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Linate, low cost in movimento. Sfida ad Alitalia

Scritto da Leonard Berberi

Lo spot gira da una settimana su YouTube e sui social. «Se voli a Milano atterra a Milano». Più precisamente a Linate, «l’aeroporto già in città» da 9,64 milioni di passeggeri nel 2016, 7,1 chilometri dal Duomo, «cioè 20-40 minuti». Mica Malpensa, «distante 51 chilometri e 55-100 minuti». O Bergamo/Orio al Serio, «lontana 53,6 chilometri e 50-90 minuti». Parola, un po’ a sorpresa, di Alitalia. Nel video ci sono anche altre destinazioni meneghine: Monte Napoleone, Piazza Affari, San Siro, i Navigli. Un modo per sottolineare la strategia aziendale, ma anche per rimarcare il dominio su un aeroporto — Linate, appunto — finito in secondo piano dopo l’inaugurazione di Malpensa e ora tornato alla ribalta. Perché sulla striscia d’asfalto lunga 2,44 chilometri si stanno concentrando le attenzioni di diverse compagnie aeree, tradizionali e low cost. Per la distanza. Per i lavori della nuova metropolitana, la linea 4, che arriverà proprio lì. Ma anche per un «tasso di stagionalità» basso — calcola il sito specializzato Airlines network news & analysis —: il numero di passeggeri fluttua entro valori normali e il rischio collasso nei periodi di picco è ridotto.

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Ufficialmente nessuna compagnia si sbilancia. Ma da qualche mese — racconta più d’una fonte — sono tutte lì, soprattutto le straniere, in attesa che si sblocchi qualche slot dove piazzare i propri velivoli. Tra queste c’è Ryanair, la compagnia numero uno in Europa per passeggeri trasportati (quasi 117 milioni nel 2016) che al «Forlanini» non riesce a operare. Per ora. «Sappiamo che ci sono alcuni spazi liberi, ma hanno orari davvero improponibili per noi», raccontano dal quartier generale di Ryanair. Del resto la strategia della compagnia irlandese a basso costo è quella di spostarsi sempre più verso gli scali vicino alle città, come ha fatto di recente inaugurando decine di nuove rotte da e per Francoforte, hub storico di Lufthansa. EasyJet — seconda low cost in Europa — a Linate ci vola da un po’ di tempo ed è anche la terza compagnia per numero di posti messi a disposizione dopo Alitalia e Meridiana. Le tratte verso Parigi e Londra vanno molto bene per questo la società inglese di slot ne sta cercando altri.

Tra le «tradizionali» Air France e Klm — sempre più lontane da Alitalia — a Linate ci vorrebbero stare con l’obiettivo di portarsi gli italiani negli hub di Parigi e Amsterdam e quindi nel resto del mondo. Dal 26 marzo, però, devono spostare parte delle operazioni a Malpensa. «A Milano l’offerta su entrambi gli scali servirà un bacino di utenza esteso a tutto il Nord-Ovest, fino alla Svizzera, servendo il traffico business e quello turistico generato non solo dalla città, ma da tutto il suo hinterland», ragiona Jérome Salemi, direttore generale Air France-Klm East Mediterranean Establishment. Ma Linate resta lo scalo preferito. Anche per British Airways che per la stagione estiva aumenterà i voli Milano-Londra atterrando anche a London City e Stansted, quest’ultimo usato da EasyJet e Ryanair. Sullo sfondo c’è la richiesta delle compagnie di «aprire» l’aeroporto a più voli e allungare la pista per i jet di lungo raggio. Oggi i vincoli non sono pochi. Da mezzanotte alle sei del mattino l’impianto è fermo. C’è un limite di 18 movimenti (jet in arrivo e in partenza) ogni ora, al netto dei collegamenti in continuità territoriale con la Sardegna (Alghero, Cagliari, Olbia). Limiti che, almeno nei prossimi anni, resteranno, ha detto Pietro Modiano, presidente della Sea, la società che gestisce Linate e Malpensa. Con il risultato che gli slot dell’«aeroporto già in città» saranno ceduti a peso d’oro.

*originariamente pubblicato su Il Corriere della Sera, www.corriere.it

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