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Il Ducale, la bandiera della Lombardia. Gli atti di un convegno

Scritto da Terra Insubre (a cura di)

Il “Ducale” visconteo-sforzesco è uno degli esiti araldici europei più belli: le sue valenze estetiche e cromatiche sono determinate dall’accostamento dell’Aquila nera del Sacro Romano Impero di Nazione Germanica, su fondo oro, con l’azzurro della “Vipera” dei Visconti, primi signori di Milano, su fondo argenteo. Carlo Maspoli, araldista e curatore dell’edizione del Codice trivulziano, nel volume lo definisce «un bellissimo e artistico connubio dell’immaginario dell’araldica italiana con quello austero della dignità imperiale germanica». Estetica a parte, è il significato storico di tale emblema a doverci interessare. Nato nel 1395 in seguito all’elevazione al soglio ducale di Gian Galeazzo Visconti, il celebre “inquartato” divenne la bandiera ufficiale del Ducato milanese, sventolando in tutti i suoi dominî e diventando oggetto di una così vasta diffusione che ancor oggi ne sopravvivono numerosissime rappresentazioni in castelli, palazzi storici, piazze dei nostri borghi. Anche dopo l’estinzione della casata con il nono e ultimo duca, Francesco II Sforza (1535), il “Ducale” e la sinuosa “Biscia” viscontea sono rimasti invariabilmente negli emblemi imperiali asburgici (sia spagnoli che austriaci) fino all’episodio finale del Regno Lombardo-Veneto, dimostrando la propria importanza e longevità.

L’Associazione Culturale “Terra Insubre” da anni profonde studi e ricerche volti alla rivalutazione di questa gloriosa insegna, nel convincimento che essa rappresenti un forte simbolo di identità territoriale: al di là della sua valenza storica, la “Vipera” è infatti avvertita ancor oggi quale simbolo della Lombardia. I marchi e i loghi delle aziende e dei sodalizi sportivi nati nel corso del Novecento che la contemplano sono lì a dimostrarlo. Il “Ducale” può quindi ben diventare anche il vessillo della moderna Regione Lombardia che, nata nel 1970, ancora attende una propria bandiera ufficiale, nonostante le iniziative e le proposte di legge susseguitesi negli anni. Il volume che presentiamo raccoglie gli interventi dei relatori intervenuti, il 18 aprile 2015, al convegno “Il Ducale, la bandiera della Lombardia”, svoltosi nello splendido contesto del Castello dei Visconti di San Vito a Somma Lombardo. In quella giornata di studi l’argomento “Ducale” è stato declinato in tutte le sue sfaccettature, tanto rispetto alla propria storicità quanto rispetto al dibattito politico-istituzionale in corso sull’adozione della bandiera regionale lombarda. Come dire, passato e presente dell’emblema.

Diviso in tre sezioni, nella prima, “Alle origini dell’emblema”, il testo offre la contestualizzazione storica (il periodo visconteo-sforzesco) da cui trae origine il “Ducale” e, prima ancora, l’arma dei Visconti, non tralasciando di suggerire nuove e suggestive ipotesi interpretative.

Nella seconda sezione, “Bandiere storiche e bandiere araldiche”, viene affrontato il tema del lungo dibattito sull’identità simbolico-istituzionale della Lombardia, che in realtà è di gran lunga antecedente la metà degli Anni Ottanta del Novecento, quando il movimento politico Lega Lombarda-Lega Nord lo rilanciò. La nascita e la riproposizione dell’attuale stemma regionale della cosiddetta “rosa camuna”, della croce rossa su campo bianco e del “Ducale” stesso sono analizzate e commentate, sino a giungere alla proposta di una versione di quest’ultimo a 2/3, attualmente utilizzata per le bandiere ufficiali moderne.

Gli “Approfondimenti” finali sono dedicati a una ricognizione storico-architettonica del bellissimo Castello di Somma Lombardo e al primo censimento sui “Ducali” e i “Biscioni” scolpiti, dipinti e intarsiati presenti in Insubria, in Italia, nell’Europa e... nel Mondo.

Testi di Paolo Grillo, Paolo Zaninetta, Franco Cardini, Carlo Maspoli, Gilberto Oneto, Stefano Bruno Galli, Marco Foppoli, Michela M. Grisoni e Roberto Stefanazzi Bossi.

Volume brossurato di 136 pp. in bianco/nero e a colori, copertina plastificata con risguardi, euro 16,00. Da richiedere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A cura della Associazione culturale Terra Insubre

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