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Frontiera

Frontiera (329)

Si sa e non si sa e comunque se ne parla troppo poco…ovviamente. Una batosta finanziaria è in arrivo per le decine di migliaia di frontalieri che ogni giorno varcano il confine interno insubre per andare a lavorare in Ticino. In poche parole questa categoria di lavoratori dovrà pagare in Italia i servizi medici che prima erano gratuiti. Per fare il punto della situazione, facciamo aiutare dalla stampa del vicino Cantone, in questo caso l’articolo in merito del Giornale del Popolo di cui riproduciamo un ampio stralcio. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno: l’assistenza sanitaria diventerà a pagamento per tutti i frontalieri attivi in Svizzera e residenti in fascia di frontiera. Il Ministero della salute italiano nei giorni scorsi ha infatti indirizzato una circolare agli enti nelle zone di confine. Nella lettera si spiega che da adesso in avanti i 60mila frontalieri italiani che lavorano in…
Continua la trattativa tra l'Italia e la controparte Svizzera in merito all'accordo fiscale sulla tassazione dei lavoratori frontalieri; il tono generale è costruttivo, pur permanendo alcuni elementi di tensione, su cui appunto le parti si stanno confrontando. Tra questi, pur non facendo parte dell'Accordo, anche il tema della richiesta del casellario giudiziario ai lavoratori su cui Regione Lombardia ha già espresso forti posizioni contrarie attraverso il Governatore Maroni. E' questo, in sintesi, il bilancio dell'incontro  tra la Commissione speciale "Rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Province autonome", presieduta dalla varesina Francesca Brianza (Lega Nord), nella foto, il "negoziatore" del Ministero dell'Economia e delle Finanze Vieri Ceriani e il sottosegretario del "Pirellone" con delega all'Attuazione del programma Alessandro Fermi. Presenti anche le organizzazioni sindacali e l'associazione dei comuni di frontiera. "Per quanto riguarda la tassazione - ha detto Fermi -. i punti cardine su cui si sta costruendo l'accordo sono il principio…
Dopo le elezioni Cantonali in Ticino della primavera 2015, il neonato movimento politico Lega Sud aveva deciso all'unanimità di prendersi una pausa di riflessione fino alle Comunali dell'anno prossimo, al fine di delineare meglio le linee guida da seguire per una battaglia elettorale densa di contenuti e di proposte meglio condivise con la popolazione. Cammin facendo, però, i promotori di Lega Sud, capitanati sempre dal battagliero Luciano Milan Danti (nella foto), si sono resi conto che le istanze in favore dei ticinesi non possono limitarsi ad una pur giusta battaglia sul territorio, ma devono ampliarsi anche verso Berna, perché oltre Gottardo giunga la voce di chi non ha voce a causa di una politica da sempre tesa a favorire gli Svizzero-tedeschi. La Lega Sud, movimento popolano e popolare, come amano definirla i sostenitori, è come un bambino che dopo 5 mesi di attività muove i primi passi e ha bisogno…
In tutte le regioni svizzere che accolgono manodopera frontaliera è scoppiato un vero e proprio caso: l'aumento dei costi di gestione dei conti da parte delle principali banche e, ultimamente, anche di Postfinance, da sempre l'istituto di credito di riferimento per i frontalieri. Uno degli effetti più tangibili della fine - di fatto - del segreto bancario è senza dubbio l'aumento delle procedure burocratiche nella gestione dei conti. A farne immediatamente le spese è proprio la manodopera che attraversa ogni giorno il confine e a cui il datore di lavoro, da anni, versa lo stipendio su conti svizzeri. Che servono, però, più che altro da deposito temporaneo del denaro. E alle banche fruttano poco, o nulla. L'esplosione delle tariffe per l'amministrazione del conto, che toccano anche i 480 franchi l'anno, ha sollevato parecchie proteste anche fuori dai confini nazionali. Come conferma al Caffè Jean-François Besson, segretario generale del Groupement transfrontalier…
"Ora litigano anche fra leghisti, ma quel che più preoccupa è che gli atteggiamenti del governo ticinese stanno creando tensioni con l'Italia su altre questioni ben più importanti", osserva il sindacalista Renzo Ambrosetti. Il copresidente Unia - in pensione da ieri, sabato, dopo 37 anni di sindacato - si riferisce alle dichiarazioni di Roberto Maroni. "È una posizione che creerà tensioni", aveva detto il presidente della regione Lombardia, riguardo alla volontà del ministro ticinese di mantenere la richiesta dell'obbligo dei certificati del casellario e dei carichi pendenti per ottenere i permessi di soggiorno B e per i frontalieri G. "Bisognerebbe capire se queste richieste sono compatibili coi bilaterali, con la libera circolazione delle persone - aggiunge Ambrosetti -. Cosa che non credo". Una pretesa analoga, presentata a Berna dal consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri  da applicare a livello generale, è stata bocciata. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha chiarito…
I varesini che dalla zona di frontiera giornalmente si spostano nel Canton Ticino per lavoro hanno raggiunto alla fine del 2014 quota 25.751, con un incremento del 4,7% nell’arco di dodici mesi. Di questi, il 60,3% è rappresentato dalla componente maschile e il restante 39,7% da quella femminile, come indica l'analisi effettuata dall'Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio, resa disponibile sul portale statistico OsserVa. Oltreconfine la disoccupazione è in leggero calo, con un tasso che per il Ticino l’Ufficio di Statistica di Bellinzona indica al 6,7% nella media 2014 (-0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente) se si prendono in considerazione i parametri dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Un calo registrato anche in provincia di Varese, dove in un anno si è passati dall’8,6% all’8,3%, ma che non è stato sufficiente a fermare il flusso dei lavoratori verso lo stesso Canton Ticino. Basti pensare che nel 2006 i frontalieri varesini…
Il mondo del lavoro in Ticino contesta Norman Gobbi. Un obbligo inutile. Un onere burocratico in più e una misura inefficace se pensata per limitare in qualche modo l'assunzione di lavoratori frontalieri. Se dall'Italia, soprattutto dalla Lombardia, la recente decisione del ministro delle Istituzioni, Norman Gobbi, di imporre la presentazione dell' estratto del casellario giudiziale e dei carichi pendenti ai frontalieri che richiedono un permesso di lavoro, o il rinnovo dello stesso, ha destato una certa irritazione, gli ambienti economici ticinesi non hanno di certo applaudito. Anzi,le associazioni legate all'edilizia, al commercio e all'attività alberghiera non nascondono le loro critiche. "Siamo i primi a lamentarci dei troppi vincoli burocratici e questa decisione non fa altro che aggiungere altre incombenze - commenta Vittorino Anastasia, direttore della Società svizzera impresari costruttori (Ssic) -. Gli accordi bilaterali prevedevano già, in caso di dubbio, la possibilità di chiedere ulteriori garanzie sulla fedina immacolata del…
Sembra banale ricordarlo, ma il libero mercato è assai restio a farsi imbrigliare da limitazioni di sorta. Figuriamoci a subire un "congelamento", come proposto da Raoul Ghisletta. Il deputato socialista vorrebbe mettere nel freezer gli accordi bilaterali con l'Ue, fintanto che "il mercato del lavoro non sarà regolamentato efficacemente e ripulito dagli abusi che si sono diffusi come un cancro". Per ora l'idea ha raggelato solo i rapporti umani dentro il Ps. Ma soprattutto questa "ibernazione" in attesa di una cura, non tiene conto di un fattore inaggirabile: la realtà. Perché il Ticino non può prescindere dal nord Italia, e viceversa, per la semplice ragione che gli scambi, non solo economici, tra le due aree confinanti esistono, eccome. Piuttosto, come fanno capire negli articoli in basso, l'economista e il sindacalista Cgil, bisogna coltivare la reciprocità. Se non ci fossero Lombardia e Piemonte... (di Stefano Pianca) Meno export e pochi posti,…
Se c'è uno sport destinato a marchiare l'estate 2015 sugli specchi d'acqua ticinesi, questo è certamente lo "Stand Up Paddle". Una disciplina in realtà presente già da qualche anno sui laghi, ma che sta vivendo una vera e propria ondata di popolarità. Soprattutto perché si tratta di un modo semplice e diretto per godersi le bellezze del paesaggio, praticando nel contempo un'attività fisica che, se svolta nel modo corretto, porta grandi benefici al corpo, visto che lo sforzo è molto completo. Che cosa serve? Poco. Una tavola simile a quelle per il surf e un remo praticamente uguale a quello usato da chi va in canoa. La conferma dello sviluppo dello Stand Up Paddle arriva anche dalle strutture che offrono questa attività agli appassionati e ai semplici curiosi. "È una nuova maniera di vivere il lago che piace moltissimo - conferma Yoann Hamonic, responsabile del Lugano Stand Up Paddle ad…
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