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Tra storia, tradizione e buona cucina: i fagioli “fasòeu” di Brebbia

Scritto da Redazione

Forse non tutti sanno che il fagiolo (genere Vigna) era coltivato in Italia ben prima della scoperta dell’America. A partire dal I secolo d.C. anche sul verdissimo e fecondo territorio agreste di Brebbia si produceva questo legume.

Brebbia è un grazioso paesino adagiato in un contesto di saliscendi collinari sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, nella provincia di Varese. In centro paese spicca una imponente e antica Chiesa in marmo bianco in stile romanico, catalogata come monumento nazionale.

Ma torniamo al fagiolo, anzi, al “fasòeu” come si dice in dialetto locale. Che nel passato è stato per i brebbiesi non solo un ottimo alimento proteico (definito la carne dei poveri), ma anche merce e moneta di scambio. Da esso gli abitanti traevano di che vivere e sostenersi.

Qualche anno fa Domenico Gioia, durante il suo mandato prima come assessore e poi come sindaco di Brebbia, pensò di reintrodurne la coltivazione insieme ad un gruppo di cittadini-volontari, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere il territorio, nonché le sue tradizioni agro-alimentari.

Il 23 ottobre 2009 venne stilato, tra il gruppo di coltivatori e la Condotta Slow Food di Varese, il Disciplinare di Coltivazione del Fagiolo di Brebbia.

Così tutto ripartì sulla scia della sostenibilità e del consumo di “cibo buono, pulito e giusto”. E rinacquero dalla generosa terra brebbiese i preziosi piccoli legumi tondeggianti, con una tipica macchietta scura all’attaccatura germinativa che li contraddistingue anche nella denominazione: “i fagioli con l’occhio”

La comunità Slow Food, nata intorno al fagiolo di Brebbia, è stata protagonista in molte importanti manifestazioni, tra cui Terra Madre di Torino, Slow Beans di Orvieto e Trento, oltre a Expo 2015 di Milano, suscitando interesse socioculturale e alimentare 

Domenico Gioia, oltre a promuovere la riscoperta del fagiolo di Brebbia, ha scritto un libro in cui racconta per filo e per segno l’insolita vicenda. Un percorso singolare che, oltre ad aver ripristinato una coltura storica, ha fatto rinascere il desiderio di socialità, di solidarietà e il senso di appartenenza tra le tante persone che hanno partecipato agli avvenimenti.

Grazie a questo prezioso fagiolo, infatti, è nato nella campagna brebbiese un vero e proprio orto comunitario. E si è dato vita a due avvincenti appuntamenti annuali: la sbaccellatura in piazza e la festa promozionale, di inizio ottobre, con degustazione di pietanze tutte a base di fagioli: sono nate così le oltre 70 ricette che sono riportate nella seconda parte del libro.

 

Scheda Libro

Titolo: I Fagioli “fasòeu” di Brebbia

Sottotitolo: Tradizioni e storia – Buona cucina e amicizia

Autore: Domenico Gioia

Editore: Macchione

Numero di pagine : 183 ( con diverse foto a colori)

Costo: 20 euro

Dove acquistarlo: in libreria, direttamente dal sito dell’editore www.macchionepietroeditore.it, nei principali bookshop on line, nel negozio “La Casera” di Brebbia.

 

Presentazione del libro sabato 27 maggio 2017, ore 19.00, nel Salone dell’ex Asilo in piazza della Chiesa a Brebbia (VA).

Seguirà cena  - su prenotazione -  con piatti a base del rinomato legume, a costo contenuto.

Insieme all’autore e ai Volontari, saranno presenti come relatori:

-         Pietro Macchione (editore di I fagioli “fasòeu” di Brebbia)

-         Federica Lucchini ( giornalista La Prealpina)

-         Matteo Fontana    (giornalista La Provincia di Varese)

-         Maria Carla Cebrelli (giornalista Varesenews)

Con la partecipazione dello chef Sergio Barzetti

Modera l’incontro Marina Martorana

Per info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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