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Diana Ceriani, la cultura del cuore tra boschi, laghi e colline. Ora in un libro

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Alzi la mano chi non conosce Diana Ceriani, almeno di fama! Nel variegato universo delle tradizioni, della cultura e della lingua locale declinata in bosino, l’infaticabile cantastorie cabiagliese è un sicuro baluardo. Con l’abbigliamento tradizionale, la sperada in testa, la chitarra e tanta passione. Da tanti anni in trincea per ricordare, diffondere, rivalutare, far conoscere il meglio della nostra terra. Con un di più però, con una propria e ormai vasta produzione di canzoni, poesie, piccoli racconti, aneddoti, elzeviri tutti rigorosamente in Lombardo e quando possibile tutti raccontati ed interpretati dal vivo. E artisticamente ha già una bella storia alle spalle. Ha fatto parte del gruppo Folkloristico Bosino di Varese e della compagnia teatrale de “Ra Famiglia Bosina”. Ha insegnato Lingua, Tradizioni e Storia del Territorio presso la Scuola Bosina. Ha vinto nel 2011 e nel 2014 il secondo e terzo posto al Festival della Canzone Lombarda di Induno Olona con le canzoni “Maria Bambina” e “Canzun d’Amur Busina”. Le sue canzoni sono raccolte nel CD “I Stagiun da Vares” (2012). Collabora con riviste on line, tra le quali anche La Bissa de l’Insubria, ed ha partecipato come ospite a diverse trasmissioni televisive. Per non parlare della costante presenza su Facebook, dove è possibile scoprire di lei un profilo più personale, quasi intimo, pieno di riflessioni, progetti, gioie e anche di tanta fatica e tenacia per portare a termine lavori che non sono mai improvvisati. Come nel caso dell’ultimo libro da poco pubblicato per i tipi di Macchione, piccolo e affermato editore varesino sempre molto attento all’ambito locale, alle tradizioni, alla storia, alle usanze nonché agli aspetti turistici e del tempo libero per una migliore fruizione e conoscenza del territorio. Il titolo è già un programma, “Almanacco delle tradizioni bosine….con le mie canzoni. I stagiun dur cör”. Nel libro, stagione dopo stagione, Diana Ceriani ci guida alla scoperta delle tradizioni del territorio varesino. Alla vita delle donne e degli uomini partecipano gli animali e le piante parti integranti ed essenziali delle abitudini, mestieri e costumi della civiltà contadina. Aneddoti, storie, leggende … i giorni, i mesi ... l'anno scorre veloce accompagnato dalle poesie e dalle canzoni in lingua bosina e tutte composte, come detto, da Diana. L'amore per la propria terra diventa cultura del cuore, svelando le radici più profonde dell'identità prealpina nata tra boschi, laghi e colline. Un punto di arrivo, una consacrazione dopo tanti anni di lavoro? Non credo, conoscendola. Piuttosto è uno stimolo in più per continuare, per farsi conoscere, per coinvolgere sempre più pubblico interessato. Un consiglio ai più a questo punto viene spontaneo, pensando soprattutto ai commenti e alle polemiche letti e ascoltati dopo l'approvazione della recente legge regionale sulla lingua lombarda. Seguitela in queste settimane, sicuramente ci saranno tante occasioni pubbliche in cui verrà presentato il libro, la conoscerete, l’ascolterete e sicuramente potrete capire di più e meglio di cultura e tradizioni locali, imparerete ad amare la lingua lombarda, le usanze bosine e magari, se siete scettici o prevenuti, uscirete dagli stereotipi, dalle banalità, dalla superficialità e anche dalle strumentalizzazioni di cui questi argomenti sono purtroppo facilmente oggetto.

 

Pro memoria:

Diana Ceriani, Almanacco delle tradizioni bosine….con le mie canzoni. I stagiun dur cör, Macchione Editore, Varese, 2016

 

 

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