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Frontiera

Frontiera (338)

Il prossimo 30 aprile scade il contratto di prestito gratuito con lo Stato spagnolo. Dopo quella data la famiglia Thyssen tornerà ad essere proprietaria al cento per cento di una parte della sua vastissima collezione d’arte. In tutto 429 opere, stimate circa 750 milioni di euro, compresi Canaletto, Renoir, Monet e Gauguin. Un affresco della storia dell’arte che sino al 1993 era conservato a Villa Favorita, a Lugano, per poi essere trasferito a Madrid. "Il nostro interesse a riportare le opere a Lugano? Certo che c’è. Tanto è vero che ho chiesto ai nostri servizi comunali di verificare cosa ci sia di concreto nelle notizie apparse in questi giorni sui giornali", spiega il municipale di Lugano Roberto Badaracco, titolare del Dicastero cultura e sport. "Ora - aggiunge Badaracco - bisogna vedere di che opere si tratta, perché molte di quelle che si trovavano a Villa Favorita nel frattenpo sono state…
La prossima sarà una settimana importante sul fronte del traffico d’oro tra Italia e Svizzera. Due gli appuntamenti giudiziari di rilievo.  A Como il 7 febbraio dovrebbe arrivare la sentenza nei confronti di un cittadino italiano scoperto nel 2014 mentre tentava di esportare in Svizzera 5 chili d’oro. L’uomo è accusato di un traffico più ampio: sedici viaggi e 146 chili tra leghe e lingotti contrabbandati. Ad Arezzo, invece, il 9 febbraio ci sarà l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta Fort Knox. Una quarantina gli imputati accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio d’oro e ricettazione, con l’aggravante del reato transnazionale. Tra di loro il presunto capo dell’organizzazione, residente nel Sottoceneri, e il figlio, amministratore di un’azienda orafa di Valenza Po e già vice direttore di una società di commercio di metalli preziosi di Chiasso. È proprio da diverse "trading house" ticinesi che spesso transita l’oro in nero italiano. Dalle carte…
Marco Del Panta Ridolfi, classe 1961, è ambasciatore d’Italia in Svizzera dal gennaio 2016. Nel corso della sua carriera è stato tra l’altro segretario generale dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze, responsabile della preparazione della presidenza italiana dell’Unione europea (secondo semestre 2014) e della gestione dei programmi finanziari dell’UE per vicinato e Paesi dell’allargamento, direttore centrale per le politiche migratorie ed i visti presso il Ministero italiano degli Affari esteri. Ambasciatore, sui rapporti tra Italia e Svizzera c'è spesso una percezione di andamento a tinte miste, con fasi di buon accordo contrastate però ancora da divergenze e incomprensioni. È una percezione giusta o sbagliata, quale valutazione dà sulle attuali relazioni complessive tra i due Paesi? Tra Paesi amici e confinanti è normale che vi siano piccole divergenze. Mi pare che le incomprensioni siano davvero molto poche, e nessuna a livello di capitali. Due grandi nazioni come Italia e Svizzera sono strettamente…
Commercianti ticinesi delusi per l’andamento sottotono delle vendite natalizie, che hanno chiuso un’annata negativa per gli esercenti d’oltreconfine. E all’orizzonte si profilano, minacciosi, tagli di personale che potrebbero avere ricadute pesanti per i frontalieri. A lanciare il grido d’allarme è il “Corriere del Ticino” che ha raccontato il «momento difficile che il settore del commercio sta attraversando in Ticino». Nel vicino cantone il giro d’affari sia dei negozi sia della grande distribuzione è in flessione da tempo. In particolare da quando la Banca Nazionale Svizzera (Bns) ha deciso di colpo – era il gennaio del 2015 – di non tenere più sotto controllo il tasso di cambio euro-franco, lasciando che la divisa elvetica arrivasse alla parità con quella europea. Il superfranco ha reso più conveniente per i consumatori svizzeri gli acquisti in Italia, a danno degli esercenti ticinesi. E proprio «il turismo degli acquisti» è una della cause della crisi…
Giovanni Berneschi, ex presidente di banca Carige, in una intercettazione aveva raccontato a uno "spallone" che in Ticino ci sono cassette di sicurezza piene di soldi. E per aver "nascosto" quei soldi, cioè circa 20 milioni, Berneschi ha dovuto chiudere una controversia con il Fisco italiano pagando una transazione di 7,4 milioni, a rate. Il dirigente bancario non teneva tutti i denari nei caveau, lontano da occhi indiscreti. In compenso lo stesso trucco lo utilizzavano altri. Come, ad esempio, il gruppo di politici e imprenditori coinvolto nell’inchiesta di Milano sulle mazzette per i lavori all’Expo, che dirottava il contante a Lugano. Ma gli ultimi rifugi "off shore" degli evasori in fuga dal fisco, non soltanto italiano, francese o tedesco, sono sempre più rari. Nelle circa 50mila cassette di sicurezza di proprietà delle banche in Ticino, ormai non è più possibile depositare denari o beni non dichiarati. Gli istituti da tempo…
L’11 dicembre 2016 entrerà in funzione la galleria di base del San Gottardo. Dopo diciassette anni di lavoro passati a scavare le viscere della montagna, fino a una profondità di 2300 metri, apre ai viaggiatori il nuovo tunnel ferroviario che, con i suoi 57 chilometri, è il più lungo del mondo. A bordo del Gottardino – come sono stati chiamati i treni che percorreranno questa tratta - efficienti e, naturalmente, puntuali, si viaggerà tra Erstfeld, nel Canton Uri, e Bodio, in Ticino, in soli 17 minuti, risparmiando almeno 30 minuti, e avvicinando ancora di più l'Italia e la Svizzera. Inaugurata il 1° giugno 2016 con una grande cerimonia, nei sei mesi successivi (fino al 27 novembre) il nuovo tunnel del San Gottardo è stato visitato da migliaia di persone grazie a viaggi speciali che permettevano a tutti di ammirare questo capolavoro di ingegneria. Muniti del passaporto rosso da pioniere, consegnato…
In Europa, da tempo la Svizzera rappresenta un’autentica eccezione. È stata l’unica area a prevalente lingua tedesca che non è mai stata veramente attratta dal nazionalismo germanico e poi dal nazismo, ha saputo far convivere popolazioni diverse per cultura e tradizioni, è rimasta ancorata alle logiche dell’autogoverno e della democrazia diretta, ha mostrato un’ammirevole fedeltà a una politica estera ispirata alla più rigorosa neutralità. Negli ultimi decenni questa sua eccezionalità è parsa minacciata soprattutto dal progetto degli Stati Uniti d’Europa, concepiti come un destino ineluttabile a cui sembrava difficile opporsi e che avrebbe potuto modificare la natura medesima della società elvetica. Per giunta, poiché la buona gestione dei servizi pubblici ha permesso una limitata fiscalità, la Svizzera è stata spesso collocata in questa o quella "black list". In linea di massima, la popolazione svizzera si è mostrata ben convinta della necessità di dover resistere a tutto ciò. Essa ha a…
Una tegola, o meglio una probabile pietra tombale, finisce sulla testa della ZES, la Zona Economica Speciale, più nota come Zona franca. Un provvedimento a suo tempo pensato a favore delle province lombarde di confine con la Svizzera, territori come noto in crisi e vittime di deindustrializzazione e desertificazione di attività economiche anche o soprattutto per la concorrenza del confinante cantone Ticino. Che ha saputo attrarre aziende e relativi lavoratori, i frontalieri, mandando nel contempo in crisi ampi territori che di quelle attività ci campavano. Tre deputati della Lega Nord, Nicola Molteni, Paolo Grimoldi, Guido Guidesi avevano recentemente presentato un emendamento alla legge di bilancio che "recepiva la proposta di legge approvata nel 2015 dal consiglio regionale della Lombardia per chiedere al Parlamento l'istituzione di una zona economica speciale per le province lombarde confinanti con la Svizzera”, ma tale emendamento “è stato bocciato in commissione dalla maggioranza e non è…
Pubblichiamo l'ennesimo interessante reportage proveniente dal mondo industriale del canton Ticino (fonte: il Caffè) che sottolinea il sentiment negativo degli imprenditori ticinesi nei confronti delle politiche protezionistiche in atto sul mercato del lavoro. E' un messaggio destinato in primis alla confusa politica cantonale che preferisce anteporre ottusamente le esigenze del proprio retrobottega partitico a quelle di chi produce ricchezza, il Pil, ovvero le imprese. Con le conseguenze negative del caso, come quella, tra le tante che si verificheranno, di gravare di personale inutile le aziende solo per rispettare le quote di lavoratori, tra stranieri ed indigeni. E' però anche un panorama rassicurante per la manodopera frontaliera e straniera di qualità che in Ticino nel lungo periodo potrà avere sempre un impiego all'altezza delle proprie competenze proprio per la mancanza di concorrenza nel mercato del lavoro interno. E da ultimo, ed è forse l'aspetto più interessante della questione, è anche un forte messaggio che la politica italiana, soprattutto lombarda, deve…
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