle, il desiderio di un riscatto sociale che si è concretizzato negli ultimi anni in una innumerevole serie di impegni culturali e non, anche…
Le barricate di Goro sono più di un segnale. Che purtroppo rimarrà disatteso e la spirale involutiva delle conseguenze generate dal fenomeno immigrazione continuerà inesorabile. Nel fastidioso chiacchericcio mediatico l’Italia benpensante e politicamente corretta ha puntato il dito, ha giudicato. Quella Italia che per intenderci fa la carità con i soldi degli altri, quella dei buoni samaritani che tendono la mano a qualsiasi sventurato purchè sia ospitato altrove, quella di chi giustifica qualunque fenomeno mondiale con le colpe dell’Occidente, per non parlare dei cultori dell’integrazione ad oltranza come risorsa per il futuro, dei predicatori della decrescita felice, dei radical chic che hanno trovato argomenti per i loro dibattiti spocchiosi in torri d’avorio ben difese e via discorrendo. Un manipolo di rozzi pescatori di vongole senza sentimenti, secondo appunto l'opinione comune, ha innalzato muri contro una dozzina di donne e bambini africani destinati ad occupare alcune stanze requisite dal prefetto ad un ostello…
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