• Varese, tutte le novità per il Premio Chiara 2017
    Varese, tutte le novità per il Premio Chiara 2017 Sul lago di Varese, nel suggestivo Isolino Virginia, presso il Ristorante Tana dell’Isolino, la sera di venerdì 23 giugno sono stati annunciati alla stampa i primi vincitori del Festival del Racconto - Premio Chiara 2017, promosso dall’Associazione “Amici di Piero Chiara” con il sostegno di Regione Lombardia, Repubblica e Cantone Ticino, Provincia di Varese, Comune di Varese, Comune di Luino, Camera di Commercio di Varese e Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, presenti numerose autorità come l’assessore alla Cultura del Comune Roberto Cecchi, l’assessore regionale Francesca Brianza e il questore Giovanni Pepè. Padrona di casa come sempre Bambi Lazzati, vera e propria anima del Premio. La prima citazione è per il vincitore della ventesima edizione del Premio Chiara alla carriera, Valerio Massimo Manfredi, studioso e ricercatore dell’antichità e uno dei massimi…

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Claudio Bollentini

Claudio Bollentini

Fare impresa oggi in Italia non è più remunerativo. Il rendimento del capitale investito in azienda è piuttosto basso. Questo però non significa che le imprese investano poco. Durante il decennio 1999-2008 (dati Eurostat) il tasso di investimento italiano medio in percentuale del Pil è stato del 20,8 % contro una media europea del 20,9% e ben al di sopra del tasso tedesco del 18,9%

Più che un articolo, questo è un appello rivolto sia ai futuri governanti sia ai governati, cioè agli italiani tutti. Il paese si appresta tra poco ad avere un nuovo governo, ma restano molte incertezze e nubi sull’economia. Apprendo dai giornali i dati ufficiali che mostrano come il 2013 sarà ancora all’insegna della recessione, con un calo del PIL attorno all’1% e una disoccupazione che sfiorerà il 12%.

di Alex Storti*

Sulle pagine de La Bissa Claudio Bollentini ha più volte ricordato, durante questa caotica campagna per il voto, la surreale e pressoché totale assenza di un tema che ci riguarda da vicino, come Lombardi e specialmente come Insubri. È il tema dei rapporti con la Confederazione Elvetica.

La Borsa italiana è sempre più vuota, anzi, è sul viale del tramonto. La Borsa è il simbolo di ogni economia, anche di quella italiana, ha rappresentato uno dei motori finanziari dello sviluppo economico del Novecento. Ha debuttato nel ventunesimo secolo, ma poi, via via, ha avuto il fiato sempre più corto. Il ruolo principale della Borsa è quello di convogliare risparmi e capitali per finanziare lo sviluppo delle imprese, un ruolo ormai non più assolto o assolto solo in parte.

Prendo spunto da un articolo di Lina Palmerini pubblicato su Il Sole 24 Ore del 20 febbraio per condividere alcune considerazioni che, per chi ha a cuore il Nord, non si può fare a meno di sottoscrivere. Ridisegnare il Nord, anzi, “i Nord”. E’ l’incipit del suo articolo.

Partiamo da una semplice considerazione. Visto che lo Stato pesa per circa 50% del PIL nazionale, sarebbe possibile avere gestori del bene comune allo stesso livello meritocratico del settore privato? Anche se noi preferiamo un’economia basata sul libero mercato, ci rendiamo conto che l’imponente peso dello Stato non può diminuire in tempi brevi. Allora sarebbe meglio che lo Stato si dotasse di manager, i cosiddetti boiardi di ben nota memoria, capaci di gestire la cosa pubblica. Ossia gestire le partecipazioni statali e la macchina burocratica con competenze adeguate, come nel privato.

Dove va la provincia con le ali? E’ questa la domanda che si pongono tutti nel varesotto dopo l’esplosione del caso Finmeccanica. Sulla stampa si legge di tutto un po’ e sinceramente non ce ne frega niente di sapere delle querele di Maroni, del silenzio della mummia Monti, delle strumentalizzazioni della sinistra, vogliamo invece capire che tipo di ripercussioni si avranno a breve e a medio lungo termine sull’economia insubrica e teniamoci fuori dalla campagna elettorale per favore.

Il caso Monte dei Paschi ha acceso ancora una volta i riflettori sulla piazza finanziaria luganese, un faro puntato su alcune società finanziarie e piccole banche dai nomi insignificanti e difficilmente memorizzabili, sulle loro operazioni sospette, un retrobottega poco edificante per l’immagine e la reputazione della piazza.

Il Consiglio dei ministri a fine estate 2012 ha approvato il decreto sviluppo, un provvedimento che mira a creare crescita sostenibile e occupazione di qualità. Il nuovo strumento finanziario introdotto dall’art. 32 D.L crescita, il Dl. 83/2012 è indirizzato alle Pmi prive di rating in cerca di finanziamenti.

Abbiamo già accennato in un precedente articolo ai problemi derivanti dalla particolare struttura e dimensione non grande delle aziende italiane.

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