Claudio for Expo

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Frontiera

Frontiera (338)

Se c'è uno sport destinato a marchiare l'estate 2015 sugli specchi d'acqua ticinesi, questo è certamente lo "Stand Up Paddle". Una disciplina in realtà presente già da qualche anno sui laghi, ma che sta vivendo una vera e propria ondata di popolarità. Soprattutto perché si tratta di un modo semplice e diretto per godersi le bellezze del paesaggio, praticando nel contempo un'attività fisica che, se svolta nel modo corretto, porta grandi benefici al corpo, visto che lo sforzo è molto completo. Che cosa serve? Poco. Una tavola simile a quelle per il surf e un remo praticamente uguale a quello usato da chi va in canoa. La conferma dello sviluppo dello Stand Up Paddle arriva anche dalle strutture che offrono questa attività agli appassionati e ai semplici curiosi. "È una nuova maniera di vivere il lago che piace moltissimo - conferma Yoann Hamonic, responsabile del Lugano Stand Up Paddle ad…
Il mese scorso ho lanciato l’idea di un “Piano Marshall” per il Ticino: due miliardi di investimenti nei prossimi quattro anni. Chi ha pensato a una boutade elettorale si è sbagliato. Come presidente del PLR, ma anche come imprenditore, farò di tutto per sostenere e promuovere quell’idea, cercando di convincere della sua bontà il mondo politico e l’opinione pubblica. Con progetti concreti, innovativi e di sviluppo come quello di cui parlo oggi: una “autostrada ciclabile” tra Lugano e Mendrisio. Indicando i settori in cui a mio parere il Ticino dovrebbe investire risorse ho parlato anche della mobilità lenta, pedonale e soprattutto ciclabile. Non perché sono appassionato delle due ruote, ma perché credo che promuovere l’utilizzo della bicicletta (anche di quella elettrica) possa veramente contribuire alla riduzione del traffico automobilistico e aumentare la qualità di vita. Sono certo che moltissimi ticinesi (ultima slow up oltre 30'000) lascerebbero a casa l’auto e…
Formaggio ticinese a "peso d'oro", anche fino a 70 franchi al chilo seppur solo in qualche "boutique" enogastronomia zurighese. È il caso del Piora, il formaggio con tanto di marchio Dop, denominazione d'origine protetta, che prende nome dall'alpeggio in cui viene prodotto, circa 3000 forme (23 mila kg). "I prezzi del formaggio d'alpe s'aggirano inizialmente fra i 28 e 30 franchi al kg, poi dopo sei, sette mesi di maturazione salgono a 32, 33 franchi", spiega Valerio Faretti, presidente della Società  ticinese di economia alpestre (Stea), secondo cui il prezzo giusto dovrebbe essere sui 35 franchi al kg.Cresce il peso economico del formaggio ticinese, che ormai ha raggiunto un'incredibile varietà e tanti piccoli, medi produttori, per un valore complessivo che secondo il Cantone supera i sei milioni di franchi. Un'ottantina i caseifici in pianura. Un centinaio quelli d'alpeggio, che lavorano mediamente 4 milioni di litri di latte. Quasi interamente trasformati…
Si può ridere dei frontaliers o li si possono detestare. In entrambi i casi con qualche ragione, lo dice uno di loro. Ma se inventare la realtà può risultare gratificante – come terapia dei propri complessi, o dal punto di vista del consenso elettorale – quasi mai aiuta a non venirne sopraffatti. Dunque converrebbe ai cittadini ticinesi guardare alla realtà senza le lenti dell’ideologia e analizzarla con un vocabolario non corrotto dall’uso. Sono tanti i frontalieri, sono troppi? Può essere, ma prima di darsi risposte definitive, suggerirei l’esercizio semplicissimo di provare a immaginare un giorno, uno solo, senza la loro presenza in Ticino: sui cantieri, nei centri di cura, nell’industria, ovunque ce ne siano. Cioè ovunque. Qualcuno direbbe: era ora. Qualcun altro proverebbe a calcolare quanta parte del Pil cantonale deriva da quel lavoro. Tutti gli altri non saprei. Bisognerebbe poi essere chiari su altri elementi. Ad esempio: un’ora di…
La partecipazione diretta al tavolo tecnico di Ticino e Lombardia è "stoppata" dalle leggi italiane. La consigliera Brianza: "Regione Lombardia saprà comunque tutelare lavoratori e Amministrazioni" Accordo fiscale tra Italia e Svizzera, frontalieri, ristorni e il cosiddetto "Gruppo di pilotaggio" composto da entrambi gli Stati, quello che dovrà concretizzare la "road map" tracciata, ovvero, decidere modi e tempi dei cambiamenti che vanno dal nuovo regime di tassazione sui lavoratori, fino ai versamenti ai Comuni di frontiera che dovranno arrivare da Roma e non più dal Canton Ticino. La sommatoria di tutti questi elementi è alla base di discussione che tiene banco oltreconfine e su cui interviene anche la consigliera regionale varesina Francesca Brianza (Lega Nord), presidente della Commissione speciale rapporti con il Canton Ticino. Oggi è lei a confermare che Regione Lombardia interverrà nella "road map" garantendo tutela di lavoratori e Amministrazioni. Oggetto della questione la partecipazione o meno al…
E’ ormai passato più di un mese dall’accordo firmato da Svizzera e Italia in materia fiscale. Da allora tutto tace o quasi, ma le questioni ancora irrisolte e i dubbi permangono. Creando ansia e sospetti tra le comunità maggiormente interessate alle problematiche ancora da dipanare e chiarire. Tra i punti che saranno oggetto di discussione nei prossimi mesi figura per esempio l’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri italiani, cioè i residenti in Italia che sono occupati in Svizzera, in Ticino e nei Grigioni. Il blogger Marco Veronelli si sofferma sulla fascia di confine dei famosi 20 km. Come ha affermato Vieri Ceriani (il consigliere economico del Ministero dell’Economia che ha seguito la trattativa negli ultimi anni) «Non è pensabile che un lavoratore che risiede e lavora a 20 chilometri dalla Svizzera paghi più imposte di un lavoratore che risiede a venti chilometri, ma che lavora in un Cantone svizzero». Ineccepibile, come…
È il numero a far riflettere. Soltanto da novembre a oggi, dunque in meno di 5 mesi, e soltanto nel Mendrisiotto (Canton Ticino), sono state iscritte nel Registro di commercio 41 nuove aziende edili. E tutte hanno un denominatore comune: arrivano dal nord Italia. Un flusso così, dicono i sindacati, non si era mai visto. "Sicuramente c'è qualcosa di anomalo in questo fenomeno;  non sappiamo cosa ci sia dietro, ci sfugge, e per questo ci fa paura", spiega Giorgio Fonio, del segretariato regionale del Mendrisiotto dell'Ocst. Per ora Fonio si limita a fare ipotesi: "A parte il rischio dumping, non vorrei che dietro questa brusca invasione ci sia qualcosa di poco chiaro, a cominciare da infiltrazioni della criminalità". Un  timore alimentato anche da alcuni casi recenti. Come quello di un imprenditore finito nei guai in un'inchiesta sulla 'ndrangheta che nel marzo scorso portò a diversi arresti e a  perquisizioni in…
Dopo l’accordo tra Svizzera e Italia siglato a febbraio a Milano è calato il silenzio sulla questione frontalieri e comuni di confine, lasciando intatti dubbi e perplessità del momento. Ma anche un altro dossier sta a cuore alla parte di Lombardia vicina al confine elvetico, ossia la Zes che sembra dispersa nel porto delle nebbie romano. Sul fronte regionale si fanno sentire Francesca Brianza (Lega Nord) e Daniela Maroni (Maroni Presidente): “Il Governo si attivi a difesa dei frontalieri e per approvazione Zone Economiche Speciali” “Il governo centrale tenga alta la guardia e si attivi a difesa dei frontalieri e dei comuni di confine”. E’ quanto infatti chiedono Francesca Brianza, Presidente della Commissione Speciale per i rapporti tra Lombardia e Svizzera e paladina delle principali questioni transfrontaliere, e Daniela Maroni, Consigliere-Segretario della Presidenza del Consiglio Regionale.   “Nonostante i ripetuti incontri in sede istituzionale con i rappresentanti sindacali, amministratori e…
Il rapporto dell'Istituto ricerche economiche (Ire), che individua una serie di strategie per lo sviluppo economico del Ticino, con un ruolo per le imprese e per Stato che deve garantire le migliori condizioni quadro, ha smosso le acque della politica, anche se non fa l'unanimità. "Come ogni studio anche quello dell'Ire ha aspetti condivisibili e altri che si possono discutere - commenta Christian Vitta, capogruppo plrt -. A questo punto sarebbe utile aprire un dibattito pubblico sui contenuti per poter arrivare ad una visione condivisa su quali assi deve puntare il Ticino nei prossimi anni". Le analisi dell'Ire sul "Ticino Futuro", sessanta pagina di dati, numeri, confronti, statistiche, ipotizzano per lo sviluppo del cantone da qui al 2025 quattro grandi settori (turismo, moda, meccatronica, biotecnologia), "privilegiati" rispetto a quello finanziario, il che fa storcere il muso a molti politici. La proposta di Vitta di un dibattito, sfonda una porta aperta…
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