Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Frontiera

Frontiera (329)

Ha avuto luogo oggi, giovedì 25, in Val Poschiavo (CH), in località Le Prese, l’incontro istituzionale tra Regione Lombardia e il Cantone dei Grigioni. La delegazione lombarda era composta da rappresentanti del Consiglio Regionale e della Giunta, tra cui Francesca Brianza, presidente della Commissione speciale Rapporti tra Lombardia e Confederazione Elvetica e Ugo Parolo, sottosegretario ai territori montani e alla macroregione alpina. “Finora l'attenzione della nostra commissione si era rivolta soprattutto al Canton Ticino. Con l'incontro di oggi – dichiara Francesca Brianza – il nostro impegno si amplia affrontando i rapporti con il Cantone dei Grigioni.
di Luigi Jorio* Oltre dieci anni di scavi, centinaia di persone sui cantieri, temperature tropicali e presenza di acqua nella roccia. La galleria di base del San Gottardo, che verrà aperta nel 2016, non è un semplice buco nella montagna. Alcuni ingegneri spiegano come hanno realizzato il tunnel ferroviario più lungo del mondo. Nelel fasi più intense dei alvori, nella galleria lavoravano fino a 700 persone. Viaggiando a 250 km/h si noteranno appena. E nella migliore delle ipotesi non verranno mai utilizzate dai passeggeri. Eppure, le porte d’emergenza all’interno della galleria di 57 km sono una piccola meraviglia ingegneristica.
di Roberto Canali* Insieme al senso di nostalgia c’è una sola cosa che perseguita gli italiani all’estero: il fisco. La prima cosa di cui non si sente il rimpianto appena si sono imbarcate le valigie sull’aereo è anche quella da cui è più difficile sfuggire. L’Agenzia delle Entrate non molla l’osso facilmente, a meno di non decidere di recidere in maniera netta il cordone ombelicale che collega all’Italia. Pensavano di averla scampata i frontalieri in Canton Ticino, che da quarant’anni in base agli accordi Italo-Svizzeri a patto di risiedere entro i 20 chilometri dal confine, potevano permettersi di pagare le tasse in Svizzera. Il giusto contrappasso, per 62.458 lavoratori (la maggior parte dei quali provenienti dalle province di Como e Varese) per sopportare con il sorriso sulle labbra le levatacce e la disciplina rigidissima delle fabbriche e dei laboratori elvetici, dove tra le tante cose è quasi vietato ammalarsi.
di Gabriele Catania* Dal Canton Grigioni al Trentino Alto-Adige, dalla Valtellina all'altopiano veneto di Asiago: in Svizzera come in Italia si torna a parlare di orsi bruni, e con toni non sempre pacati. Anzi: in Italia divampano le polemiche dopo la morte di Daniza, orsa di 18 anni che le autorità cercavano di acciuffare da quasi un mese, e che sembra non aver sopportato la dose di anestetico iniettatole durante il tentativo di cattura. L'orsa era diventata un caso nazionale dopo che a metà agosto aveva ferito, in un bosco del Trentino, un cercatore di funghi avvicinatosi troppo a lei e ai suoi due cuccioli. D'altra parte lo dice pure la Bibbia: non c'è peggior furia di "un'orsa in collera che protegge i figli".
Toh! Rispunta la Regio Insubrica. Quasi dimenticata, la comunità di lavoro transfrontaliera, nota ai più per essere stata una bella idea rimasta sulla carta, tante parole e pochi, pochissimi fatti, con intorno tanta politica salottiera e poca concretezza, torna a farsi sentire per una notizia che sembrerebbe delineare l’imminente fine del carrozzone italo-ticinese. Lunedì 29 settembre a Varese l’organismo si riunirà in assemblea straordinaria per stabilire se dar vita ad un “Gruppo europeo di cooperazione territoriale” che comprenda le attuali province lombarde e piemontesi accanto al Canton Ticino. Se il piano venisse approvato, per la Regio Insubrica sarebbe appunto la fine.
di Libero D’Agostino* Della Grandeur di qualche anno fa, quando tutti guardavano alla Nuova Lugano con ammirazione, è rimasto poco. Sono rimasti invece l'estensione del territorio con l'aggregazione degli altri Comuni, l'aumento della popolazione, con relativi costi in aumento, e un'amministrazione cittadina elefantiaca: in totale 2.318 dipendenti. Dal 2004, con le fusioni comunali, nell'organico sono confluiti ben 500 collaboratori in più. Il personale alla Città costa oggi 191 milioni di franchi all'anno, a fronte di soli 203 milioni di entrate fiscali, assottigliate drasticamente dal crollo della piazza bancaria.  È cresciuta in fretta Lugano, ora è in piena crisi finanziaria, ma non è certo alla canna del gas.
di Patrizia Guenzi* Scienza, medicina, ricerca, università. Idee e progetti per trasformare il Ticino del 2020 nel cantone dell'eccellenza sanitaria non mancano. Il Caffè, concludendo con questo servizio la lunga inchiesta sulle proposte che potrebbero fare la differenza fra un "cantone a rimorchio" e una realtà che gioca invece la carta dell'innovazione, concentra l'attenzione sulla sanità. Settore su cui i politici, una volta tanto, ritrovano una certa coesione ipotizzando, seppur con accenti diversi, uno scenario di crescita qualitativa e occupazionale. Le basi oggettivamente ci sono, grazie anche ad un gruppo di precursori che hanno realizzato il Cardiocentro, l'Istituto di ricerche in biomedicina di Bellinzona, l'Istituto oncologico, che negli ultimi 15 anni hanno fatto registrare al Ticino livelli di fama internazionale.
Riceviamo da Nord Democratici e volentieri pubblichiamo* Sei una commessa? un artigiano? un libero professionista? un negoziante? un imprenditore edile? Chiunque tu sia se abiti nelle provincie della fascia di confine il problema dei frontalieri ti riguarda! Ti spieghiamo il perché. Il 3 Ottobre del 1974 Italia e Svizzera siglarono un patto BILATERALE che stabiliva quali fossero le condizioni alle quali, chi risiede nella fascia di confine di entrambe i territori, deve subordinarsi per poter lavorare come NON residente, figura conosciuta più comunemente come FRONTALIERE, sia Italiano in Svizzera che viceversa. Fra le cose interessanti c'era e c'è tutt'ora la questione del ristorno da parte delle casse Svizzere di una "ritenuta alla fonte" sul lordo pari al 38% con destinazioni i Comuni dei lavoratori stessi.
di Mauro Spignesi* Nascita, crescita, declino, rilancio. Il distretto della moda, quella Fashion Valley ticinese rinata dalle ceneri delle camicerie e dell'industria tessile che un tempo segnava un'importante voce economica nel Mendrisiotto, ha chiuso il cerchio. Dopo essere ripartita dalla logistica, dalle diverse aziende internazionali che hanno scelto il Ticino come base per poi spedire i propri articoli in tutto il mondo, pian piano si sta riorientando con successo verso la produzione. Oltre cinquemila dipendenti, una cinquantina di società, e un giro d'affari di circa 10 miliardi di franchi, sono i numeri di un consolidamento ormai stabilizzato.
Pagina 9 di 20

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti