Claudio for Expo

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Frontiera

Frontiera (326)

Il nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo prossimo alla inaugurazione e tratto portante dell’asse dell’Alp Transit ha fatto recentemente parlare i media più per la gaffe di Matteo Renzi che per le caratteristiche dell’opera stessa. L’italico Presidente del Consiglio, manifestando una clamorosa ignoranza in materia geografica, ha infatti incluso, nel corso di una recente conferenza stampa, l’infrastruttura elvetica tre le maxi opere in costruzione tra le Alpi e l’Europa in suolo italiano. Per chiarire le idee ai politici confusi e a tutti quelli poco ferrati in materia, segnaliamo una mostra ad hoc. Il Forum per la storia svizzera di Svitto ospita fino al 2 ottobre un'esposizione sulla storia del San Gottardo e dei suoi trafori. 150 anni che vanno dall’apertura del primo tunnel ferroviario nel 1882 all’inaugurazione il prossimo primo giugno di AlpTransit, nei quali sono stati garantiti collegamenti veloci, sicuri e ravvicinati tra Germania e Italia attraverso la Confederazione.…
Dopo le voci isolate degli imprenditori, ricordiamo recentemente, uno su tutti, Emanuele Centonze, ora è il direttore di Aiti Stefano Modenini a farsi sentire. E con toni netti e perentori per quello che è ben più di un semplice campanello d’allarme per l’industria locale e di conseguenza per l’economia in generale. Il Ticino economico è alla costante ricerca di un'identità economica e produttiva, dipende troppo da iniziative imprenditoriali provenienti dall'estero e dal resto della Svizzera, è alle prese con il pesante fardello del franco forte oltre ad essere un paese extra UE. Le notizie recenti di aziende che lasciano il Ticino hanno quindi riacceso il dibattito sul futuro dello sviluppo economico nel cantone. La voce di Modenini è innanzitutto un invito a non esultare troppo per le partenze di aziende dal territorio cantonale. In un intervento pubblicato sul Corriere del Ticino, e che noi abbiamo ripreso da Ticino On Line, il…
Il nostro osservatorio che monitora quotidianamente le relazioni Lombardia-Ticino rileva due novità di taglio squisitamente politico per quanto riguarda la querelle dei lavoratori frontalieri. La prima concerne il tavolo frontalieri in Regione, la seconda la convocazione di un incontro dei sindacati sul tema. Per quanto riguarda l’ambito che spetta a Regione Lombardia abbiamo raccolto come d’abitudine la dichiarazione dell’assessore Francesca Brianza, questa volta appunto a conclusione dell’incontro tematico legato ai rapporti transfrontalieri organizzato da Regione Lombardia, nel contesto della terza edizione dell’evento “Dillo alla Lombardia”. “Esprimo soddisfazione per il tavolo di quest’oggi, a cui hanno partecipato interlocutori autorevoli e preparati. Queste occasioni ci danno lo stimolo per proseguire il lavoro nei prossimi mesi onde costruire un dialogo e un rapporto costruttivo con i vicini di casa elvetici”. La kermesse prevede l’incontro con gli stakeholders nei diversi settori in cui Regione opera: in questo particolare caso l’Assessore si è incontrato e…
Le sconfitte, o le brutte figure, sono sempre orfane mentre le vittorie hanno viceversa una folla di genitori. E’ il caso della recente circolare del Ministero della Salute che fa chiarezza sulla tassazione dei frontalieri dopo settimane di polemiche accese. Come noto, si cancella la tassa richiesta ai lavoratori frontalieri per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Un balzello iniquo, figlio solamente della spasmodica necessità da parte dello stato di fare cassa. Ora la sinistra plaude al governo Renzi per aver preso questo provvedimento, dimenticandosi che il danno lo avevano fatto proprio loro e solo loro potevano porvi rimedio. Dall’altra parte la Lega fa la voce grossa ricordando che è grazie a Regione Lombardia se il Governo ha fatto marcia indietro, dimenticandosi che si sono mossi proprio grazie al chiasso fatto dai frontalieri a gennaio, altrimenti campa cavallo. In realtà un vincitore chiaro c’è e non ha a che fare con…
Dopo il referendum di domenica scorsa relativo all'espulsione automatica degli stranieri che commettono reati, che ha visto la vittoria dei Si in Ticino, ma il No a livello federale, ospitiamo il commento di Libero D'Agostino pubblicato nell'editoriale de Il Caffè di oggi (n.d.r.). Dal voto contro l’immigrazione di massa a quello per l’espulsione degli stranieri che commettono reati, il Ticino si conferma ancora una volta l’avamposto del nazionalpopulismo svizzero. Andando ben al di là nella topografia politica della Confederazione di quel "fossato della polenta" che ha contrassegnato la storia recente del cantone. "Il voto di domenica scorsa è il risultato scontato di anni e anni di campagne contro gli stranieri, di un populismo costruito ad arte, di cui il settimanale leghista il Mattino, è stato un formidabile amplificatore. Negli altri cantoni non c’è niente di simile", dice Giancarlo Nava, esponente di Belticino, il movimento che  si è battuto a lungo contro la…
Il governo svizzero ha presentato il piano per porre limiti all'immigrazione di cittadini di Paesi Ue dal 9 febbraio 2017 per dare seguito al risultato del referendum di due anni fa con cui gli svizzeri hanno votato contro l'immigrazione di massa. In particolare, il governo propone di fissare ogni anno un limite al numero di cittadini Ue che possono andare a vivere e lavorare in Svizzera. Oltre scatterà una sorta di clausola di salvaguardia unilaterale con quote vincolanti anche per i frontalieri. Il referendum del 2014 a favore dell’introduzione di contingenti annuali di stranieri, anche per quelli provenienti dalla Ue, dava tre anni di tempo al governo per attuarlo. Si tratta però di un Piano B perché non scatterà se nel frattempo interviene un’intesa tra Svizzera e Ue. «Un accordo con l’Unione è la migliore soluzione per noi» ha sottolineato il ministro della Giustizia Simonetta Sommaruga, che tuttavia ha spiegato…
Con l’entrata di Regione Lombardia nella Regio Insubrica si avrà, da quest’anno, un nuovo slancio e uno strumento efficace di lavoro su tanti tavoli dedicati ai temi transfrontalieri, temi a volte spinosi ma ai quali cercheremo di dare una soluzione." Lo ha detto l'assessore di Regione Lombardia al Post Expo e alla Città Metropolitana, con delega alla Regio Insubrica, Francesca Brianza, a margine dell'incontro del Presidente Roberto Maroni, presente anche l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini, con una delegazione della Repubblica e Cantone Ticino, guidata dal Presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi. "Per quanto riguarda il cosiddetto “albo dei padroncini”, previsto dalla nuova normativa del Canton Ticino sulle imprese artigiane, crediamo-precisa l’assessore- che la Regio Insubrica possa essere la sede giusta per capire quali saranno le vere conseguenze sui nostri lavoratori e, se sarà necessario, apportare dei correttivi. Nessuno vuole applicare…
Quando ha ricevuto un'allettante offerta di lavoro da Zurigo, in un primo tempo Alberto non ci ha dato tanto peso. Ma, poi, riflettendoci, un pensierino al cambiamento di vita lo ha fatto. Perché già dal 2020 il modo di viaggiare in treno in Svizzera cambierà. E cambierà sostanzialmente. L'entrata in funzione a pieno regime di  Alptransit da Erstfeld a Sud del Ceneri trasformerà in un certo senso i collegamenti tra Nord e Sud in una sorta di grande metropolitana alpina. Poter andare da Lugano a Zurigo in meno di due ore sarà una realtà consolidata e anche all'interno del canton Ticino la velocità di spostamento aumenterà di circa il 50%, collegando, ad esempio, Lugano e Locarno in 30 minuti o Chiasso e Bellinzona in 37 minuti. Creando nuove abitudini e nuove opportunità, abitative e professionali. Dall'analisi promossa a partire dal 2004 dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are) a proposito dello…
Si alza l’asticella del confronto tra frontalieri e politica ed istituzioni. E’ passato neanche un mese dal frontaday di Ponte Tresa, la mobilitazione che ha dato ufficialmente la stura alla protesta degli oltre 62.000 lavoratori italiani che ogni giorno si recano in Ticino per lavorare, che già si registra il primo salto di qualità ovvero la costituzione della Associazione Frontalieri Ticino avvenuta infatti pochi giorni fa. Facebook, i social e il network delle relazioni non bastano più, l’interlocuzione con le parti coinvolte nel problema deve avvenire su basi più strutturate e formali con relativa assunzione di maggiore responsabilità da parte di chi ha maggiormente preso a cuore le ragioni della protesta e se ne è fatto portavoce. A cominciare appunto da Graziano Storari che senza mezzi termini dichiara “Chiunque vorrà i nostri voti dovrà passare sotto le nostre forche caudine”. Già! i voti. Perché la questione frontalieri incrocia le prossime…

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