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Aeroporti, il traffico nel 2016: numeri record per gli scali milanesi

Scritto da Rossella Verga

Malpensa vola anche dopo Expo. Gli aeroporti di Milano chiudono il 2016 con numeri da record che testimoniano l’attrattività del capoluogo lombardo già evidenziata anche dai dati sulle presenze negli alberghi. Lo scalo varesino di Malpensa, in particolare, conferma un costante trend di crescita del traffico, ininterrotto ormai da più di 19 mesi consecutivi. Il valore di questo aumento emerge soprattutto negli ultimi mesi dell’anno passato, con un incremento dell’11,4 per cento per novembre e del 19,1 per cento nel mese di dicembre. È qui infatti, tra novembre e dicembre, che si può meglio tastare il polso reale dello scalo, quando il confronto con il 2015 non è più «alterato» dal periodo eccezionale dell’Esposizione. Ma è il sistema milanese nel suo complesso a tenere e a crescere. Sea - la società che gestisce Malpensa e Linate - archivia il 2016 con 28,9 milioni di passeggeri complessivi, per un incremento del 3,1 per cento. Malpensa tocca il traguardo di 19,3 milioni (più 4,7 per cento), mentre Linate, aeroporto contingentato per decreto, si attesta sui 9,6 milioni (in linea con il 2015).

L’analisi dei volumi di traffico su Malpensa, dove operano cento compagnie e si coprono 185 destinazioni (di cui 68 intercontinentali), dimostrano chiaramente che l’aeroporto si è ormai ripreso dall’addio di Alitalia del 2008. Le penalizzazioni del passato sono state recuperate e si sono aperti scenari nuovi. Il traffico «extra Schengen» del terminal 1 registra ad esempio un più 14,7 per cento, in particolare grazie alla costante crescita dei voli verso il Medio Oriente (incremento del sette per cento per 1,7 milioni di passeggeri). Nel 2016 hanno giocato un ruolo cruciale anche i mercati del Nord America (in linea con il 2015, con un milione di passeggeri) e quello cinese. E su quest’ultimo, Malpensa punta moltissimo. Entro il 2020 la Cina sarà il Paese con il maggior numero di turisti all’estero. Oltre il 90 per cento dei voli diretti per l’Europa provengono dalle principali città: Beijing, Shanghai, Guangzhou e Hong Kong. Non c’è da stupirsi, quindi, che Malpensa consideri questa fetta del mercato strategica. L’anno scorso Sea ha anche ricevuto il riconoscimento Quality service certification (Qsc) in conformità con i parametri di valutazione definiti dal China national tourism administration, una certificazione che aiuta i viaggiatori cinesi a identificare prodotti e servizi di qualità offerti dai fornitori dei Paesi visitati. Le compagnie aeree cinesi presenti a Malpensa con voli diretti sono Air China e Cathay Pacific. Le maggiori destinazioni da e per Milano Malpensa nel 2016 sono state Shanghai con 130 mila passeggeri, volo operato da Air China giornalmente, Beijing con 97 mila passeggeri, volo operato da Air China sette giorni alla settimana (quattro durante la Winter), Hong Kong con 170.500 passeggeri operato da Cathay Pacific sette giorni su sette.

Una crescita attorno al 15 per cento si è registrata anche per i voli low cost, che sono riusciti a coprire il «buco» determinato dal trasferimento dei voli europei su Linate con il decreto Lupi. Ryanair e Easyjet la fanno da padrone, ma sta ottenendo risultati più che buoni anche Vueling. Infine il traffico merci. Anche in questo capitolo i numeri sono positivi. L’export complessivo Milano-Cina rappresenta circa il 67 per cento (64mila tonnellate) dell’export totale Italia. Per gli addetti ai lavori, i dati 2016 del sistema aeroportuale milanese segnalano, al di là dell’attrattività del capoluogo lombardo, una ripresa generale dell’economia. Ma anche il fatto che tra Linate e Malpensa è stato trovato un giusto mix tra traffico domestico e intercontinentale e che il mercato ha avuto ragione sulle scelte politico-strategiche. La decisione di Alitalia di ritrasferire il proprio hub da Malpensa a Roma, a Fiumicino, nel 2008 (in gergo tecnico il «dehubbing»), ha causato un ridimensionamento del traffico passeggeri e quindi degli incassi. Poi però è iniziato il nuovo corso, con la ristrutturazione dell’azienda e delle infrastrutture e con i nuovi accordi con le compagnie straniere interessate a servire Milano e la Lombardia. Il sistema aeroportuale ha saputo reagire. Ora l’asticella della società guidata dal presidente Pietro Modiano si sposta sempre più in alto: «Ci apprestiamo nel 2017 a superare i 30 milioni di passeggeri», assicurano dalla Sea.

*originariamente pubblicato su Il Corriere della Sera, www.corriere.it

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