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Frontiera

Frontiera (338)

di Mauro Spignesi* Nascita, crescita, declino, rilancio. Il distretto della moda, quella Fashion Valley ticinese rinata dalle ceneri delle camicerie e dell'industria tessile che un tempo segnava un'importante voce economica nel Mendrisiotto, ha chiuso il cerchio. Dopo essere ripartita dalla logistica, dalle diverse aziende internazionali che hanno scelto il Ticino come base per poi spedire i propri articoli in tutto il mondo, pian piano si sta riorientando con successo verso la produzione. Oltre cinquemila dipendenti, una cinquantina di società, e un giro d'affari di circa 10 miliardi di franchi, sono i numeri di un consolidamento ormai stabilizzato.
Quest'anno la Conferenza degli ambasciatori organizzata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si terrà a Lugano dal 18 al 21 agosto. In tale occasione saranno trattati argomenti che ruotano attorno a "diplomazia e promozione economica", informa in una nota odierna il Canton Ticino. Sono attesi numerosi consiglieri federali e oltre 200 rappresentanti della Svizzera all'estero. Ad aprire l'evento sarà un saluto del presidente della Confederazione nonché ministro degli esteri Didier Burkhalter. Le giornate prevedono diversi atelier di approfondimento, una serie di visite in varie regioni del cantone e un incontro con la popolazione previsto per lunedì pomeriggio.
Una nuova società, interamente comunale, gestirà in modo diretto la casa da gioco di Campione e Massimo Ferracin è il presidente. Campionese di origini, cittadino italiano e svizzero, con studio a Lugano: l'avvocato Massimo Ferracin è il presidente della nuova società Casinò di Campione SpA, interamente comunale, che sta assumendo la gestione diretta della casa da gioco dell'enclave. Massimo Ferracin, che fu in Consiglio comunale, a Campione d'Italia, dal 1984 al 1994, nel decennio, cioè, della "ricostruzione" dopo i fatti del novembre 1983, quando il Casinò aveva dovuto chiudere per un paio di mesi, è stato chiamato ad un incarico di particolare responsabilità nel momento in cui il Comune, per la prima volta nella sua storia, acquisisce in proprio la gestione della casa da gioco, motore dell'intera comunità.
Un no secco, deciso, inappellabile. È quello che da Bruxelles è arrivato fino a Berna, sulla rotta tracciata dall’accordo di libera circolazione delle persone. Sottoscritto il 21 giugno 1999 da Svizzera e Unione europea, il trattato era stato messo in dubbio nel febbraio di quest’anno, quando il referendum contro l’immigrazione di massa aveva riscontrato il 50.3% di sì (e nel Canton Ticino si era addirittura sfiorata quota 70%). Il testo della consultazione riguardava il nuovo articolo 121 della Costituzione federale, che tra le altre cose prevedeva l’introduzione di «tetti massimi e contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa» in territorio elvetico, tetti che «devono essere stabiliti in funzione degli interessi globali dell’economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli svizzeri» e che «devono comprendere anche i frontalieri».
di Clemente Mazzetta* "Forse è un tantino tardi per aprire una discussione sull'influenza della Massoneria in politica, visti i precedenti. Comunque, se un politico è massone dovrebbe dichiararlo pubblicamente ". Giovanni Jelmini, presidente del Ppd, liquida con un ironico sorriso la questione della inconciliabilità, o del possibile conflitto di interesse, fra politica e Ordine massonico. I precedenti, a partire da Brenno Bertoni, giudice, deputato, consigliere agli Stati e professor universitario, per arrivare a Giorgio Giudici, sindaco di Lugano per trent'anni, raccontano di una storia simbiotica fra i "liberi muratori" e i partiti in Ticino. L'affacciarsi ora sulla scena politica di Mauro Antonini, comandante delle Guardie di confine, massone e candidato plrt al Consiglio di Stato, non stupisce, quindi, più di  tanto.  Forse c'è maggior sorpresa nel vedere, come rivelato dal Caffè settimana scorsa, ben tre leghisti, di cui due deputati, desiderosi di far parte dei "Liberi muratori".
di Elisabetta Lara Gianella* Pochi giorni fa una 39enne di Morbio Inferiore ha raccontato alla stampa il suo colloquio di lavoro presso una nuova società insediata in Ticino. “Lo stipendio che lei chiede è troppo alto. Noi abbiamo scelto di venire nel sud del Ticino per pagare poco i dipendenti”, si è sentita rispondere la donna al termine dell’incontro. Purtroppo non si tratta di una sorpresa. Il Ticino è infatti meta di imprenditori stranieri che desiderano risparmiare sui costi amministrativi, usufruire di imposte più basse, di ottimi servizi e di leggi di lavoro più elastiche. Questo pericoloso trend è in atto ormai da qualche anno. Si può affermare che nel nostro Cantone si sta ormai sviluppando un’economia parallela che taglia fuori i ticinesi.
di Alessia Bergamaschi* Erano riusciti nell’impresa di far sorridere su un tema che di solito surriscalda gli animi, mettendo d’accordo un po’ tutti. E a dire la verità, un pochino la mancanza dei Frontaliers si sentiva. La buona notizia è che il Bernasconi e il Bussenghi stanno tornando, questa volta per un progetto ben preciso, ma andiamo con ordine. Si tratta innanzitutto di otto nuovi sketch per la regia di Nick Rusconi che saranno raccolti in un dvd in vendita da dicembre alla Migros. L’iniziativa si inserisce però in un progetto ben preciso e molto più ampio, coprodotto dal DECS e da Migros Ticino Percento Culturale e che ha come obiettivo quello di promuovere la lingua italiana. Un progetto nel quale si inseriscono anche i Frontaliers... ne abbiamo parlato con Flavio Sala (alias Roberto Bussenghi e ul Verunell) 
di Giorgio Carrion* "Mi auguro  che il Parlamento dia il suo via libera all'istituzione della Zona franca ad economia speciale- ha ribadito Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia -. Una misura che favorisce le imprese che si trovano vicino alle aree di confine e che sono penalizzate dal fatto che oltre la dogana ci sono condizioni più favorevoli al tessuto produttivo". In Ticino, appunto. Benzina sul fuoco per i rapporti già non idilliaci tra i due Stati? L'8 luglio scorso l'Ente regionale lombardo ha dato il via libera alla costituzione di una Zona ad economia speciale (Zes), che tradotto vuol dire agevolazioni fiscali a partire dall'esenzione dell'Iva.
Dal mese di luglio 2014, Raffaella Greco - libera professionista varesina e presidente della Commissione per la Zona Franca - ha assunto il prestigioso incarico di Responsabile Sviluppo progetti e supporto alle relazioni esterne per conto della L.U.de.S - Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche - di Lugano. “Sono onorata di poter svolgere questa mansione, a maggior ragione del fatto che sono una convinta sostenitrice dell'importanza di scambi e partnership economici e culturali nei rapporti tra la Lombardia, e l'Italia in generale, ed il Canton Ticino”, ci racconta, entusiasta, Raffaella Greco, già canditata sindaco a Varese nel 2011. 
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