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Il Parco Scherrer, il giardino delle meraviglie a Morcote

Scritto da Redazione

Un luogo dalla bellezza arcana, altamente evocativo, tappa d'obbligo per chi cerca una pausa di meditazione tra silenzi e raffinati spunti culturali e artistici oltre che botanici. Definito “Il Giardino delle Meraviglie” il parco venne realizzato a Morcote (Canton Ticino) sul Lago di Lugano da Arturo Scherrer (1881–1956), ricco ed affermato commerciante di tessuti, appassionato viaggiatore e amante dell’arte e della cultura. Il parco-monumento ospita una ricca collezione di oggetti d’arte di svariati paesi ed epoche diverse, contornata da una vegetazione lussureggiante e in gran parte esotica. Questo Eden, che maestoso sovrasta le acque del lago Ceresio e che attrae ed incanta ogni visitatore, è inserito in un impressionante mondo di flora subtropicale comprendente palme, camelie, glicini, oleandri, cedri, cipressi, alberi della canfora, eucalipti, magnolie, azalee, aranci, limoni, bambù e moltissime specie di piante fiorifere odorose.Il parco fu lasciato al comune di Morcote dalla vedova Scherrer nel 1965, con l‘esplicito desiderio che fosse aperto al pubblico. Viene mantenuto come fu originariamente concepito, ma con ulteriori abbellimenti ed è ora utilizzato anche per manifestazioni di tipo culturale e artistico di notevole successo.Il giardino fa parte della prestigiosa catena dei “Grandi Giardini Italiani”. Dal 2014, grazie alle sue caratteristiche ricostruzioni di edifici e opere in stile Barocco, Rococò e Art Nouveau, è inserito anche nell’elenco dei parchi botanici in stile “Follies”.

La visita

All’entrata, a salutare l’ospite, una fontana ornamentale veneziana accompagnata da un leone bizantino posato su una colonna rinascimentale. Ai lati della scalinata che sale nel parco due leoni barocchi di marmo bianco di Carrara fiancheggiati da azalee, indicano il percorso da seguire. Tra leoni, ninfe e fauni si arriva ad un viale dove si possono ammirare le statue che rappresentano le quattro stagioni in una cornice di azalee e camelie; nelle vicinanze, un grosso cedro del Libano completa il magnifico quadro. In fondo al viale ecco apparire un’anfora del 1200 usata a suo tempo quale contenitore per l’olio. Si giunge quindi alla grandiosa fontana rinascimentale di marmo in Carrara vicina alle colonne di un belvedere. Successivamente troviamo il terrazzo panoramico dove due sfingi troneggiano sulle colonne d’entrata. Da questo livello si gode un superbo, quasi leonardesco panorama sul lago, su Porto Ceresio e sulle colline del Varesotto. Le statue di Venere, Giunone e Giove vigilano fra cespugli di azalee. Volgendo lo sguardo a monte, si scorge l’Eretteo, il secondo tempio dell’Acropoli di Atene, riportato in scala 1:4 in pietra di Vicenza e sorretto da magnifiche cariatidi. Al di sopra appare il Tempio del Sole, struttura di matrice spagnola, naturalmente in miniatura. Il giardino che lo ospita ricorda lo stile dei famosi giardini dell’Alhambra a Granada, ed è abbellito da due fontane in stile barocco in pietra naturale di Verona contornate da basse siepi di bosso. Due statue dominano il parco dall’alto: una rappresenta Mercurio, dio del commercio, l’altra una filatrice, simboli della professione del signor Scherrer. Si prosegue verso la casa del tè di stile siamese, che evoca i misteri dell’Oriente. Attraverso un bosco di bambu si arriva al tempio egiziano di Nefertiti, vegliato da due divinità: la testa di leone di Sekhmet e la testa di falco di Horus, figlio di Osiride. L’interno, con il celebre busto della regina Nefertiti, tutti sono copie fedeli degli originali che si trovano a Berlino e risalgono all’era di Amenofi, circa 1375 a.c..  Le pareti sono dipinte in antico stile egiziano. Il tempio accoglie anche le urne cinerarie dei coniugi Scherrer. Lievemente appartata e perfettamente inserita in una piccola oasi, troviamo la casa araba, l’ultima ricostruzione del signor Scherrer. Statue di schiavi nubiani immersi in una lussureggiante vegetazione, costeggiano la scala che scende al terrazzo della palazzina indiana, costruita sul modello di Palazzo Salò di Brugine vicino Padova. All’interno, come nei palazzi indiani, le pareti sono dipinte in stile Moghul. Nel giardino troviamo una vasca sulla quale si affacciano quattro elefanti con la proboscide alzata, sovrastati da tre cobra pronti ad attaccarli e alla sommità domina la vacca sacra di Mysore. Sulla sinistra un piccolo stagno nel quale fioriscono ninfee e accanto troneggia una tartaruga cinese, augurio di lunga vita. All’uscita del parco si può ammirare una tipica casa lombardo-ticinese del 1300, ora adibita a ristorante-grotto, ricostruzione fedele che il signor Scherrer ha voluto inserire nel parco quale testimonianza di affetto al Ticino. Ricostruita nel 1930 con le stesse pietre e materiali provenienti da un’antica abitazione del quartiere di Sassello a Lugano, completamente demolita per far posto agli attuali stabili. I locali d’abitazione, costruiti attorno alla corte con il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana, al piano superiore furono abbelliti da un loggiato con arcate. L’eccezionale cornice botanica di questo “Giardino delle Meraviglie” è caratterizzata da oltre cinquanta varietà di piante, contrassegnate da una targhetta che ne indica il nome scientifico.

Testo  ispirato e liberamente tratto dal sito del comune di Morcote, www.morcote.ch dove potete trovare tutte le informazioni per programmare la visita al parco.

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