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ZES: mozione per spronare Roma e dare seguito a legge regionale

Scritto da Redazione

Torna all’ordine del giorno in Lombardia la Zona Economica Speciale (ZES) a favore dei territori di confine. Se ne torna a parlare a proposito di una mozione inviata ai comuni della provincia di Varese ai fini di un approvazione volta a spronare la Camera dei Deputati a dare seguito alla proposta di legge al Parlamento licenziata dal Consiglio regionale lombardo l'8 luglio 2014. Queste le parole del consigliere regionale di Forza Italia Luca Marsico: «L'invito è che tutti i comuni della Provincia di Varese possano, al più presto, dare approvazione alla mozione per l'individuazione di una zona economica speciale (ZES) nei territori di confine con la Svizzera per dare un segnale deciso alla Camera dei Deputati dove la proposta di legge al Parlamento giace dal luglio 2014 quando il Consiglio regionale lombardo l'ha licenziata impegnando sul tema Roma.

La Zona Economica Speciale porterebbe, se applicata, vantaggi nelle aree territoriali della Lombardia confinanti alla Svizzera, al fine di creare condizioni favorevoli in termini doganali, fiscali, finanziari e amministrativi per favorire l’insediamento nelle ZES di aziende che svolgono attività d’impresa e per promuovere lo sviluppo economico e l’occupazione: un vantaggio che, grazie ad un mio emendamento, si era esteso pure alle aree territoriali limitrofe all'aeroporto di Malpensa.

Se, come mi auguro i comuni daranno un segnale forte a Roma si potrà pensare di dare applicazione ad un provvedimento necessario e fondamentale per le province di confine come Varese o Como: un lavoro in sinergia portato avanti assieme al sottosegretario Fermi per tutelare i nostri territori e dare loro nuovo vigore attraverso questa misura.»

 

Allegato:

Relazione Illustrativa

L’Italia è uno dei Paesi della Comunità europea che maggiormente sta soffrendo le conseguenze della crisi economico-finanziaria che perdura oramai dal 2009. Analogamente a quanto accade in altre nazioni, anche l’Italia ha dovuto realizzare un intenso programma di tagli alla spesa indispensabili per evitare il default. È evidente però che un programma di austerità per risultare efficace deve essere necessariamente accompagnato da misure che favoriscano la crescita economica e, con essa, la realizzazione di nuovi investimenti. In questa direzione si inserisce l’opportunità di individuare e creare delle Zone economiche speciali (ZES). Una ZES è un’area all’interno di una Nazione in cui, per le peculiarità di quello specifico territorio, sono adottate specifiche agevolazioni fiscali, economiche e finanziarie. L’idea alla base di una zona economica speciale è quello di agevolare una rapida crescita economica.

In Italia esistono le condizioni ideali per l’istituzione di ZES in diverse aree del Paese (si veda, in proposito, l’iniziativa legislativa parlamentare promossa dalla Regione Calabria per l’istituzione di una ZES nel distretto logistico industriale della Piana di Gioia-Tauro – A.S. 894) e una di queste è certamente quella di confine tra la Regione Lombardia e il Canton Ticino.

Questa zona soffre la concorrenza diretta delle opportunità di investimento che la Svizzera offre e che attrae sia nuovi investimenti che stimola la delocalizzazione di attività produttive situate nelle province di Como e Varese.

L’istituzione di una ZES in Lombardia appare, dunque, una ricetta utile per favorire l’attrattività verso gli investitori anche esteri, mantenendo al contempo il tessuto produttivo, l’occupazione, la competitività e lo sviluppo dei settori industriale e manifatturiero che costituiscono la spina dorsale dell’economia lombarda. Anche da un punto vista delle entrate fiscali il saldo sarebbe comunque positivo essendo lo stesso garantito dal presumibile aumento dell’indotto in conseguenza del rilancio delle attività d’impresa nelle zone ad economia speciale.

E’ su questi presupposti, e per la peculiarità di questa zona di confine, che il Consiglio Regionale lombardo, l’8 luglio 2014, ha approvato una proposta di Legge per il Parlamento relativa alla istituzione di una “Zone Economiche Speciale” per i territori confinanti con la Svizzera che non può non essere sostenuta dai territori interessati.

Tale necessita trova oggi ancor più consistenza considerato il degradante clima di relazioni con il Cantone Ticino, territorio che sicuramente continuerà ad offrire opportunità ed agevolazioni per chi vuole “fare impresa” rispetto a quelle presenti in Italia. Questo gap risulta ovviamente ancor più evidente per coloro che vivono e lavorano nelle aree di confine ove l’istituzione di una Zona Economica Speciale potrebbe essere un vero strumento di rilancio economico ed occupazionale.

MOZIONE

Oggetto: Mozione per l’individuazione di una zona economica speciale nei territori di confine con la Confederazione Elvetica

Premesso che

Il Canton Ticino, lo scorso fine settembre, ha votato l’ennesimo referendum che conferma, se ve ne fosse ancora bisogno, il clima di insofferenza e tensione verso i lavoratori italiani, consultazione popolare che si aggiunge ad altre iniziative volte a limitare il numero sia dei lavoratori italiani che delle nostre piccole imprese artigiane (istituzione della LIA);

preso atto che

Il Canton Ticino, da anni, offre per chi vuole fare impresa condizioni economiche molto più vantaggiose di quelle italiane sia in ordine alla fiscalità sia in ordine alla tempistica e ai costi di avvio dell’attività;

Tali condizioni rendono poco appetibile il nostro territorio di confine verso investitori italiani o esteri interessati ad intraprendere attività e, addirittura, stimolano alcuni nostri imprenditori a guardare con interesse a possibili delocalizzazioni nel Cantone;

considerato che

Coloro che più soffrono tale concorrenza sono proprio le aree immediatamente confinanti con la Confederazione elvetica e, per invertire tale tendenza, è necessario attuare misure importanti che permettano a queste zone di essere parimenti competitive con quelle oltreconfine;

Tra le possibili iniziative vi è certamente quella dell’individuazione di una zona economica speciale che, in forza della peculiarità geografica, garantisca a quel territorio dei vantaggi sotto plurimi aspetti;

considerato infatti che

Le ZES sono un area geografica in cui le imprese insediate possono beneficiare di regimi particolari in relazione a quanto previsto dall’articolo 37 bis del decreto-Legge 18 ottobre 2012, n.179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n 221;

Nelle ZES sono ammesse ai benefici le imprese che svolgono attività di natura industriale, artigianale e commerciale, nonché le imprese di servizi in genere;

Nelle ZES le imprese beneficiano dell’esenzione completa delle imposte doganali e dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sulle attività di importazione, di esportazione, consumo e di circolazione per tutti i prodotti che entrano, sono lavorati e quindi esportati attraverso le ZES;

Le nuove imprese che si insediano nelle ZES operano in armonia con la normativa europea, con la Legge statale e con gli specifici regolamenti disciplinanti il funzionamento delle ZES. Le imprese già presenti nel territorio al momento della costituzione delle ZES sono registrate come imprese delle ZES e, quindi, assimilate alle nuove imprese, fatta eccezione per le agevolazioni fiscali per le quali viene applicato un sistema differenziato;

L’articolo 3, comma 1, del PLP n. 11 di Regione Lombardia, in termini di regime fiscale, definisce che le nuove imprese che avviano una nuova attività economica nelle ZES possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse stabilite:

a) esenzione dalle imposte sui redditi (IRES) per i primi otto periodi di imposta. Per le piccole medie imprese (PMI), definite ai sensi del Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato (regolamento generale di esenzione per categoria), l’esenzione viene estesa anche ai tre anni successivi, nella misura del 50 per cento dell’importo dovuto;

b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) per i primi cinque periodi di imposta. Per le PMI, definite ai sensi del Regolamento (CE) n. 800/2008, l’esenzione viene estesa anche per i tre anni successivi, nella misura del 50 per cento dell’importo dovuto;

c) esenzione dall’imposta unica comunale (IUC) per cinque anni per gli immobili posseduti dalle stesse imprese e utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende per i primi cinque anni di attività nella misura del 50 per cento, da determinare solo per i contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per una durata non inferiore a dodici mesi. Per i tre anni successivi la riduzione è determinata nel 30 per cento;

Il godimento dei suddetti benefici, sia per le nuove che per quelle già presenti, è soggetto alle seguenti condizioni:

a) le nuove imprese devono mantenere la loro attività per almeno cinque anni, pena la revoca dei benefici concessi;

b) almeno il 90 per cento del nuovo personale deve essere assunto tra soggetti che, ai fini delle imposte sui redditi e anagrafici, sono considerati residenti in Regione Lombardia;

c) il beneficio fiscale complessivo viene riconosciuto a ogni impresa nei limiti del 40 per cento del fatturato di ciascun esercizio;

Per le imprese già presenti nelle ZES le agevolazioni fiscali applicabili sono quelle di cui al sopra descritto articolo 3 comma 1, lettera b) e lettera d) e quelle di cui al comma 2 del medesimo articolo ovvero come sopra specificato quelle relative all’esenzione completa delle imposte doganali e dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) sulle attività di importazione, di esportazione, di consumo e di circolazione per tutti i prodotti che entrano, sono lavorati e quindi esportati attraverso le ZES;

preso atto che

Il Consiglio Regionale della Lombardia, in data 8 luglio 2014, ha approvato una Proposta di Legge al Parlamento (PLP) per istituire una Zona Economica Speciale (ZES) nelle aree territoriali della Lombardia confinanti alla Svizzera, al fine di creare condizioni favorevoli in termini doganali, fiscali, finanziari e amministrativi per favorire l’insediamento nelle ZES di aziende che svolgono attività d’impresa e per promuovere lo sviluppo economico e l’occupazione;

constatato che

La ZES può essere un attrattore di imprese nel nostro territorio e volano per l’economia reale delle zone di confine con la Confederazione elvetica.

Oltre i benefici economici ne gioverebbe anche l’occupazione divenendo zona attrattiva verso investitori italiani ed esteri allentando, di conseguenza, anche la pressione sui lavoratori frontalieri da parte del Cantone Ticino;

ritenuto pertanto che

La proposta di Legge approvata dal Consiglio regionale lombardo nel luglio del 2014 debba essere sostenuta con forza anche per il tramite delle amministrazioni locali delle zone di confine.

Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale;

IMPEGNA

Il Sindaco a trasmettere la seguente deliberazione all’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, chiedendo di calendarizzare al più presto la discussione in Parlamento del PLP 11 approvata in Regione Lombardia l’8 luglio 2014.

 

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