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Provincia di Varese: la Corte dei Conti e il buco che non c’è

Scritto da Redazione

Riceviamo comunicato dai consiglieri della Lega Nord in Provincia di Varese e volentieri pubblichiamo.

Vale più il parere della ex consigliera Laura Cavalotti che a sorpresa, dopo aver approvato all'unanimità il bilancio nel novembre 2014, scopre nel marzo 2015 di non aver visto un "buco" di 50 milioni di euro o i pareri della Corte dei Conti, del Ministero dell'Economia, del SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico, società della Banca d’Italia e del ministero dell’economia) e della stessa Provincia che ufficialmente dicono un'altra cosa? Nel parere definitivo del 1/2/17 relativo all'approvazione del piano di riequilibrio la Corte dei Conti della Lombardia scrive:

1 - di "approvare con prescrizioni" detto piano e solo dopo aver richiesto più volte, ben tre, "ulteriori elementi conoscitivi necessari alla valutazione" delibera n. 14 pag. 4

2 – che nel corso dell’incontro col magistrato i rappresentanti dell’Ente Provincia dichiarano “che non vi sono debiti fuori bilancio non ripianati relativi al contenzioso medesimo” delibera n 76 pag. 5

3 – che la preposta commissione ministeriale afferma “le passività da ripianare sono riconducibili non tanto a una gestione poco accorta delle risorse finanziarie a propria disposizione, ma per lo più a una scorretta iscrizione a bilancio di entrate divenute insussistenti in ragione dei tagli da spending review” pag. 47 e che la stessa Corte dei Conti conferma a pag. 56

4 – che la stessa Corte dei Conti mette in dubbio il piano di riequilibrio sottolineando “la valutazione in merito alla fase operativa sarà effettuata dalla Sezione in un momento successivo all’approvazione del Piano e comporta la necessità di relazionare le previsioni contenute nel Piano con la concreta attuazione delle medesime” pag. 56

5 – che la Provincia non ha mai fatto uso della cassa e che la stessa aveva al 31/12/2015 ben 23.848.798,00 euro in attivo pag. 29

6 -  che non ci sono “creditori direttamente interessati alla tutela delle proprie ragioni attraverso l’esercizio di azioni esecutive” pag. 47. Di fatto nessuno ha chiesto soldi….

7 – che la Provincia oggi “dichiara di non aver rispettato il patto di stabilità nel 2012, differentemente da quanto certificato dal Ministero dell’economia e delle finanze” pag. 28

E in più:

8 – Gunnar Vincenzi ha presentato un esposto cautelativo in data 28 marzo contro il Governo dove di fatto dichiara che i problemi della Provincia sono dovuti alla riforma Delrio e ai tagli milionari ai trasferimenti avuti negli ultimi 3 anni

9 – i dati SOSE (Soluzioni per il Sistema Economico, società della Banca d’Italia e del ministero dell’economia) danno una Provincia in salute e tra le migliori in Italia nel 2016 e nel 2015 non facendo nessun accenno al buco e al piano di riequilibrio.

10 – il presidente di UPI (Unione Province Italiane) da anni critica il Governo per il taglio di 1 miliardo di euro alle Province che non permetteranno di garantire i servizi minimi come scuole, sicurezza, manutenzione, chiedendo una vera e propria “rivoluzione” con tanto di manifestazione a Roma dei presidenti e consiglieri di tutte le Province.

“Questa è la definitiva conclusione di un atto politico scorretto”, interviene Giuseppe Longhin, “per anni siamo stati additati come ladri e disonesti, le pubbliche scuse della dottoressa Cavalotti sarebbero un atto più che giustificato”.

“Di fatto la Corte dei Conti conferma quanto abbiamo sempre detto”, a parlare è la consigliera Marinella Colombo, “spending review e mancati introiti oltre che una scorretta postazione dei residui attivi e passivi hanno generato un vero e proprio “disguido contabile”.

“Qualche dubbio”, spiega Carlo Pescatori, “da semplice cittadino nel 2015 l’ho avuto vista l’enfasi e l’accanimento della stampa, ma da consigliere e vedendo le cose da vicino si comprende meglio questo “grande bluff”

“Continueranno a negare l’evidenza”, chiude il consigliere Maurilio Canton, “modus operandi di una certa parte politica: screditare gli altri ad ogni costo”.

 

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