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Identità

Identità (84)

Ma quanti piccoli gioielli, alcuni proprio semisconosciuti, si possono scovare nei più remoti angoli dell’Insubria! E’ il caso degli affreschi vescovili a Lido di Gozzano. Un luogo che sinceramente non conoscevo e che ho scoperto casualmente grazie ad una trasferta di lavoro nel distretto della rubinetteria, ubicato da quelle parti. Gozzano è il primo comune sul Lago d’Orta, sponda orientale, per chi proviene da sud, da Novara. Il lido è un piccolo abitato piuttosto anonimo, noto per le attività balneari e come punto di partenza per le escursioni nell’area del Cusio. Gli affreschi vescovili e non (cinque-seicenteschi) li troviamo sulla parete di un edificio dall'apparenza dimessa proprio lì dove il lago d'Orta ha inizio. Gli affreschi trovano la loro ragione perché questo era il luogo dove i Vescovi di Novara si imbarcavano per raggiungere l'Isola di San Giulio. Ho avuto modo di vedere anche una antica stampa, credo del 1792,…
In ricordo delle Cinque Giornate di Milano (18/22 marzo 1848), pubblichiamo la cronistoria dei fatti così come l’hanno riscostruita gli studenti del Liceo Berchet di Milano in questa ricerca. Da leggere tutto di un fiato…. Le premesse I fatti rivoluzionari delle cinque giornate furono preceduti da alcuni momenti di tensione con le autorità austriache che è bene ricordare. Il 10 dicembre del 1846 era morto il conte Federico Confalonieri, nobile patriota milanese che era stato imprigionato nel carcere dello Spielberg. Il conte Arese aveva raccolto tra i cittadini i fondi per il funerale che si sarebbe svolto nella chiesa di San Fedele; il 30 dello stesso mese, mentre Achille Mauri aveva curato l’epigrafe da porre sulla porta della chiesa, epigrafe che fu ridotta da un funzionario imperiale al solo: "A Federico Confalonieri", senza nemmeno il titolo di conte. Il giorno del funerale la straordinaria affluenza, singolare per quei tempi, destò…
A partire dal X secolo la presenza di cascine è attestata nella campagna milanese o addirittura in città: si trattava per lo più di depositi per prodotti agricoli o fienili, presumibilmente costruiti in materiale deperibile, come paglia e argilla, e talvolta annessi alle abitazioni cittadine. Queste costruzioni, a partire dal XIII secolo, iniziarono a caratterizzarsi come strutture insediative composite, fatte di edifici di abitazione e rustici, con una diffusione sempre maggiore, come ebbe modo di testimoniare anche Bonvesin de la Riva nel 1288. Ma già nel 1207, ad esempio, le numerose cascine “de la Bazana”(a sud di Milano, nella Pieve di Cesano Boscone), erano di proprietà di vecchi ceti aristocratici, e ospitavano i “cassinari” ai quali era stata affidata la conduzione dei fondi. La “Compartizione delle fagie”, una fonte fiscale del 1345 riguardante la suddivisione degli oneri tributari fra tutti i proprietari che avevano possedimenti lungo le strade che dalla…
di Gemma D’Urso La corrente identitaria lombarda o insubrica prende lentamente piede anche in Ticino. Ne è paladino Luciano Milan Danti, un ticinese un po' anomalo che guarda con ammirazione ai “fratelli lombardi.” Da alcuni mesi a questa parte Luciano Milan, 33 anni, nato in Ticino da papà ticinese e mamma serba, impiegato comunale a Ronco sopra Ascona, la sua crociata pro Insubria la conduce sui social network, Facebook principalmente dove spopolano i suoi appelli al riconoscimento di un'identità culturale e radici comuni al Ticino e alla Lombardia. Con tanto di foto di bandiere con la bissa, di incontri transfrontalieri e di stemmi longobardi.
La vicenda storico-artistica del borgo di Castiglione Olona (VA), con le sue opere e i suoi protagonisti, è certamente da ritenere tra le più rappresentative della cultura umanistica italiana: in quanto episodio rivelatore delle tendenze di gusto del mecenatismo culturale; come caso di felice concretizzazione di quella spinta all'edificare e al pianificare urbano che si rivestì, nel primo Quattrocento italiano, di profondi significati morali; infine per il suo essere esempio tra i più significativi di quella dialettica di rapporti fra tradizione gotica e rinnovamento rinascimentale - venato di confronti e ricuperi dell'antico e denso di aperture vecchie e nuove verso l'Europa - che qualifica l'intero percorso artistico italiano in quel momento storico. Intellettuale di formazione giuridica, uomo di curia, instancabile diplomatico e legato pontificio nella crociata antiussita, sostenitore del concilio come organo di governo e riforma della Chiesa, familiare di umanisti come Poggio Bracciolini e Ciriaco d'Ancona, Branda Castiglioni perseguì…
A Milano fino agli anni ’60-70 c’erano numerose bocciofile, più di una per quartiere, molte delle osterie e delle trattorie presenti in città annoveravano tra le attrattive per i loro clienti dei campi per il gioco delle bocce, per non parlare dei circoli ricreativi e di alcune parrocchie. Erano campi “a la milanesa e/o a la lombarda” dove non si giocava in verticale, (all’italiana) ma in obliquo, in altre parole il pallino e le bocce si giocavano ( e si giocano tuttora) facendole scorrere attraverso le famose montagnette,  chiamate in milanese livèi e/o rivèi, che dividevano il campo in quattro corsie di gioco. Naturalmente i campi erano all’aperto, circondati da freschi bersò (pergole) con tavolini e sedie di legno dove d‘estate si sedevano gli avventori per giocare a carte o per seguire le partite di bocce. Le imprecazioni del perché la boccia non andava nella direzione giusta erano tante e…
“Mit Zeit”, col tempo; “Ich hof”, io spero; “Merito et tempore”…, oggi si direbbe “il tempo è galantuomo”. Nell’elaborare un progetto di regno italico, unici in questo tra le famiglie potenti della loro epoca, i Visconti-Sforza s’appellarono alla “giustizia” del tempo, giustizia che come vedremo non venne loro riconosciuta. Fu un cammino, il loro, tormentato dall’ansia di legittimazione da parte dell’autorità imperiale e dal desiderio di apparire ai sudditi delle terre conquistate come inviati dalla Provvidenza per compiere dei disegni divini. I risultati furono effimeri. Le loro imprese araldiche rappresentano delle vere tappe che esprimono di volta in volta le speranze di ritorno dall’esilio, il riscatto da un passato umiliante, l’orgoglio per aver costituito un regno a carattere ereditario in cui esisteranno solo pace e prosperità. Sullo scenario drammatico di una Milano in piena crisi comunale, le famiglie Torriani e Visconti si affrontano per ottenere il controllo della città. La…
Perché il 25 dicembre. La data di nascita di Gesù non è riportata nei Vangeli, perciò fin dai primi secoli i cristiani si preoccuparono di stabilirne il giorno esatto, fissando date diverse, ingenerando così una certa confusione, tanto che il teologo Clemente Alessandrino ebbe a dire in un suo scritto: «Non si contentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con curiosità troppo spinta vanno a cercarne anche il giorno» (Stromata, I,21,146). Per risolvere la vexata quaestio, Papa Giulio I nel 337 d.C. stabilì la ricorrenza della Natività, il giorno 25 dicembre, in quanto, in tale data, i romani già festeggiavano il Dies natalis Solis invicti, cioè il giorno di nascita del dio solare Mithra. Il culto mithraico, sorto nell’area del Mediterraneo orientale intorno al II-I secolo a.C., ebbe vasta diffusione nel mondo romano, e persino alcuni Imperatori tra cui Eliogabalo, e secondo alcune fonti, lo stesso…
Per poco che si possa dire dell’Insubria è che si tratta di una terra di confine, fra Piemonte, Lombardia, Svizzera e Italia. Per Ugo Foscolo, l’Insubria era la Lombardia tutta, giacché le “insubri nepoti” erano tutte le donne lombarde, che avrebbero venerato per generazioni l’amica risanata. Altri utilizzano il termine per indicare la zona geografica che va dal Po ai laghi alpini, altri ancora l’intera area settentrionale. Il nome deriva ovviamente dagli insubri, i primi fondatori di Milano, secondo Tito Livio. In realtà, si tratta di una regione dell’area italica che ha una particolarità assai forte: gli abitanti meno fortunati (la maggioranza) vivono sotto un governo e gli altri sotto la Confederazione elvetica. Il Ticino non è perfetto, ma indica, almeno transitoriamente, il “dover essere” di ogni parte dell’Insubria: gabinetti puliti, giardini ordinati, la propensione della popolazione ad arricchirsi con il civile commercio e il proprio lavoro, insomma quel vivere…
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