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Giovani/Università e Ricerca

Giovani/Università e Ricerca (138)

La Bocconi è ai vertici di produttività scientifica nelle aree di ricerca in cui è attiva (scienze economiche e statistiche e scienze guridiche), secondo la Valutazione qualità della ricerca per il quadriennio 2011-2014 (Vqr 2011-2014) dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), presentata oggi. Le pubblicazioni dei suoi ricercatori valgono alla Bocconi il primo posto tra i grandi atenei dell’area economico-statistica e il secondo tra i piccoli atenei di quella giuridica (le dimensioni sono valutate in relazione al numero di docenti attivi nel settore di ricerca). La Bocconi è, inoltre, al primo posto nell’area economico-giuridica per quanto riguarda il contributo scientifico dei docenti neoassunti o appena promossi, che risulta più alto rispetto al contributo scientifico dei neoassunti e dei neopromossi delle altre università italiane. Attraverso questa valutazione, spiega l’Anvur, “si può capire chi ha assunto i migliori e, quindi, determinare la capacità di selezione del personale…
Il Global Talent Competitiveness Index (GTCI di Insead, Adecco e Human Capital Leadership Institute) colloca l’Italia al 40° posto nella classifica generale e al 25° in Europa. Rispetto al 2016 il Belpaese guadagna una posizione, ma resta comunque dietro a molti paesi dell’Europa centro-orientale e a Barbados, Cipro e Costarica. Sostanzialmente, il rapporto ripropone la fotografia dello scorso anno, in cui l’Italia si posiziona intorno alla media dei paesi ad alto reddito solo per quanto riguarda le competenze vocazionali e tecniche “Vocational and technical skills” (31° posto assoluto) e per la capacità di far crescere “Growth” (28° posto); in tutte le altre dimensioni, l’Italia è posizionata peggio dei paesi appartenenti alla stessa categoria di reddito (“Enable” 62° posto, “Attract” 64°, “Retain” 41° e “Global Knowledge Skills” 39°). Tra l’altro è interessante notare come la dimensione “Crescita” ci spingerebbe molto più avanti, se non fossimo il 74° paese per spesa nel…
Per chi bazzica assiduamente la rete alla ricerca di tutto e di più per trovare ispirazione tra mode, tendenze e fenomeni di costume, il 2016 fa rima con il tormentone #Escile lanciato ad inizio anno sui profili Facebook 'spotted' delle principali università meneghine e non solo. Innanzitutto, per i meno informati, cosa significa profilo spotted. Spotted significa letteralmente “adocchiato” o “avvistato”. L’amministratore apre la pagina Spotted (su Facebook) dedicata alla tale Università, naturalmente si tratta di una pagina non ufficiale dell’ateneo in questione. A questo punto gli studenti inviano i loro pseudo segreti, al principio per lo più commenti su ragazzi dell’altro sesso intravisti in università e dichiarazioni. E nel seguito si è letto di tutto, critiche o segnalazioni di episodi di qualsiasi genere inerenti la vita universitaria, battute, commenti e via discorrendo. L’amministratore li riceve e li modera, quindi li pubblica in modo anonimo, così almeno si spera. E fin qui niente…
Gli specialisti del laboratorio di glaciologia che a 50 gradi sottozero studiano campioni di ghiaccio prelevati dalle Alpi all’Antartide per la ricerche sui cambiamenti climatici. La squadra di biomedicina che sviluppa i nanoshuttle, vettori in scala nanometrica che viaggiano nell’organismo per la cura e diagnosi di malattie come l’Alzheimer. O gli studiosi dei materiali innovativi che hanno inventato finestre che catturano la luce solare e la trasformano in energia elettrica. Eccola la squadra dei ricercatori dell’università Bicocca, così la presentano in ateneo il giorno dopo la pubblicazione delle pagelle dell’Anvur, l’agenzia nazionale che valuta la qualità della ricerca negli atenei, e che ha riconosciuto alla Bicocca il nono posto, e il primo in Lombardia. E il lavoro svolto nei 14 dipartimenti dell’ateneo sarà premiato, perché in base a questa pagella verrà attribuita una quota di finanziamenti aggiuntivi, un tesoretto di quasi un miliardo. «Questa valutazione è un risultato straordinario per…
La linea è quella tracciata dai suoi predecessori: un legame sempre più stretto tra il Politecnico di Milano e il sistema imprenditoriale del territorio e del Paese. Il rettore neoeletto del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta (in carica dal 1° gennaio 2017 al 2022), lo mette in chiaro subito: «Continueremo sulla strada di ricerca congiunta e anzi intendiamo rafforzarla, estendendola anche ad altri settori, come le costruzioni». Con l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese il capitale umano dell’ateneo e la sua rete di università internazionali; e al tempo stesso di creare un contesto attrattivo per l’inserimento dei propri allievi. Un Politecnico a sostegno del sistema Paese? Mi piace pensare a un ateneo che funzioni anche come hub per la politica industriale italiana. È un percorso di fiducia, tra noi e le imprese, che si costruisce nel tempo. Oggi possiamo contare su una credibilità fondata su numerosi accordi strategici di…
Ha immaginato un domani per i giovani e per il Paese, la Fondazione Golinelli. E lì ha indirizzato i 30 milioni di euro che l’imprenditore-filantropo bolognese della farmaceutica e la moglie hanno donato al programma di formazione e ricerca per il prossimo mezzo secolo “Opus 2065”: domani servono cervelli per le fabbriche 4.0 e insegnanti per le scuole 4.0, in una osmosi costante tra studio e lavoro, tra il pensare e il fare. Così, dopo un anno di brainstorming con i protagonisti della ricerca e della cultura italiana, la Fondazione – unico caso domestico di fondazione privata operativa e filantropica, all’americana – ha annunciato ieri i primi tre progetti sperimentali, frutto della sinergia con l’Università di Bologna e il Politecnico di Milano: una Scuola di dottorato residenziale in Data Science (coinvolgendo anche il Cineca, con 30 borse di studio ogni anno per i futuri esperti di big data); un’Alta scuola…
Nell’epoca della globalizzazione e delle rivoluzioni digitali, ma anche della lenta crescita globale, il ruolo del capitale umano altamente profilato, come motore della produttività e della innovazione, è più che mai al centro dell’attenzione. In questa prospettiva le Università non possono che acquisire un’importanza strategica nei processi di generazione di idee e di ricchezza e indirettamente nello sviluppo economico del territorio. La LIUC di Castellanza (VA) ha compiuto un quarto di secolo e per l’occasione ha fatto il punto sullo stato dell’arte in un convegno tenutosi mercoledi 19 ottobre in Università in cui sono stati presentati i risultati di una Ricerca sul contributo che nei suoi 25 anni di attività ha dato allo sviluppo del sistema economico lombardo. E con sullo sfondo il sempiterno confronto e approfondimento sui temi complessi dell’interazione tra formazione universitaria, mercato del lavoro e sistema delle imprese. L’Università castellanzese, voluta dalla Unione degli Industriali di Varese alla…
Presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Como è ora attivo un Punto di Insegnamento Confucio, istituito in collaborazione con l’Istituto Confucio dell'Università degli Studi di Milano, Polo di Mediazione di Sesto San Giovanni. Grazie alla convenzione siglata con il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, gli studenti dell'Università dell’Insubria potranno usufruire gratuitamente di corsi di preparazione all'esame di competenza linguistica cinese Hanyu Shuiping Kaoshi (HSK). I corsi, tenuti dai docenti dell'Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, saranno in autunno e in primavera. Gli studenti dell’Insubria potranno inoltre partecipare alla selezione dei candidati per le numerose borse di studio erogate ogni anno dall'Istituto Confucio per soggiorni-studio in Cina di sei mesi, un anno o due anni. La collaborazione tra il DiDEC dell’Insubria e l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano avrà ricadute importanti anche per la cittadinanza, grazie a numerose iniziative già previste e in corso di preparazione, compresi progetti…
La ricerca della natura intima del mondo, della sua nascita e di una realtà teorizzata ma ancora da scoprire è raccontata da martedì 12 luglio nella nuova sezione Extreme del Museo nazionale della Scienza e tecnologia «Leonardo da Vinci». La sua apertura assume un valore simbolico sottolineato dalla presenza del sindaco Giuseppe Sala, del presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, del presidente della Regione Roberto Maroni, dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e persino del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sembra quasi di tornare al clima del 15 febbraio 1953 quando Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, tagliava il nastro del Museo risorto dopo la ricostruzione. Perché il Museo e Milano, allora come oggi, rappresentano la frontiera di un mondo capace di favorire quella rinascita di cui il Paese ha bisogno. Contando prima di tutto sul valore dei propri uomini come dimostrano Fabiola Gianotti, ora alla…
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