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Varese e i rapporti con il suo lago in un incontro con pescatori e studenti

Scritto da Redazione

La storia di Varese raccontata attraverso la storia del suo lago: il lago come culla di civiltà, il lago come bene privato, il lago come motore del commercio. Sarà un incontro davvero interessante quello in programma giovedì 16 marzo a Villa Toeplitz dalle 9 alle 13, ancor di più perché oltre alla memoria storica raccontata da Amerigo Giorgetti, (ideatore e curatore dell’Archivio storico del territorio dei laghi varesini), Paolo Giorgetti (Presidente della Cooperativa dei pescatori del lago di Varese), Mauro Zanetti, (Lacus loci), e alcuni pescatori, si aggiungerà la visione fresca e curiosa degli studenti delle scuole superiori che hanno curato un progetto di ricerca basato proprio sulle carte dell’Archivio storico del territorio dei laghi varesini.

L’incontro si inquadra nell’ambito delle attività del Progetto Giovani Pensatori, che ormai da otto anni invita gli studenti a sviluppare un pensiero critico su argomenti filosofici, storici, sociali, grazie ai progetti di studio e di ricerca sviluppati dalle scuole insieme agli studiosi del Centro Internazionale Insubrico Cattaneo Preti, diretto dal professor Fabio Minazzi, ordinario di Filosofia della scienza dell’Università degli Studi dell’Insubria il quale ricorda come «grazie a questo progetto si è anche contribuito a far maturare una precisa conoscenza analitica e critica del territorio in cui gli studenti vivono».

In particolare gli studenti delle classi Prime della Scuola Secondaria di primo grado “A.T. Maroni” di Varese, coordinati dalla professoressa Marta Pedotti, docente di Scienze, presenteranno la storia delle palafitte preistoriche e stanghe di profondità nel lago di Varese e un gruppo di studenti dell’ISISS Daverio-Casula di Varese della Classe 3 BT (Biccai Sara, Damyan Anastasia, Loh Erica. Murru Krizia, Semeria Davide, Villaluna Jenni, Viggiani Chiara), coordinato dalla professoressa Antonella Frecentese, docente di Geografia Antropica, racconteranno le vicende dei rapporti particolari e problematici fra il mondo della riva e il borgo di Varese, attraverso il racconto di alcuni casi di pesca e vendita di pesce proibiti.

Il primo percorso progettuale racconta il lago come culla di civiltà. «Nel periodo neolitico, infatti, il lago era una risorsa comune, una fonte di sostentamento condivisa, fondamentale per le civiltà palafitticole dell’Isolino Virginia e delle rive limitrofe. Successivamente, tra il 1500 e il 1600, lo stesso lago diviene invece un bene riservato, sul quale il signore tenta di esercitare un diritto esclusivo: i pali di legno non sono più utilizzati per costruire abitazioni, ma, conficcati nel fondale (le “stanghe di profondità”), servono a impedire la pesca libera» come spiega Amerigo Giorgetti. Attraverso la visita del sito archeologico dell’Isolino Virginia e del relativo Museo e la consultazione dei preziosi documenti custoditi presso l’Archivio Storico dei Laghi, gli studenti hanno imparato a (ri)scoprire la storia di un territorio e delle sue comunità, che, in forme tanto diverse, hanno trovato nel lago il proprio elemento di riferimento.

Nel secondo percorso didattico gli studenti racconteranno tre fatti, risalenti al 1700, sulla repressione del commercio abusivo dal lago al mercato della Motta: momenti significativi della trasformazione della pesca comunitaria in pesca specializzata e di mercato.

«Le domande, infine, intorno alle quali si svilupperà il dibattito sulla scorta dei risultati raggiunti verteranno su temi a lungo trattati dagli storici: quando termina la preistoria del lago? quale durata ci documenta la tradizione orale? quali sono i caratteri dell’identità della cultura lacustre? quale influsso il borgo di Varese ebbe nei confronti del mondo rivierasco?» conclude il prof. Giorgetti.

Foto: il lago di Varese visto da Cazzago (foto Regio Insubrica)

 

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