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Identità (82)

Il varesotto e l’Alta Insubria contano numerosi siti riconosciuti dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, georeferenziati ed evidenziati su Google Maps nella sezione Luoghi turistici. Vedere per informazioni dettagliate UNESCO in provincia di Varese, pubblicato dall’Agenzia del Turismo della Provincia di Varese in collaborazione con i ragazzi del Liceo Linguistico Alessandro Manzoni di Varese che si sono occupati della traduzione dei testi in inglese, tedesco. Vedere anche Varese e i nostri magnifici 4 siti UNESCO, pubblicato dal Comune di Varese, Promozione del Territorio, nel quale sono evidenziate le informazioni per raggiungere le località e le motivazioni per le quali i Siti sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Il "Fiume Azzurro", come ancora viene chiamato dalla gente che vive sulle sue sponde, è lungo 248 km, nasce dai ghiacciai delle Alpi Lepontine in terra elvetica presso il passo di Novena, percorre poi le splendide vallate del Canton Ticino per sboccare, ancora in Svizzera, nel Lago Maggiore di cui è il principale immissario e l'unico emissario. Infatti il fiume esce dal lago a Sesto Calende in provincia di Varese e prosegue in direzione Sud-Est delimitando per un tratto il confine tra il Piemonte e la Lombardia. Durante il suo tragitto il fiume è arricchito dall'apporto delle acque provenienti dai fiumi Toce e Maggia e dai laghi d'Orta, di Lugano e di Varese, per poi sfociare nel fiume Po a Sud-Est di Pavia nei pressi del Ponte della Becca.
Il termine Insubria, finito colpevolmente nell'oblio per tanti decenni, è tornato in voga negli ultimi anni grazie all'azione meritoria di studiosi, cultori della materia, associazioni culturali e movimenti a sfondo insubrista. Proviamo a ripercorrere le tappe della lunga storia dell'insubria e, a tale scopo, pubblichiamo parte della omonima voce su Wikipedia, uno studio di alto livello anche se necessariamente, per ovvie ragioni, sintetico. L'immagine della mappa riprodotta in alto è tratta dal sito di Domà Nunch.
Grandi nome della politica, della storia dell'arte, del giornalismo d'inchiesta, scrittori, artisti e protagonisti d'oltreconfine per la nuova edizione di Insubria Terra d'’Europa, il Festival che l'associazione culturale Terra Insubre organizza dal 3 al 15 giugno a Varese e che quest'anno sarà dedicato al Continente Russia (Dall'Insubria all'Eurasia) e che, tra gli altri eventi, proporrà una retrospettiva di Ivan Bianchi con le prime storiche fotografie di una magica ottocentesca San Pietroburgo. L'importanza dell'evento è anche stata testimoniata dalla decisione di tenere la conferenza stampa di presentazione nella sala Gonfalone di Palazzo Pirelli a Milano, il luogo consacrato da Regione Lombardia per promuovere le iniziative di maggior importanza.
di Rais - Associazione culturale*Tra le numerose testimonianze storiche di cui la città di Brescia può essere fiera c’è il Duomo Vecchio, uno degli esempi più importanti di rotonde romaniche in Lombardia e in Europa: fu costruito a partire dai secoli XI-XII ma la sua cripta è ancora più antica poiché era parte di una precedente basilica risalente al VI secolo (la Basilica di Santa Maria Maggiore de Dom, luogo più antico della cristianità bresciana).Il Duomo Vecchio vanta al suo interno opere preziosissime, come il sarcofago di Berardo Maggi, l’organo di Giangiacomo Antegnati, il sepolcro di Bonino da Campione, nonché tele del Romanino e del Moretto.
Siamo alla fine degli anni Novanta. Durante un corso di ripetizione a Berna a due giovani laureati in storia ticinesi - Binaghi e Sala - viene chiesto di tradurre in italiano un lungo documento dattiloscritto in tedesco. Si tratta di un testo pubblicato sotto segreto militare di cui all’epoca esistevano solo due esemplari, oggi conservati uno all’Archivio federale di Berna e l’altro alla Biblioteca militare. I due leggono, traducono e trasaliscono. Scoprono infatti che la Svizzera e l’Italia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento erano pronte ad invadersi l’un l’altra. Tra le loro mani erano finiti i dettagliatissimi piani di Berna sia per difendere il Ticino in caso di invasione, sia per attaccare la grande potenza confinante. È questo, in estrema sintesi, il sorprendente contenuto del documento intitolato «Geografia militare della Svizzera e zone confinanti» e firmato nel 1914 da Arnold Keller, di cui Binaghi e Sala (poi…
di Oliviero Spada* Premesso che il ricorso alla guerra è sempre, per l’umanità, una sconfitta, gli avvenimenti accaduti nella storia non si possono tuttavia ignorare né eliminare, per cui, con l’articolo, voglio far conoscere alcune storiche battaglie che si sono svolte nei pressi della nostra Milano, che la vedono coinvolta o che comunque hanno interessato territori lombardi a noi vicini. Inizio col citare alcune battaglie che vedono protagonista il fiume Adda; la prima si è svolta nel 222 a.C. e vedono protagoniste le legioni romane, comandate da Flaminio e Furio, contro i Galli Insubri, che erano stanziati sulla riva destra del fiume. La battaglia fu favorevole ai romani. Non dimentichiamo che Milano fu fondata proprio dai Galli Insubri verso il 400 a.C. Con il termine Gallia Cisalpina s’intendeva l’Italia del nord compresa tra le Alpi, il Rubicone e l’Arno. Questo territorio era però diviso tra Gallia Cispadana, l’attuale Emilia Romagna,…
La lingua lombardo occidentale, di cui il milanese (o meneghino) è la variante più diffusa, è la lingua locale parlata nella parte occidentale della Lombardia, nel Novarese, nel VCO, nella val Chiavenna e nel Canton Ticino, ed è pertanto diffusa su un territorio coincidente con quello insubre. Il lombardo occidentale mantiene una certa omogeneità in tutte le zone in cui è parlato, anche se le varianti locali non mancano di notevoli specificità e sono spesso contaminate dalle parlate emiliane e piemontesi nelle zone di confine con queste Regioni, dalle lingue reto-romanze e dal lombardo orientale (la lingua locale parlata a est del fiume Adda) nelle zone alpine nord orientali del territorio insubre. Tuttavia, malgrado la sua ampia diffusione, la lingua lombarda occidentale non è riconosciuta come lingua minoritaria nè dalla Stato italiano nè dalla Unione europea, sebbene abbia tutte le caratteristiche richieste per rientrare tra gli idiomi tutelati dalla Carta…
Una grande festa, un modo di ritrovarsi e di ritrovare vecchi amici, un’occasione per riscoprire le tradizioni, la storia, la musica, la lingua dei nostri padri. L’associazione I Nòstar Radìis, di Malnate (VA), torna e per inaugurare una nuova stagione - che sarà particolarmente ricca di significativi eventi - ha organizzato per domenica 27 aprile una grande festa nella rinnovata sede di via Gorizia. La vecchia stazione ferroviaria dell’Olona - ora restaurata e sede del sodalizio - sarà il cuore pulsante dell’evento con il suo magnifico parco, gli antichi binari, i treni che hanno fatto la storia della linea Valmorea, la tensostruttura… Insomma, un magnifico palcoscenico per la festa che vuole essere un Open day per riabbracciare, appunto, tutti gli amici dell’associazione culturale. 

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