Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Frontiera

Frontiera (329)

“E’ stata attribuita alle Province di Varese, Como, Lecco e Sondrio la somma di oltre nove milioni di Euro, assegnata alla Regione Lombardia per l’anno 2013 e derivante dal ristorno fiscale delle tasse, pagate in svizzera dai nostri lavoratori frontalieri”. Lo ricorda l’Assessore di Regione Lombardia delegata ai rapporti con la Svizzera e Presidente della Regio Insubrica Francesca Brianza, a margine della giunta Regionale di oggi che si è tenuta al Science Park di Lodi. “Il ristorno fiscale – ricorda l’Assessore – rientra negli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera e prevede una compensazione finanziaria in base all’imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri. Tali ristorni vanno a favore delle quattro Province oltre ai Comuni e alle Comunità montane di confine”. “Le somme da ristornare alle Province – continua – saranno liquidate da Regione Lombardia entro il termine dell'anno. Le Province hanno fatto pervenire a Regione Lombardia le proposte di piano con…
Da Milano a Lugano, viaggio di sola andata. Era il febbraio scorso e una passeggera aveva raccontato, dando l’allarme, di un’aggressione a sfondo sessuale su una donna da parte di un gruppo di nordafricani. Il treno si era fermato a Maroggia, dove erano saliti alcuni agenti di polizia. Era scattata pure una inchiesta penale, ma poi la vicenda si è rapidamente sgonfiata. Ora il tema della sicurezza è rilanciato non solo da Tilo, ma anche da Trenord, la linea che da Milano, e altre città lombarde, arriva a Chiasso. Su trenta di questi convogli è stata allestita la carrozza "Safe & quiet", sicuri e tranquilli. All’ingresso e all’uscita della carrozza sono stati inseriti dei bottoni rossi che possono essere schiacciati in caso di pericolo, di molestie o  minacce, in particolare, per le donne che viaggiano sole.  Sono state anche piazzate diverse telecamere che riprendono quanto accade negli scompartimenti. La polizia…
Se in Ticino calano i frontalieri forse non c’è da stare allegri. Forse, l’economia sta subendo un rallentamento, forse alcuni settori sono entrati in difficoltà. E forse, un domani, diminuiranno anche gli occupati "ticinesi doc".  Se nel resto della Svizzera i frontalieri crescono del 3,5% e in Ticino diminuiscono dello 0,6% su base annua, magari qualche domanda sarebbe opportuno farsela. "Non si può pretendere di trarre conclusioni da dati così limitati, non ancora significativi - osserva Stefano Modenini, direttore dell’ Associazione industrie ticinesi –. Bisognerebbe sapere dove sono diminuiti, in quali settori specifici. Si può però immaginare che siano  calati nel terziario, nel commercio, in qualche azienda che ha chiuso i battenti  Di sicuro possiamo dire che i frontalieri nell’ultimo anno in Ticino non sono aumentati. Forse, l’economia ha esaurito la sua forza propulsiva, la sua capacità di crescita almeno per i posti di lavoro". Una valutazione si potrà, dunque,…
Tutto comincia quando un ex gessatore residente a Lamone (nei pressi di Lugano, n.d.r.), e accusato d’aver ucciso un cinquantenne di Varese a Cugliate Fabiasco, decide di parlare. La magistratura italiana antimafia riempie in pochi giorni centinaia di pagine di verbali, zeppi di nomi, fatti, località. Poi d’improvviso, forse spinto dai familiari, il pentito smette di collaborare. E siccome a questo punto per legge non può ottenere sconti di pena, si finge pazzo per evitare una condanna all’ergastolo. Ma non ritratta le sue dichiarazioni. E da queste parte una indagine tra omicidi, racket, traffico d’armi e di droga. Un’inchiesta complicata, che si ferma, poi riparte. Passa da un magistrato all’altro, da un investigatore all’altro. Dura dieci anni e viene continuamente aggiornata tra personaggi che scompaiono e riappaiono. Svela una strategia a tenaglia con cui i clan che controllano da una parte il Comasco e dall’altra il Varesotto stringono ai fianchi…
La linguistica storica ha sempre mostrato un grande interesse per le zone di confine e, in generale, per tutte quelle situazioni che favoriscono lo scarto dalla norma, che producono «anomalie», lasciando così intravedere più chiaramente che altrove gli «ingranaggi sociali» del linguaggio. Sandro Bianconi, nel libro Lingue di frontiera. Una storia linguistica della Svizzera italiana dal Medioevo al 2000, Edizioni Casagrande, 2001, Bellinzona, individua le radici remote delle importanti differenze tra le realtà sociolinguistiche delle regioni prealpine e ne illustra l’evoluzione attraverso i secoli, assumendo come criterio e ipotesi esplicativa di fondo la frontiera e le dinamiche socio-economiche-culturali ad essa collegate: nella fattispecie la contiguità con il mondo tedesco e il ruolo dei flussi migratori, dapprima verso la Toscana e poi verso l’Europa intera. Tra i capitoli più rilevanti, si possono annoverare quelli dedicati alle varie modalità del processo di italianizzazione e alfabetizzazione sociale tra Cinquecento e Ottocento, in cui si…
Dopo aver atteso che i contribuenti con capitali nascosti all’estero facessero il primo passo con la voluntary disclosure «1.0», ora è il fisco a muoversi. L’agenzia delle Entrate sta, infatti, preparando le richieste collettive di dati. In pratica, l’amministrazione finanziaria italiana busserà alle porte dei “colleghi” esteri per ottenere dalle banche dei loro Paesi i nominativi e le informazioni sui contribuenti italiani titolari di posizioni. Si parte dalla Svizzera, ossia dal Paese da cui è emerso il 70% delle attività con l’ultima operazione di rientro dei capitali. Un’iniziativa che replica quelle già avviate da Olanda e Francia (e più di recente da Madrid) e per le quali gli istituti di credito elvetici hanno avviato una formazione interna proprio per rispondere alle richieste. Un punto di partenza, dunque. Un passaggio per aumentare il patrimonio informativo già disponibile e già incrementato attraverso le pratiche delle quasi 130mila richieste complessive di adesione alla…
Se a metà Ottocento uno "spettro" si aggirava per l’Europa, ed era una presenza che comunque aveva dimensioni un filino più elevate, adesso un "mostro" si aggira nel Ceresio. Secondo gli esperti, i quali ipotizzano che l’enorme pesce siluro sia arrivato sfruttando la scala di monta alla diga sul fiume Tresa, il mostro è già da due anni nelle acque luganesi, ma i suoi avvistamenti non hanno nulla da invidiare a "Nessie", il misterioso animale marino che nelle Highlands scozzesi vanta un migliaio di avvistamenti negli ultimi 50 anni. Era dal 2014 che il Ceresio non attirava attenzione per delle presenze inquietanti. In quell’estate, infatti, dall’acqua del lago spuntò una gigantesca coda di balena, affiorante per almeno sette metri. Ma quella era un’installazione artistica, "Save the Whale", realizzata da Alex Dorici, per l’Urban Art Festival di Lugano. Insomma, non era certo un "mostro" adatto ad ispirare leggende, come l’abominevole uomo…
Chi scende dal nord, come gli antichi viaggiatori sulla linea del Gottardo, insieme ai paesaggi urbani e alla campagna che cambia colore con le stagioni, vede scorrere in successione una serie di stazioni. Edifici che hanno visto arrivare le locomotive che sbuffavano via il fumo nero e che oggi sono tappa di motrici e carrozze, "missili" di design spinto sull’alta velocità. Ed è così se, appunto, si viaggia da Amburgo a Milano, facendo fermata a Colonia, Francoforte, Zurigo, Lugano. E Bellinzona, che la nuova linea Alptransit ha fatto diventare la "porta del Ticino".  È il segno del cambiamento dei tempi, dell’avanzare della tecnologia. "Perché oggi le stazioni non sono solo cambiate architettonicamente, ma hanno subito una lenta metamorfosi che le ha trasformate, in alcuni casi, da spazi sociali in gran bazar", spiega Gianni Biondillo, architetto e scrittore, docente all’Accademia di Architettura di Mendrisio, di "elementi di psicogeografia e narrazione del…
Questi monti che si tuffano nell’acqua azzurra erano la terra dei contrabbandieri raccontata dallo scrittore Piero Chiara. Ma la gente del lago oggi conta gli incendi dolosi, dodici soltanto dallo scorso novembre. E impara i nomi di chi, in questa zona di confine, ha trovato il modo di comandare con le leggi alla rovescia della ‘ndrangheta. Bruciano le macchine, s’incendiano i camion e si raccontano storie che puzzano di mafia. Si narra, adesso, la storia di due clan calabresi che hanno deciso di prendersi l’ultimo pezzo d’Italia, che da Ponte Tresa arriva fino a Luino, e buona parte della Svizzera. Trafficando armi ed esportando cocaina, trasformando i soldi in case, villette e locali. Un «patto mafioso» che vede dietro a estorsioni, incendi e omicidi i terribili Torcasio di Lamezia Terme e l’élite della cosca Ferrazzo di Mesoraca in provincia di Crotone sovraintendere al traffico di droga e a quello di…
Pagina 2 di 20

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti