Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Editoriale

Editoriale (713)

Ci risiamo. A fasi alterne, per quanto riguarda la politica, e con alterne fortune, per quanto riguarda la destinazione d’uso, la storia di Varese si è sempre intrecciata con quella delle sue ville. La fu città giardino, disseminata di centinaia di villini e ville di delizia costruite nei secoli, ha dovuto sempre fare i conti con questa pregevole, ma ingombrante presenza. Non sempre appunto valorizzata al meglio, anche dal punto di vista turistico. Ora è il turno di Villa Torelli Mylius, una residenza non certo scenografica come tante altre, ma immersa in un grande parco secolare come pochi ce ne sono e per di più in centro. Finita recentemente al Comune grazie al lascito Babini Cattaneo. Tra idee e suggestioni più o meno fantasiose alla fine la precedente maggioranza di centrodestra individuò nella Fondazione Marchesi, nata appunto per iniziativa del celebre chef Gualtiero, la migliore opzione di interesse sociale e culturale…
Le province, queste sconosciute, per non parlare delle elezioni provinciali, non pervenute. Venerdi pomeriggio in centro a Varese, due giornalisti in erba, milanesi peraltro, giusto per non influenzare l’ambiente, hanno intervistato cento varesini a caso, non uno di più e non uno di meno. Nessuno o quasi era a conoscenza delle imminenti elezioni provinciali, ben il 96% dei contattati è infatti caduto dalle nuvole, un terzo di questi ha pure risposto con insofferenza e con qualche nemmeno tanto velato insulto, rivolto alla casta, non ai giornalisti. Dei quattro che sapevano di cosa si stava parlando, due erano consiglieri comunali in piccoli centri alle porte della città e quindi informati per dovere. Solo due cittadini su cento risultavano invece al corrente delle suddette elezioni. Ma al secondo step dell’intervista, ovvero quello sui dettagli, sulle liste, sul sistema di voto, sui nomi, manco a parlarne, nebbia fitta. Della serie, le province non…
La recente questione del discutibile prestito concesso dalla Fondazione Molina di Varese, una casa di riposo, all’emittente televisiva locale varesina Rete 55 e le conseguenti polemiche che hanno finito per coinvolgere altre testate come Varesenews, destinataria nel suo caso di contributi della Camera di Commercio varesina e di altri, ha di nuovo acceso i riflettori sulla editoria, quella a diffusione locale, sulla indipendenza delle testate, sulla loro sostenibilità economica, sul ruolo e sul futuro dei giornalisti che vi collaborano. Al netto di pochi giornali a diffusione nazionale, editati in forma cartacea e digitale, che riescono a gran fatica, e chissà ancora per quanto, a mantenere strutture e dipendenti e a far quadrare i bilanci, il settore appare sostanzialmente decotto e senza sbocchi e proprio nel locale. La battaglia per la sopravvivenza è disperata, il futuro avvolto nella nebbia perché se il declino dell’ultimo quindicennio dovesse, come sicuramente sarà, proseguire come…
Silvio Berlusconi compie oggi, 29 settembre 2016, ottanta anni. Alla sua età gran parte di chi ha vissuto ai vertici, in politica, nell’imprenditoria o in una qualsiasi altra attività umana, se ancora di questo mondo, se la passa egregiamente e tranquillamente in qualche rifugio da pensionato dorato. Berlusconi invece è ancora un fatto di cronaca, un protagonista sulla scena e non appunto argomento per libri di storia. Non so se gli storici e gli analisti saranno generosi con lui, il ventennio e oltre ai vertici della coalizione del centrodestra a geometrie variabili e di cui per oltre nove al governo sono infatti un rosario di occasioni mancate, di rivoluzioni annunciate, di riforme a metà, di leggi discutibili, di ripresa mai decollata, per non parlare di scandali e scandaletti vari, eppure, se dovessimo tirare delle conclusioni, dal fronte moderato non si può che affermare come dice l’inno forzista “meno male che…
Un mese di settembre davvero bollente per la politica italiana e lombarda volge al termine ed è inevitabile non farne una sintesi generale. Il re è nudo e parliamo dei Cinque Stelle, la piega che ha preso la telenovela romana, quintessenza di quel partito, non è solo la conferma di quanto ormai tutti temevano, ma l’antipasto di quello che il futuro ci potrebbe riservare se gli elettori dovessero confermare la propria preferenza ai grillini anche alle politiche. Lo scivolone romano non trova giustificazioni razionali di nessun tipo, le motivazioni sono chiarissime e derivano da un impasto rivelatosi deleterio, fatto di improvvisazione, ignoranza e presunzione. Quella di presentarsi come facce pulite e nuove e magari per qualcuno pure competenti è ormai una favola simile ad un disco rotto. Non stiamo vedendo niente di tutto ciò, ma semplicemente prendiamo atto di una accozzaglia di personaggi in cerca d’autore che con fare goliardico…
Matteo Renzi di nuovo oggi a Milano per una serie di impegni tra i quali la presentazione, ancora al Piccolo Teatro, di un nuovo capitolo del progetto Human Technopole. In questa occasione però si è cercato finalmente di passare dalle parole ai fatti. Il decreto che definisce risorse e modalità per la gestione del progetto, come promesso due settimane fa, è stato effettivamente firmato dal governo e ora l’operazione è pronta a partire. Il premier punta su Milano, "Milano prende per mano il Paese e lo porta nel futuro", ha detto oggi pomposamente, ma forse, oltre al Paese, la metropoli milanese, secondo i suoi auspici, dovrebbe prendere in mano anche il governo da lui presieduto in evidente affanno su tanti fronti. In nessuna altra parte d’Italia qualsiasi progetto piccolo o grande che sia, epocale o di ordinaria amministrazione, passa dalla teoria alla realizzazione in tempi rapidi e prefissati come all’ombra…
Si alza il tono dello scontro politico in Italia dopo il referendum ticinese che di fatto manda un messaggio chiaro di chiusura prima a Berna e poi all’Europa. Il Ticino alza il muro per l’ennesima volta, mette in difficoltà i negoziati con la Ue e soprattutto rende incandescente il di per sé non facile confronto nella politica lombarda e italiana sull’argomento. Lega contro sinistra soprattutto, in realtà uno scontro per cercare alibi a fallimenti reciproci nella politica in generale nelle aree transfrontaliere. Un rimpallo di responsabilità stucchevole che vede i frontalieri e i cittadini lombardi in genere, spettatori inermi, irritati, delusi, preoccupati, in balia di eventi che sembrano nel limbo di trattative internazionali mai decollate. Intendiamoci, il tempo giocava, ha giocato e giocherà anche nelle prossime settimane a favore dell’Europa, la Svizzera si sta facendo male da sola, in altro articolo abbiamo spiegato le conseguenze del far saltare i bilaterali.…
Il referendum (svizzero) il giorno dopo mette in scena solo polemiche, commenti, chiacchere politiche perché al momento, e forse mai, succederà niente di concreto. La partita vera si giocherà intorno a febbraio, come abbiamo spiegato ieri in un altro articolo, e l’attenzione è quindi puntata sul compromesso che andrà trovato tra Svizzera e Ue sulla libera circolazione delle persone in seguito al referendum del 2014, cercando di non compromettere i bilaterali. L’Udc elvetica, con il sostegno della Lega dei Ticinesi, ha però complicato le cose sul campo della tecnica negoziale. Dopo un referendum che di fatto eleva un muro contro la libera circolazione delle persone, non puoi sederti come se niente fosse successo ad un tavolo a trattare e per giunta in una fase di trattative in cui gli sherpa di ambedue i fronti stanno cercando faticosamente punti condivisi. Un macigno che rischia di affondare le trattative o riportarle come…
In Canton Ticino il referendum "Prima i nostri" è stato accettato, mentre il controprogetto del Governo è stato bocciato. L’altro referendum "Basta con il dumping", è invece stato bocciato, mentre il controprogetto del Governo ha raccolto i favori dell’elettorato. Un risultato se vogliamo scontato visto il taglio populista e demagogico della campagna elettorale e la deriva in materia che si trascina da anni e che in Ticino è diventata prettamente politica. La situazione è però molto complessa, va ben al di là di questa tornata referendaria e va interpretata con molta attenzione per non tirare facili conclusioni e fare confusione. Facciamo ordine. “Prima i nostri”, sostenuto da Udc e Lega dei Ticinesi, propone, come noto, l'introduzione della “preferenza indigena”, con la conseguente abolizione “dell'effetto di sostituzione” tra lavoratori provenienti dall'estero e residenti, e con applicazione dei punti centrali della votazione nazionale del febbraio 2014. “Basta con il dumping salariale in Ticino”,…

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