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Frontiera

Frontiera (334)

Avrebbe potuto fare il contadino, come forse voleva suo padre, che lavorava nella tenuta di Villa Argentina a Mendrisio. Oppure il ciclista professionista, dopo un esordio più che brillante sulle orme di suo fratello nelle gare in salita e alla vigilia di un contratto da professionista. O il campione di atletica, dopo due titoli ticinesi di gara campestre. O il suonatore di clarinetto, o tante altre cose ancora, guidato dalla sua innata curiosità e dal desiderio di dare sempre e comunque il meglio di sé in qualunque impresa. Aldo Ortelli, 88 anni, il volto e il fisico del pescatore di Hemingway ne "Il Vecchio e il Mare", il suo destino l’ha incontrato a vent’anni, quando si innamorò di una ragazza di Melide che diventò poi sua moglie. A deciderlo, fu la simpatia con la quale lo accolse in famiglia "Ul Daniel" Taroni, il padre, titolare di due storici cantieri navali…
La provincia di Varese in primo piano per quanto riguarda i progetti transfrontalieri Interreg Italia-Svizzera. "Esprimo piena soddisfazione per il completamento del programma Interreg Italia-Svizzera 2007-2013 e per gli ottimi risultati ottenuti. Un lavoro intenso e condiviso che ha portato importantissimi benefici ai nostri territori di confine". Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Reddito di autonomia e Inclusione sociale e delegata ai Rapporti con la Svizzera Francesca Brianza che oggi ha presentato i risultati ottenuti dal programma operativo di Cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2007-2013. E’ stato per certi versi un percorso straordinario. "Con il completamento del Programma Interreg - ha commentato Brianza - si e' chiuso uno straordinario percorso che ha portato alla realizzazione di numerosi progetti condivisi tra i rispettivi partner italiani e svizzeri e che ha coinvolto imprese, istituzioni, ospedali, scuole, centri di ricerca e universita'". Ma approfondiamo i numeri. "Attraverso il programma Interreg, che ha finanziato ben 153…
C’è un italiano, al di là dei confini geografici cantonali. Anzi, la vitalità della lingua italiana, la sua capacità di conservarsi ed essere trasmessa nel tempo, risiede proprio oltre i confini del Ticino e dei distretti di Bernina, Maloja e Moesa. Lo racconta un saggio, "Italiano per caso", con sottotitolo "Storie di italofonia nella Svizzera non italiana", a cura di Verio Pini, Irene Pellegrini, Sandro Cattacin e Rosita Fibbi, ed edito da Casagrande. Un saggio nato attorno a quattordici testimonianze. Il volume, che presto uscirà anche nella versione in tedesco, sintetizza una lunga ricerca scientifica sul significato della lingua dei padri che è passata da una generazione all’altra, da una città all’altra, da un cantone all’altro, attraverso percorsi personali o familiari. Così capita di trovare un professionista che non ha mai vissuto in Ticino, ma che ha origine italiane e in italiano parla con i figli e la moglie. O…
Sono stati diffusi ieri dall’Ufficio Federale di Statistica svizzero i dati sul numero di lavoratori stranieri che vanno a lavorare sul suolo elvetico. Nel 2016 il numero di frontalieri di nazionalità straniera che si contavano in Svizzera è aumentato di 11.300 unità (+3,7%). Un po’ più della metà di loro (54,9%) era domiciliata in Francia, circa un quarto (22,6%) in Italia e un quinto (19,3%) in Germania. I frontalieri italiani complessivamente sono 71.873. Erano 69.557 nel 2015 e 57.723 cinque anni prima nel 2011. Un numero che complessivamente si è attestato a 318.500 frontalieri, dei quali il 64,4% sono uomini e il 35,6% donne. Secondo l’Ufficio svizzero, il dato “Fa del 2016 l’anno con l’incremento annuo più basso dal 2010”. Nonostante ciò, nell’arco di cinque anni il numero di frontalieri è cresciuto di circa un quarto, da 251’700 unità nel 2011 a 318’500 nel 2016, con un aumento del 26,6%. Nello…
Il piccolo Claudio, quasi mezzo secolo fa, voleva fare come Tom Sawyer. Aveva progettato una zattera con tavolato in assi, sorretta da sei bidoni e dotata di una minuscola capanna. Obiettivo: navigare lungo il Verbano e raggiungere il mare. Il progetto rimase sul foglio di carta a quadretti, perché i genitori lo dissuaderono, ma adesso che Claudio Rossetti di anni ne ha 53 il suo sogno si realizza. Sarà il primo, infatti, a salire a bordo dell’imbarcazione che, il prossimo 9 giugno, affronterà il viaggio inaugurale della Locarno-Milano-Venezia. La storica "idrovia" - che vide come precursore nel 1400 il duca di Milano Filippo Visconti, che regnò dal 1412 al 1447, fu abbandonata nel 1979 quando l’ultimo barcone ormeggiò alla Darsena meneghina scaricando l’ennesimo carico di sabbia - ora ritorna realtà. "Una goccia d’acqua impiega quasi dieci giorni dalla sorgente del Ticino alla laguna veneta - commenta Rossetti, direttore della Fondazione…
Da quando è diventato principe, e cioè dopo l’elezione di sette anni fa, è stato costretto a vivere lontano dal Ticino. Marcello Menegatto, classe 1978, imprenditore specializzato nell’immobiliare di lusso, cresciuto a Lugano, studi superiori a Montreux, dove ha conosciuto la moglie Nina, dal 2010 è sua altezza serenissima Marcello I. Cioè il sovrano di Seborga, in provincia di Imperia, autoproclamato Principato autonomo con una sua moneta, il "luigino", passaporto e garitte all’ingresso con tanto di gendarmi (tutti volontari), targhe diplomatiche e persino francobolli. E come tale retto appunto da un principe eletto dal popolo, ogni sette anni. Il mandato di Menegatto è scaduto e oggi, domenica, si riaprono le urne. Hanno diritto al voto 198 abitanti su 315 complessivi iscritti alle liste dell’anagrafe. In lizza il principe luganese uscente, che punta ancora sul turismo attraverso una serie di alleanze internazionali per far conoscere il nome di Seborga nel mondo,…
Offuscata nell’ultimo decennio dalla Grande Lugano, Bellinzona si era accartocciata sull’immagine della città amministrativa e impiegatizia. Nella capitale del Ticino degli antichi fasti di snodo strategico e commerciale, tra nord e sud, era rimasto ben poco. Per uno di quei singolari cicli della storia, a segnare la rinascita di Bellinzona è stata ancora una volta la ferrovia. Come a fine Ottocento, quando l’apertura della linea del San Gottardo cambiò il volto della cittadina, con la realizzazione della prima stazione ferroviaria del cantone, la porta d’accesso al Ticino per la nascente industria turistica ticinese, e la costruzione delle Officine Ffs che marchieranno l’identità urbana di Bellinzona. Chissà per quale altra favorevole congiunzione astrale, questa rinascita è venuta  a coincidere con una fusione comunale che trasformerà un centro di appena di 18mila abitanti in un agglomerato urbano che ne conterà quasi 50mila. Il contrappeso ideale alla crescita compiuta dalla Grande Lugano. Oggi…
Ieri a Bellinzona è andato in scena un incontro Istituzionale ad alto livello tra Lombardia e Ticino. Ospite del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino guidato dal Presidente Fabio Badasci, una delegazione di Regione Lombardia con alla testa Francesca Brianza, assessore e delegata ai Rapporti con la Svizzera, che ha dichiarato: "sui nostri territori pende la spada di Damocle della revisione degli accordi bilaterali di cui purtroppo nessuno conosce ancora i contenuti definitivi. Nel frattempo lavoriamo per consolidare le relazioni con la Svizzera ma anche per tutelare i nostri oltre sessanta mila lavoratori frontalieri e le nostre imprese artigiane competenti e qualificate”. Il momento è importante e delicato e con molte questioni aperte tra i due Paesi confinanti. “Quello di oggi (ieri, n.d.r.)- continua Brianza - rappresenta un momento molto importante di confronto e dialogo tra il Consiglio Regionale lombardo e il Consiglio di Stato del Canton Ticino. Dopo…
Alle 5.25 un’auto con targa italiana si ferma davanti al cancello di un capannone in Strada della Stampa, a Davesco, zona industriale di Lugano. È una delle prime ad arrivare, ma nel giro di mezz’ora il passaggio diventa continuo. È la prima ondata di frontalieri: muratori, autisti, imbianchini, magazzinieri, operai. Varcano il confine prima dell’alba, vanno in azienda a prendere «le consegne». Perché ancora non sanno cosa faranno quel giorno, glielo dirà tra poco il «capo». In Canton Ticino, sono centinaia i lavoratori impegnati in queste società, in maggioranza italiani. Nei giorni scorsi, ha fatto scalpore la scelta dell’allenatore del Lugano Calcio, Paolo Tramezzani, che dopo una brutta sconfitta, ha portato i giocatori proprio a Davesco, all’alba, per mostrare loro «come lavora e suda i soldi la gente comune». Cioè persone di ogni età che si svegliano tra le 4 e le 5 del mattino per iniziare la giornata di…
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