Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Ticino, se il frontaliere diventa dimorante

Scritto da Clemente Mazzetta

Se in Ticino calano i frontalieri forse non c’è da stare allegri. Forse, l’economia sta subendo un rallentamento, forse alcuni settori sono entrati in difficoltà. E forse, un domani, diminuiranno anche gli occupati "ticinesi doc".  Se nel resto della Svizzera i frontalieri crescono del 3,5% e in Ticino diminuiscono dello 0,6% su base annua, magari qualche domanda sarebbe opportuno farsela. "Non si può pretendere di trarre conclusioni da dati così limitati, non ancora significativi - osserva Stefano Modenini, direttore dell’ Associazione industrie ticinesi –. Bisognerebbe sapere dove sono diminuiti, in quali settori specifici. Si può però immaginare che siano  calati nel terziario, nel commercio, in qualche azienda che ha chiuso i battenti  Di sicuro possiamo dire che i frontalieri nell’ultimo anno in Ticino non sono aumentati. Forse, l’economia ha esaurito la sua forza propulsiva, la sua capacità di crescita almeno per i posti di lavoro". Una valutazione si potrà, dunque, fare solo in futuro, con dati più completi, confrontando il trend dei vari settori economici.  Ma la riduzione dei frontalieri in Ticino, stimata dall’Ufficio federale di statistica in 400 unità (ora sono 62.246)  può essere la spia di un altro fenomeno: quello della trasformazione del frontaliere in lavoratore residente. Dal permesso G (frontaliere) a  quello B (dimorante). Non esiste però una statistica ufficiale, visto che l’Ufficio cantonale della migrazione non raccoglie questo tipo di dati. La tendenza è però segnalata dai sindacati italiani, secondo cui sempre più frontalieri decidono di trasferire la dimora in Ticino. Il che potrebbe essere una soluzione per le aziende che continuerebbero ad assumere manodopera qualificata d’oltre confine, aggirando la palese ostilità  verso i frontalieri, quel "prima i nostri" che sta suscitando più problemi di quelli che vorrebbe risolvere. La novità è confermata Alessandro Tarpini, responsabile nazionale della Cgil per i frontalieri:  "Abbiamo segnali insistenti per alcune  attività, in particolare. Per i settori legati all’assistenza sanitaria, ai frontalieri si richiede sempre più spesso  il domicilio in Svizzera. Richieste più o meno esplicite, e in aumento negli ultimi mesi". Non si tratterebbe di richieste obbligatorie, ma solo di indicazioni generali. Consigli amichevoli.  "Non siamo in presenza di imposizioni, sia chiaro – aggiunge Tarpini -. Si dice semplicemente al dipendente che se avesse il domicilio in Svizzera sarebbe più facile assumerlo, che sarebbe meglio per lui essere vicino al posto di lavoro...". Casi nient’affatto isolati e non solo nel ramo socio-sanitario. Ci sono pure in altri comparti, come  nota Modenini. "Nel settore industriale, dove la manodopera frontaliera è stabile attorno al 55% da anni, sappiamo che i quadri, i dirigenti di varie aziende si sono già trasferiti in Ticino. Altri stanno valutando la situazione in vista dell’imposizione fiscale italiana che in futuro sarà più pesante".  Ovviamente trasferire il domicilio  in Ticino può valere per chi ha uno stipendio medio-alto o per una coppia con marito e moglie frontalieri. Non per i bassi redditi. "Sono aumentati anche coloro che non rientrano in Italia tutti i giorni - aggiunge Modenini -. Frontalieri che risiedono in Ticino nell’arco della settimana e che ritornano a casa al venerdì". Basta affittare un monolocale a 700/800 franchi, un costo che si risparmia nelle spese di trasporto, e il gioco è fatto. Si evitano code, si risparmia subito sulle imposte, e si ha un piede in Ticino. Non si sa mai.

*originariamente pubblicato su Il Caffè, www.caffe.ch

Letto 3833 volte

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti