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Dopo Expo: pubblicato il bando. Progetto da due miliardi

Scritto da Elisabetta Soglio

Una gara internazionale e un contratto “misto” che assegni l’appalto per disegnare il masterplan del post Expo e allo stesso tempo individui un concessionario che per 50 anni avrà un diritto di superficie su parte dell’area. Il bando è stato pubblicato ieri mattina da Arexpo, verrà presentato il 10 gennaio a Milano e il giorno dopo a Londra. Per la prima volta, si quantifica anche il valore dell’operazione di destinazione dell’intera area: due miliardi di euro, esclusi i maxi-progetti di Human Technopole e del campus universitario della Statale.

Andiamo con ordine. La società Arexpo, proprietaria del milione di metri quadrati di terreni su cui si è svolta l’esposizione, deve individuare il soggetto che svilupperà il masterplan del Parco della Scienza, del sapere e dell’Innovazione. Chi, insomma, dovrà prevedere come cambierà quella parte di città, quali servizi saranno ospitati, dove sarà il verde, cosa e come sarà collocato oltre a Human Technopole (la città delle scienze della vita progettata inizialmente da Iit di Genova e ora affidata ad un comitato di esperti nominato dal Governo) e ai dipartimenti scientifici della Statale. Per andare oltre questo strumento di programmazione, Arexpo ha scelto il modello molto usato nel sistema anglosassone della gara mista: il concessionario garantirà concretezza al disegno e gli darà attuazione sempre in partnership con la società proprietaria dei terreni. Alcuni operatori internazionali, sondati negli scorsi mesi a livello informale e come prevede il codice degli appalti, avrebbero dimostrato interesse per l’operazione: «Il tipo di gara e i tempi che abbiamo dato — spiega l’amministratore delegato di Arexpo, Giuseppe Bonomi — mirano a incentivare una aggregazione fra più operatori perché è evidente che nessuno può racchiudere in sé tutte le competenze del bando di gara». Servono infatti l’intervento di una società di sviluppo immobiliare, di un advisor industriale e magari anche di una impresa di costruzione o di società finanziarie interessate all’investimento. Per la prima fase della gara (quella per chi dovrà fare il masterplan con un piano economico) è fissato un corrispettivo di 3 milioni e verrà aggiudicata al ribasso. A quel punto, dopo che la società avrà verificato i requisiti di chi si farà fatto avanti e avrà spedito una lettera di inviti, si partirà con la seconda fase, quella della concessione: il prezzo del canone annuale non è ancora stato fissato e, in questo caso, l’assegnazione avverrà al rialzo.

Il concessionario potrà sviluppare un’area da un minimo di 250 mila metri quadrati a 480 mila, massimo edificabile previsto dall’accordo di programma del Comune di Milano: Ht e Statale figurano infatti come aree a standard e i rimanenti 440 mila metri sono riservati al verde. In quegli spazi arriveranno le aziende che si sono già interessate allo sviluppo dell’area, ma ci sarà anche bisogno di servizi ricreativi, culturali, di ristorazione e residenziale per gli studenti e gli operatori che studieranno e lavoreranno nella zona. «Nostro obiettivo — commenta il presidente di Arexpo Giovanni Azzone — è di realizzare un progetto che non ha uguali in Italia e che si potrà confrontare con gli esempi più virtuosi di trasformazione urbana internazionali».

*originariamente pubblicato su Il Corriere della Sera, www.corriere.it

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