Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Il Grotto

Il Grotto (92)

Forse non tutti sanno che il fagiolo (genere Vigna) era coltivato in Italia ben prima della scoperta dell’America. A partire dal I secolo d.C. anche sul verdissimo e fecondo territorio agreste di Brebbia si produceva questo legume. Brebbia è un grazioso paesino adagiato in un contesto di saliscendi collinari sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nella provincia di Varese. In centro paese spicca una imponente e antica Chiesa in marmo bianco in stile romanico, catalogata come monumento nazionale. Ma torniamo al fagiolo, anzi, al “fasòeu” come si dice in dialetto locale. Che nel passato è stato per i brebbiesi non solo un ottimo alimento proteico (definito la carne dei poveri), ma anche merce e moneta di scambio. Da esso gli abitanti traevano di che vivere e sostenersi. Qualche anno fa Domenico Gioia, durante il suo mandato prima come assessore e poi come sindaco di Brebbia, pensò di reintrodurne la coltivazione…
Torna nel mese di maggio l'attesissima "Fiera dell'Asparago" di Cantello (VA), giunta quest'anno alla 77^ edizione. La manifestazione, organizzata dalla locale Pro Loco, è una delle più antiche, sentite e frequentate sagre dell'intera provincia di Varese. Si terrà come sempre nell'accogliente Area Feste di Via Collodi a Cantello nel corso dei week-end del 19-20-21 maggio e 26-27-28 maggio. Gli asparagi di Cantello si distinguono da quelli che si trovano abitualmente in commercio per il particolare colore bianco e la punta rosata: questa peculiarità deriva dal fatto che i fusti crescono coperti dalla terra, motivo per cui, a differenza di quelli verdi di cui si mangiano solo le estremità, questi asparagi sono interamente commestibili. Se molto fresco, questo prodotto può essere utilizzato anche crudo. Cantello è una delle ultime zone di produzione dell’asparago in Lombardia ed ha conosciuto un promettente rilancio proprio in questi ultimi anni. Grazie anche all’ottenimento del marchio…
Quella che oggi troviamo facilmente ovunque, con molte varianti, per quasi tutto l’arco temporale dell’anno e che si chiama Torta Pasqualina è in realtà una specialità tipicamente ligure, una bandiera della cucina genovese e preparata in origine in occasione della Pasqua. Le origini sono molto antiche: l’esistenza della torta pasqualina genovese è documentata dal XVI secolo, quando il letterato Ortensio Lando la cita nel Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano. Allora era nota come gattafura, perché le gatte volentieri le furano et vaghe ne sono, ma anche lo stesso scrittore ne era ghiotto tanto da scrivere: “A me piacquero più che all’orso il miele“. La regione Liguria, a riconoscimento di questa lunga tradizione, ha chiesto ed ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l’inclusione della Torta Pasqualina nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), nella categoria “Prodotti della gastronomia”. Si tratta di una torta salata che necessita di una preparazione piuttosto lunga e laboriosa. Si prepara stendendo sfoglie sottilissime di pasta…
Tra i prodotti tipici del Varesotto spicca per notorietà e prelibatezza la Formaggella del luinese DOP. E’ un formaggio a pasta molle, con stagionatura minima di 20 giorni, prodotto esclusivamente con latte intero e crudo di capra. Di forma cilindrica con facce piane, la Formaggella del luinese DOP ha un diametro di 13-15 centimetri, scalzo variabile di 4-6 centimetri e peso di 700-900 grammi per toma. La crosta non è dura e, a volte, è caratterizzata dalla presenza di muffe. La pasta morbida e compatta ha un’occhiatura piuttosto fine. La Formaggella del luinese DOP è prodotta in tutte le valli del Luinese e nell’Alto territorio montano della provincia di Varese. Questo formaggio non è una invenzione moderna. Le testimonianze storiche, che provano come il formaggio e la formaggella di capra siano da sempre presenti nella tradizione gastronomica luinese, sono numerose a partire dalla menzione dello "Specioso formaggio che si fa…
Proprio così, di ricette per polenta ce ne sono un’infinità in tutta la penisola. In Lombardia, tra le più note, originaria prevalentemente della Valtellina, troviamo la polenta taragna. Cosa ci fa un “saraceno” in terra lombarda? Perché è lui il vero protagonista della polenta taragna, piatto tipico della Valtellina, nel cui nome è racchiusa la sua essenza. Saraceno è il grano, mentre “taragna” deriva da “tarai”, il bastone utilizzato per “tarare”,  girare in dialetto valtellinese. Durante la cottura, infatti, la polenta va mescolata senza sosta per evitare che si attacchi sul fondo della pentola, errore irrimediabile. Un tempo, sul fuoco delle cucine economiche, la polenta che ribolliva nel paiolo era “nera”, fatta esclusivamente con farina di grano saraceno. Il risultato era una pietanza molto nutriente, vista anche la presenza di burro e formaggio, ma dal sapore troppo deciso. Chi se lo poteva permettere aggiungeva un po’ di farina di mais, per…
La tradizione orale sostiene che un tempo la produzione tipica di quello che oggi si indica come Salame di Milano fosse da far risalire a Codogno nel Basso Lodigiano; ora si produce in Brianza e in tutto il milanese. A sud del capoluogo un centro tipico di produzione è San Colombano al Lambro. Nella zona di Codogno talvolta si aggiunge all'impasto una piccola quantità di sangue di suino. Il salame di Milano è uno tra i più conosciuti e consumati salami italiani; deriva da un impasto di carne suina e bovina macinato fine "a grana di riso" e insaccato in crespone di suino o, data la sua produzione su larga scala, ormai estesa a tutto il territorio nazionale, in budello sintetico. È un prodotto di dimensioni notevoli, che pesa 3-4 kg, insaporito semplicemente con sale e aromi, senza eccedere. La stagionatura è tra le più lunghe nel settore, allo scopo…
Puntuali come “Una poltrona per due” la sera della vigilia di Natale, ecco che arrivano sulla tavola delle feste due grandi classici, zampone e cotechino. Accompagnati da lenticchie o purè, come piatto portafortuna a capodanno o parte di un sontuoso bollito misto natalizio, servito obbligatoriamente con mostarde, cren, senape o zabaione (dolce o salato), i due fratelli fanno parte della famiglia dei piatti imprescindibili di questo periodo. Per non fare brutta figura nel caso in cui il padrone di casa vi sottoponga a interrogatorio suino (perché vuol mettere alla prova la vostra competenza gastronomica) o nel caso voi stessi vogliate intrattenere gli ospiti durante l’attesa tra un piatto e l’altro, ecco tutto quello che c’è da sapere. ZAMPONE E COTECHINO Fratelli di sangue, trovano nel modenese la loro terra d’origine. Nonostante l’idea di conservare la carne di maiale in un “contenitore” fatto di budella o pelle sia piuttosto antica, la…
Cucina regionale, inverno, tradizioni in Lombardia fanno subito rima con busecca, büsèca, per essere precisi. L’origine della parola “busècca” è riconducibile al tedesco “butze” (viscere) divenuto poi in lingua lombarda “busa” (pancia). Dal Vocabolario milanese-italiano di Francesco Cherubini, edito dalla Stamperia Reale (1814), leggiamo: Buseccòn. Milanese. Così è chiamato per antonomasia il nostro popolo dall'amore ch'ei porta alla vivanda conosciuta tra noi col nome di “busecca", cioè trippa. Di umili origini, come la gran parte dei piatti della tradizione lombarda e milanese, era spesso presente sulle tavole contadini in occasione dei mercati, delle fiere, delle feste paesane e veniva mangiata anche la Notte di Natale quando i contadini si riunivano nelle cascine e nelle stalle dopo la Messa di Mezzanotte. Essendo un piatto economico molto nutriente che richiede una lunga preparazione e una lunga cottura veniva preparato soprattutto nel periodo invernale quando la “stufa economica” era sempre accesa per riscaldare la cucina e quindi…
Tra il Lago Maggiore e Lago d’Orta a nord, Lomellina a sud, Sesia ad ovest e Ticino ad est si estende il Novarese, una lingua di terra di circa 1.200 kmq alla estremità occidentale dell'Insubria. Che ha appunto nel capoluogo Novara il suo fulcro. Dal punto di vista enogastronomico è un territorio molto interessante e vario, tra pianura, collina, fiumi e laghi, ma è soprattutto un mix culturale tra Piemonte e Lombardia. Andiamo a scoprire rapidamente le specialità di questa provincia. Il Novarese ha nel riso la più tradizionale delle sue coltivazioni; essa infatti ha caratterizzato da almeno 500 anni l'economia agricola ed il paesaggio della Bassa. La più classica delle ricette novaresi a base di riso è la paniscia, un gustoso e nutriente piatto condito con un battuto di lardo, cipolla, salame della duja e cotto in un brodo preparato, secondo le stagioni, con fagioli, carote, sedano, porri, verze…
Pagina 1 di 6

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti