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Giuseppe Reguzzoni

Giuseppe Reguzzoni (8)

di Giuseppe Reguzzoni* Gentile Direttrice (de L’indipendenzaNuova, n.d.r.), in ambienti leghisti, postleghisti, indipendentisti e sinanche di centrodestra si fa un gran parlare della riapertura del processo alla Guardia Nazionale Padana: una trentina di imputati, gente semplice, che ora rischia grosso, causa accusa di banda armata e insurrezione contro lo Stato. I colonnelli leghisti – Bossi, Maroni e Calderoli – non sono imputabili perché protetti dall’immunità parlamentare e i giudici ne hanno già preso atto. Di Giorgetti, ex segretario della Lega Lombarda in quei tempi eroici e poi saggio del Quirinale, non si parla: lui è l’eminenza grigia, che muove le pedine e non si espone mai. Vista la perdita di credito di siffatti personaggi, non sarebbe per loro un’occasione di riscatto rinunciare all’immunità e farsi processare, fianco a fianco, con i militanti che si sono sacrificati per loro?
di Giuseppe Reguzzoni* Gli Europei non fanno più figli ed è quasi vietato parlarne. La Spagna, in linea con la volontà delle Logge, sta persino vietando l’uso delle parole «mamma», «papà», «famiglia». Intanto, però, il ticchettio implacabile della bomba demografica risuona sempre più sinistro e, oggi, può essere eluso solo da chi ha deciso di mettere la testa sotto terra, come uno struzzo. A dirlo non sono solo gli studi di importanti enti accreditati presso le Nazioni Unite, spesso inclini a «smentire gli allarmismi», ma anche ricerche condotte da liberi analisti, che non temono di dire le cose come stanno o, meglio, di farci ragionare sulle proiezioni dei trend demografici attuali.
di Giuseppe Reguzzoni* Media occidentali ancora una volta uniformi. Cresce la tensione – scrivono – tra Russia e “comunità internazionale” (cioè USA e UE) perché 32 camion, su 280, sono entrati in Ucraina senza l’approvazione di Kiev. La Farnesina protesta. Rasmussen affila le spade della NATO, che non vede l’ora di celebrare il centenario della Grande Guerra con un altro conflitto mondiale, da cui, presumibilmente, dovrebbe nascere il nuovo ordine mondiale, il Loro. A titolo di esempio, uno tra i tanti, rileggiamo la notizia sulla Die Welt, quotidiano liberalconservatore tedesco, che non riesce a riportare i fatti senza abbondare in inutili commenti sulla violazione del diritto internazionale.
  di Giuseppe Reguzzoni* Volentieri pubblico il testo della mia relazione alla serata organizzata da L’Insorgente, con il patrocinio del comune di Varese e della Fondazione Comunitaria del Varesotto, lasciando il tono discorsivo e non accademico, nella speranza che ciò torni utili per la riacqusizione, dal basso, di una maggiore coscienza identitaria. Mi tocca il compito più ingrato, perché mentre gli altri vi parleranno di COSE io dovrò parlarvi di IDEE. Tuttavia, oggi più che mai è necessario farlo. C’è stato un tempo, lunghissimo, in cui non bisognava rendere ragione di questo rapporto profondo ed essenziale tra noi e la natura, quello di cui parla il titolo di questa serata.È sempre così. È quando qualcosa, che per lungo tempo è stato scontato, cessa di esserlo, che occorre riflettere su di esso. È perché questo rapporto, questa verità elementare, oggi non è più scontata che dobbiamo parlarne e, soprattutto, pensarci.
di Giuseppe Reguzzoni* Zurigo, Paradeplatz, giusto il tempo di un caffè e di un gipfeli (il croissant elvetico) con K.H., già collaboratore del Consiglio Nazionale per il gruppo parlamentare della SPS, il partito socialdemocratico svizzero, che ora ha un ruolo dirigenziale presso un’importante società  elvetica di assicurazioni.  Non è un incontro casuale, ma non è stato facile ottenerlo. Un paio di domande, cui l’interlocutore risponde con precisione, brevità e gentilezza, chiedendo, però l’anonimato: «Sa, qui nella Svizzera Tedesca non amiamo mettere troppo in vista le appartenenze politiche, soprattutto quando si è nel mondo della finanza». Già, il mondo della finanza, e proprio a Zurigo, la capitale finanziaria della Confederazione …
di Giuseppe Reguzzoni* Sino a pochi anni fa “rivoluzione sessuale”, sull’onda dei movimenti culminati nel Sessantotto, era sinonimo di superamento dei tabù. Se ne poteva e se ne può discutere, ma, nella sostanza, la rivoluzione sessuale supponeva ancora, in qualche modo, la differenza tra i sessi. Oggi una serie di ordini partiti dall’alto stanno sostituendo la vecchia rivoluzione sessuale con la rivoluzione di genere, vale a dire, in parole povere, l’affermazione che la differenza sessuale non è un dato di natura, ma una struttura culturale che, come tale, si può liberamente modificare.
di Giuseppe Reguzzoni* Perché esiste la Chiesa? Quanti erano in Piazza San Pietro questa sera (il 13 marzo, n.d.r.), sotto la pioggia, sorpresi dalla scelta del Conclave, a inginocchiarsi e pregare. Una piazza stracolma, in silenzio, che accompagna il Santo Padre nella preghiera: Padre, Ave, Gloria.

Votare?

Scritto da
  *di Giuseppe Reguzzoni www..giuseppereguzzoni.blogspot.it È chiaro che la moltiplicazione dei partiti a tutta prima lusinga la vanità degli imbecilli. Dona loro l'illusione di scegliere. Georges Bernanos, I grandi cimiteri sotto la luna, 1938

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