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Frontiera

Frontiera (329)

Con Alptransit la Lombardia si avvicinerà sempre più al Ticino e alla Svizzera. "E quella futura sarà una connessione legata non soltanto ai trasporti, ma contribuirà sicuramente a creare più business, più affari tra la Confederazione e l’Italia, stimolerà lo scambio di idee ed esperienze, farà cadere, spero, le barriere", spiega Piero Bassetti, ex presidente dell’associazione delle Camere di commercio italiane all’estero,  primo presidente della Regione Lombardia e oggi alla guida dell’associazione Globus et Locus. "Posso dire di aver seguito Alptransit sin dalla sua nascita. Ho visitato anche recentemente il cantiere e ci ho sempre creduto. Per questo che dico che sarà una struttura  determinante per i rapporti tra nord e sud Europa". La prima spinta all’economia comincerà subito dopo l’inaugurazione del traforo, costato 24 miliardi di franchi, prevista il primo giugno. L’attraversamento veloce delle Alpi metterà in relazione  nel cuore dell’Europa un bacino di 150 milioni di persone. Il…
Si surriscalda il clima politico in Italia dopo che si è diffusa la notizia della possibile mobilitazione dell’Esercito svizzero in caso di emergenza profughi. Ricordiamo che 2.000 militari sono stati allertati e potrebbero affiancarsi alle guardie di confine nel caso in cui la pressione dei migranti ai confini con la Svizzera dovesse raggiungere i 30mila arrivi in pochi giorni. Premessa d’obbligo: a oggi la situazione in Ticino non è critica. I richiedenti asilo non superano le trecento unità, un numero facilmente gestibile. Eppure i soldati sono pronti. Ma c’è una campagna elettorale in corso per un referendum che si terrà il prossimo 5 giugno. Gli svizzeri in quella occasione sceglieranno se riformare o meno la legge sul diritto d’asilo, se diminuire i tempi di esame delle domande e aumentare l’offerta per i profughi, con protezioni giuridiche e migliori accessi al mondo del lavoro. Nell’attesa però è già pronto il suddetto…
Esercito pronto ad intervenire, allertati Cantoni, Comuni, corpi di polizia e Protezione civile, già predisposti eventuali rinforzi per le Guardie di confine. Chiusa la via dei Balcani, la Svizzera si sta preparando a contenere alla porta sud del Paese, in Ticino, un’ondata di profughi che potrebbe arrivare dal Meditteraneo. Dall’Adriatico o dal canale di Sicilia. Le ultime stime indicano 100-200mila disperati ammassati soprattutto sulle coste libiche pronte ad imbarcarsi verso l’Italia, per poi risalire a Nord. Sebbene i servizi di monitoraggio sulle coste nordafricane non registrino per ora segnali di partenze imminenti in massa, la strage di pochi giorni fa al largo della Libia, con almeno 200 migranti morti annegati, fa pensare che con l’arrivo della bella stagione ci sarà una forte ripresa dei flussi sulla rotta mediterranea. Si teme che anche i passatori si rimetteranno al lavoro sul confine italiano. In un’Europa divisa da muri e filo spinato, che…
Il nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo prossimo alla inaugurazione e tratto portante dell’asse dell’Alp Transit ha fatto recentemente parlare i media più per la gaffe di Matteo Renzi che per le caratteristiche dell’opera stessa. L’italico Presidente del Consiglio, manifestando una clamorosa ignoranza in materia geografica, ha infatti incluso, nel corso di una recente conferenza stampa, l’infrastruttura elvetica tre le maxi opere in costruzione tra le Alpi e l’Europa in suolo italiano. Per chiarire le idee ai politici confusi e a tutti quelli poco ferrati in materia, segnaliamo una mostra ad hoc. Il Forum per la storia svizzera di Svitto ospita fino al 2 ottobre un'esposizione sulla storia del San Gottardo e dei suoi trafori. 150 anni che vanno dall’apertura del primo tunnel ferroviario nel 1882 all’inaugurazione il prossimo primo giugno di AlpTransit, nei quali sono stati garantiti collegamenti veloci, sicuri e ravvicinati tra Germania e Italia attraverso la Confederazione.…
Dopo le voci isolate degli imprenditori, ricordiamo recentemente, uno su tutti, Emanuele Centonze, ora è il direttore di Aiti Stefano Modenini a farsi sentire. E con toni netti e perentori per quello che è ben più di un semplice campanello d’allarme per l’industria locale e di conseguenza per l’economia in generale. Il Ticino economico è alla costante ricerca di un'identità economica e produttiva, dipende troppo da iniziative imprenditoriali provenienti dall'estero e dal resto della Svizzera, è alle prese con il pesante fardello del franco forte oltre ad essere un paese extra UE. Le notizie recenti di aziende che lasciano il Ticino hanno quindi riacceso il dibattito sul futuro dello sviluppo economico nel cantone. La voce di Modenini è innanzitutto un invito a non esultare troppo per le partenze di aziende dal territorio cantonale. In un intervento pubblicato sul Corriere del Ticino, e che noi abbiamo ripreso da Ticino On Line, il…
Il nostro osservatorio che monitora quotidianamente le relazioni Lombardia-Ticino rileva due novità di taglio squisitamente politico per quanto riguarda la querelle dei lavoratori frontalieri. La prima concerne il tavolo frontalieri in Regione, la seconda la convocazione di un incontro dei sindacati sul tema. Per quanto riguarda l’ambito che spetta a Regione Lombardia abbiamo raccolto come d’abitudine la dichiarazione dell’assessore Francesca Brianza, questa volta appunto a conclusione dell’incontro tematico legato ai rapporti transfrontalieri organizzato da Regione Lombardia, nel contesto della terza edizione dell’evento “Dillo alla Lombardia”. “Esprimo soddisfazione per il tavolo di quest’oggi, a cui hanno partecipato interlocutori autorevoli e preparati. Queste occasioni ci danno lo stimolo per proseguire il lavoro nei prossimi mesi onde costruire un dialogo e un rapporto costruttivo con i vicini di casa elvetici”. La kermesse prevede l’incontro con gli stakeholders nei diversi settori in cui Regione opera: in questo particolare caso l’Assessore si è incontrato e…
Le sconfitte, o le brutte figure, sono sempre orfane mentre le vittorie hanno viceversa una folla di genitori. E’ il caso della recente circolare del Ministero della Salute che fa chiarezza sulla tassazione dei frontalieri dopo settimane di polemiche accese. Come noto, si cancella la tassa richiesta ai lavoratori frontalieri per l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Un balzello iniquo, figlio solamente della spasmodica necessità da parte dello stato di fare cassa. Ora la sinistra plaude al governo Renzi per aver preso questo provvedimento, dimenticandosi che il danno lo avevano fatto proprio loro e solo loro potevano porvi rimedio. Dall’altra parte la Lega fa la voce grossa ricordando che è grazie a Regione Lombardia se il Governo ha fatto marcia indietro, dimenticandosi che si sono mossi proprio grazie al chiasso fatto dai frontalieri a gennaio, altrimenti campa cavallo. In realtà un vincitore chiaro c’è e non ha a che fare con…
Dopo il referendum di domenica scorsa relativo all'espulsione automatica degli stranieri che commettono reati, che ha visto la vittoria dei Si in Ticino, ma il No a livello federale, ospitiamo il commento di Libero D'Agostino pubblicato nell'editoriale de Il Caffè di oggi (n.d.r.). Dal voto contro l’immigrazione di massa a quello per l’espulsione degli stranieri che commettono reati, il Ticino si conferma ancora una volta l’avamposto del nazionalpopulismo svizzero. Andando ben al di là nella topografia politica della Confederazione di quel "fossato della polenta" che ha contrassegnato la storia recente del cantone. "Il voto di domenica scorsa è il risultato scontato di anni e anni di campagne contro gli stranieri, di un populismo costruito ad arte, di cui il settimanale leghista il Mattino, è stato un formidabile amplificatore. Negli altri cantoni non c’è niente di simile", dice Giancarlo Nava, esponente di Belticino, il movimento che  si è battuto a lungo contro la…
Il governo svizzero ha presentato il piano per porre limiti all'immigrazione di cittadini di Paesi Ue dal 9 febbraio 2017 per dare seguito al risultato del referendum di due anni fa con cui gli svizzeri hanno votato contro l'immigrazione di massa. In particolare, il governo propone di fissare ogni anno un limite al numero di cittadini Ue che possono andare a vivere e lavorare in Svizzera. Oltre scatterà una sorta di clausola di salvaguardia unilaterale con quote vincolanti anche per i frontalieri. Il referendum del 2014 a favore dell’introduzione di contingenti annuali di stranieri, anche per quelli provenienti dalla Ue, dava tre anni di tempo al governo per attuarlo. Si tratta però di un Piano B perché non scatterà se nel frattempo interviene un’intesa tra Svizzera e Ue. «Un accordo con l’Unione è la migliore soluzione per noi» ha sottolineato il ministro della Giustizia Simonetta Sommaruga, che tuttavia ha spiegato…

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