Claudio for Expo

ICH Sicav

 

La via del Sempione nel 1600: il secolo di Stockalper

Scritto da Scuola Media di Varzo, classe 2^a

Secondo periodo di prosperità per il Sempione.

Il traffico del Sempione rinacque attorno al 1630, come principale passaggio commerciale fra Nord e Sud Europa, sotto l’influenza di un commerciante di Briga, Kasper Jodok Von Stockalper che venne soprannominato Le roi du Simplon. Tuttavia questo secondo ed ultimo apogeo del traffico mulattiero sul passo del Sempione, ebbe breve durata.

Kasper Jodok Von Stockalper, albero genealogico.

Kasper Jodok Von Stockalper fu una delle figure più importanti e rappresentative della Svizzera di ogni tempo. Pare che la famiglia Stockalper fosse di origini italiane, esattamente di Milano. Il nome originale era De Olteri: nel 1330 un Antonio De Olteri, commerciante di Milano trasferì la sua residenza a Briga, dove acquisì presto numerosi beni, soprattutto nella vicina valle di Ganter. Nel 1360 acquistò, sopra Berisal, la “Stockalpe”, dove si fece edificare un’abitazione. Venne così denominato Antonio Olteri De la Stockalpe; a poco a poco la popolazione, di lingua tedesca, abbandonò il nome straniero e la famiglia fu indicata solamente come quella di Antonio Stockalper. Questo narra una leggenda sulle origini dell’albero genealogico di famiglia. Si è accertato che nella metà del 14° secolo, nella valle del Ganter, gli Stockalper e gli Olteri apparissero pressoché nello stesso tempo. Non è possibile, tuttavia, fare un rapporto diretto fra le due famiglie: gli Olteri scomparvero nella storia del Vallese a partire dal XIV secolo e l’ascesa nella politica degli Stockalper cominciò attorno alla metà dello stesso secolo.

Famiglia e studi

La famiglia era già facoltosa nel XIV secolo quando Pietro, bisnonno di Kaspar, era già stato nominato gran Balivo, la più alta carica politica della regione. Il padre era notaio e annotò scrupolosamente sui suoi libri di casa che, il giorno 14 luglio 1609, nel palazzo di famiglia, nasceva Kaspar Jodok von Stockalper, nel giorno di S. Bonaventura, dalla sposa Anna Imhoff. Nel corso della sua vita (1609-1691) Stockalper fu molto attivo. Da giovane studiò per un anno presso l’università di Friburgo, in Germania. Divenne, giovanissimo, notaio e scrivano pubblico. Dimostrò di possedere uno spirito vivace, una buona dialettica, necessaria per commercio e diplomazia; studiò le lingue arrivando ad usarne correttamente cinque.

Le roi du Simplon

Stockalper intraprese un attività di trasporto merci sul passo del Sempione; inoltre scortava i cortei di nobili durante i loro spostamenti. Possedeva non solo il monopolio di transito, ma anche quello legato al commercio di lumache, trementina e aveva acquistato anche il monopolio del sale. Possedette oltre a soste, magazzini per il sale, alloggi, vaste proprietà terriere nella regione del passo, da Briga fino a Gondo. Al passo fu edificato l’Ospizio Stockalper, severo ma funzionale punto di sosta, e a Gondo un edificio a più piani protetto da torri che serviva da magazzino e alloggio. A Briga, fra il 1658 ed il 1678 fece costruire, sulla vecchia dimora paterna, un grandioso castello con tre torri a cui diede il nome dei tre Re Magi “Melchiorre, Baldassarre e Kaspard”. Arricchitosi enormemente cominciò anche a prestare denaro a vari nobili e personalità politiche anche italiane, e quando si verificò la crisi economica del 1675, dovuta ad un abbassamento climatico che fece perdere numerosi raccolti, parecchi debitori vallesani gli dovettero cedere i propri terreni e proprietà, continuando poi a coltivarli come affittuari. Investì nelle miniere di ferro, di rame e in quelle di oro, a Gondo. In più disponeva di un contingente di mercenari. Si impegnò, inoltre, in politica e diplomazia. Si mise in luce in numerosi incarichi pubblici, e ben presto i riconoscimenti si allargarono fino a farlo accedere al Consiglio delle Confederazione. La sua ascesa politica raggiunse il culmine nel 1670, quando fu nominato gran Balivo della Repubblica del Vallese. Eppure Stockalper, che tanto aveva fatto per il benessere del Vallese iniziò ad essere ritenuto perfino pericoloso, così l’11 ottobre 1679, accusato di tradimento dal consiglio provinciale e minacciato di arresto, si recò, valicando il “suo” Sempione, in esilio volontario a Domodossola. La città di Domodossola gli aveva già concesso 20 anni prima la cittadinanza onoraria per i suoi meriti; nei suoi sei anni di esilio in Italia contribuì a finanziare le cappelle del Sacro Monte Calvario che, in quegli anni, iniziavano ad essere edificate. Dopo sei anni, mutata la situazione politica in Vallese, fu richiamato in patria con la supplica del perdono da parte dei suoi principali detrattori. Di seguito Stockalper non lasciò più Briga. Kaspar morì a 82 anni, il 29 aprile 1691 nel suo castello di Briga, e fu sepolto nella chiesa di Glis, della quale aveva curato il restauro. 

Itinerario delle poste

Fino al XVIII secolo, i cosiddetti suonatori, musicisti ambulanti, monaci erranti e probabilmente anche messaggeri vescovili si incaricavano della consegna delle lettere. Già nel 1564 si accenna alla rotta del Sempione nell’Itinerario italiano delle poste di Giovanni del Herba. Nel 1640 fu attivato un servizio postale da Caspar Scherer di Sion- probabilmente si appoggiava all’iniziativa di Stockalper – da Lyon / Ginevra, attraverso la valle del Rodano e sopra il Sempione fino a Milano. 

Declino

Durante il corso del 1600, oltre la famiglia Stockalper, trassero vantaggi dal vivace traffico attraverso il Sempione, l’economia rurale, gli alloggi, le locande, le corporazioni di trasporto e le maestranze. Tuttavia, con la morte di Stockalper, il traffico internazionale del Sempione perse nuovamente importanza. 

Fonte: Aree Protette dell’Ossola, http://www.areeprotetteossola.it/

nella foto: Il Castello Stockalper a Briga nel Canton Vallese - Svizzera

Letto 823 volte

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti